I nostri genitori ci hanno regalato una casa 12 anni fa. Oggi devo a mio fratello €48.000

Ilena D’Errico

16 Giugno 2026 - 23:46

Il regalo fatto dai genitori ai due figli è stato, involontariamente, causa di una disputa. Uno dei due è stato chiamato a corrispondere 48.000 euro all’altro.

I nostri genitori ci hanno regalato una casa 12 anni fa. Oggi devo a mio fratello €48.000

La storia di queste due fratelli francesi sta generando parecchio scompiglio, trattandosi di una situazione in cui tantissime famiglie possono ritrovarsi. Chi non vorrebbe agevolare i figli ed evitare loro una tassazione massiccia, garantendo loro al contempo un tetto sulla testa? È proprio ciò che ha fatto questa coppia parigina, scegliendo di donare ai figli due immobili, uno ciascuno, cercando ovviamente di scegliere regali di uguale valore. Non è soltanto una questione etica, un modo per assicurare ai figli un pari trattamento, ma anche un riflesso degli obblighi di legge.

Dal punto di vista ereditario, infatti, ogni figlio ha diritto a una specifica quota di legittima che non può essere ridotta arbitrariamente. Il figlio che ha ricevuto una porzione inferiore del patrimonio ereditario rispetto all’altro può rivalersi sull’altro e pretenderne la restituzione. Ciò vale per quanto riguarda la legittima, una quota garantita ad alcuni eredi, in primis i figli. Ciò che rimane, la parte disponibile, può invece essere devoluto in maniera discrezionale, ma è ovviamente limitata dalle legittime.

Le donazioni, per la maggior parte, vengono considerate come anticipi dell’eredità e per questo possono esporre gli eredi a delle controversie, indipendentemente da quanto accaduto finché il de cuius era in vita. Anche l’eventuale rinuncia alla rivendicazione della legittima firmata prima della morte, per esempio, non ha validità. Ed ecco che possono accadere problemi come quelli della famiglia francese.

Cos’è successo

I genitori dei fratelli francesi protagonisti di questa vicenda hanno donato ai figli due immobili dal valore simile, uno ciascuno, con l’intento di garantire loro il classico tetto sulla testa. La donazione è stata eseguita 12 anni prima dell’apertura della successione, quando i due appartamenti avevano un valore di circa 300.000 euro ciascuno. Fino alla morte dell’ultimo genitore rimasto in vita, ovviamente, il mercato è cambiato e così anche il valore di ogni immobile. Una delle due proprietà ha raggiunto un valore di 370.000 euro, mentre l’altra è arrivata addirittura a 390.000 euro. Il primo dei due appartamenti, quello dal valore inferiore, si trova nella periferia parigina, mentre l’altro è nella capitale e questo ovviamente comporta grandi differenze sul valore di mercato.

I genitori non avevano tenuto conto di questo aspetto quando hanno compiuto le donazioni, dividendo tutto il resto del patrimonio in parti uguali tra i figli, pensando così di evitare problemi. Quando però la divisione è stata controllata in fase ereditaria il distacco tra il valore dei due immobili è emerso e a quanto pare il fratello che ha ricevuto la casa valutata in maniera peggiore ha richiesto un contributo. A conti fatti, è stata richiesta all’altro una differenza di 48.000 euro, che avrebbe potuto essere pretesa anche con l’esecuzione forzata. Fortunatamente, questa controversa ereditaria non ha avuto l’epilogo di tante altre liti analoghe e i due fratelli hanno trovato un accordo. Il distacco è stato compensato con il premio assicurativo della polizza vita stipulata dal padre, risolvendo la differenza senza comportare disagi.

Quali sono le regole

Questa insolita vicenda francese offre l’opportunità per chiarire un dubbio molto comune anche per le successioni in Italia. Potrebbe sembrare strano, ma le donazioni che vengono comprese nel calcolo ereditario (e ciò vale per la maggior parte) sono effettivamente valutate alla data di apertura della successione e non al momento di trasferimento della proprietà.

Tanto è stato chiarito dalla Corte di Cassazione, in ultimo con l’ordinanza n. 7449/2025. Quest’ultima si riferiva ai titoli di Stato ricevuti, ma il principio è pressoché analogo per quanto riguarda le donazioni immobiliari, che espongono parimenti a controversie. Anche in Italia, ovviamente, fratelli e sorelle hanno diritto a uguali quote di legittima, che possono essere accresciute solo sfruttando la quota disponibile.

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