Scoppia il caso norovirus in Francia, dopo la paura non ancora sopita per l’hantavirus. Ecco di cosa si tratta, come si trasmette e quanto siamo a rischio
La paura per l’hantavirus non si è ancora spenta, anzi, e ora a far scattare l’allarme sanitario in Europa è il ritorno del norovirus, protagonista di un nuovo focolaio scoppiato a bordo della nave da crociera Ambition attraccata a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia. Oltre 1.700 persone - 1.233 passeggeri e 514 membri dell’equipaggio, per la maggior parte britannici e irlandesi - sono rimaste coinvolte nelle misure precauzionali adottate dalle autorità francesi dopo la morte di un passeggero di 92 anni durante una precedente tappa a Brest.
In un primo momento si era temuto un collegamento con l’hantavirus, virus che negli ultimi giorni ha riacceso il timore di una nuova emergenza sanitaria internazionale. I test effettuati in Italia sui casi sospetti tra Milano, Messina e Calabria hanno però dato esito negativo, mentre in Francia gli accertamenti hanno confermato che il malessere diffuso a bordo della nave era riconducibile a un episodio di gastroenterite virale, compatibile proprio con il norovirus.
Una cinquantina di persone hanno manifestato sintomi come vomito, diarrea, nausea e crampi addominali, costringendo le autorità a imporre inizialmente il divieto di sbarco e l’isolamento dei passeggeri sintomatici. Solo successivamente il lockdown sanitario è stato parzialmente revocato per chi non presentava sintomi.
Non è la prima volta che il norovirus torna al centro dell’attenzione. Se ne era già parlato durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, dopo il contagio di alcune atlete finlandesi di hockey, e ancora prima nel 2023, quando diversi focolai nelle scuole italiane - in particolare a Castenaso, nel Bolognese - avevano coinvolto centinaia di bambini e insegnanti. Ma, quindi, ci dobbiamo preoccupare?
Cos’è il norovirus e perché siamo in allarme
Il norovirus è uno dei principali responsabili delle gastroenteriti acute non batteriche nel mondo ed è considerato dagli esperti uno dei virus gastrointestinali più contagiosi in assoluto. Appartenente alla famiglia dei Caliciviridae, è un virus a RNA a singolo filamento individuato per la prima volta negli anni Settanta dopo un’epidemia verificatasi nella città americana di Norwalk, da cui deriva anche uno dei suoi nomi più conosciuti: “virus di Norwalk”.
A preoccupare non è tanto la gravità dell’infezione - che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di 24-48 ore - quanto la sua capacità di diffondersi con estrema rapidità in ambienti chiusi e affollati. Navi da crociera, scuole, ospedali, alberghi e strutture sportive rappresentano infatti i contesti ideali per la trasmissione del virus.
Il caso francese della nave Ambition ha riportato il norovirus sotto i riflettori proprio per questa sua elevata contagiosità. Secondo quanto emerso dalle autorità sanitarie, l’aumento dei casi sarebbe stato registrato dopo l’imbarco di nuovi passeggeri a Liverpool il 9 maggio, prima della tappa di Bordeaux. Le escursioni sono state cancellate e ai passeggeri coinvolti è stato offerto un rimborso completo.
Il norovirus, inoltre, è particolarmente resistente nell’ambiente: può sopravvivere su superfici contaminate e resistere anche a condizioni che normalmente eliminerebbero altri agenti patogeni. Ed è proprio questa combinazione tra alta contagiosità e resistenza che rende ogni focolaio difficile da contenere rapidamente.
Quali sintomi provoca?
I sintomi del norovirus tendono a comparire molto rapidamente, generalmente dopo un periodo di incubazione compreso tra le 12 e le 48 ore dal contagio. L’infezione colpisce soprattutto l’apparato gastrointestinale e si manifesta con vomito improvviso, diarrea acquosa, crampi addominali, nausea e malessere generale. In alcuni casi può comparire anche una lieve febbre accompagnata da dolori muscolari e senso di spossatezza.
La durata dei sintomi varia normalmente tra le 12 e le 60 ore e nella maggior parte dei casi il decorso è benigno. Il vero rischio, però, è rappresentato dalla disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone fragili o già affette da patologie cardiocircolatorie e metaboliche. Per questo motivo gli esperti raccomandano di assumere molti liquidi e sali minerali durante la malattia.
Uno degli aspetti più problematici del norovirus è che i suoi sintomi possono facilmente essere confusi con altre condizioni gastrointestinali. In molti casi, infatti, viene inizialmente scambiato per un’intossicazione alimentare, come accaduto proprio sulla nave Ambition, dove si era ipotizzata anche la contaminazione di alimenti consumati a bordo.
Anche influenza intestinale, gastroenteriti batteriche e alcuni virus stagionali possono provocare manifestazioni simili. La differenza principale sta però nella rapidità con cui il norovirus si diffonde all’interno di gruppi numerosi di persone e nella violenza improvvisa dei sintomi, che spesso colpiscono contemporaneamente decine di individui nello stesso ambiente.
Cause e contagio: ecco come si trasmette il norovirus
Il norovirus è considerato un virus altamente infettivo e bastano pochissime particelle virali per provocare l’infezione. La trasmissione può avvenire in diversi modi: da persona a persona, tramite contatto diretto, attraverso superfici contaminate oppure consumando acqua e cibi infetti.
Uno dei principali veicoli di contagio è rappresentato dagli alimenti manipolati da persone contagiate o preparati in condizioni igieniche non adeguate. Non a caso, molti focolai vengono registrati proprio in mense scolastiche, ristoranti, alberghi e navi da crociera, cioè luoghi in cui grandi quantità di persone condividono spazi e pasti.
Il virus può diffondersi anche tramite aerosol generati da episodi di vomito, motivo per cui gli ambienti chiusi favoriscono enormemente la propagazione del contagio. Ed è esattamente ciò che era accaduto anche nel focolaio esploso nel 2023 nella scuola primaria di Castenaso, in provincia di Bologna, dove oltre 170 persone tra studenti e insegnanti erano state contagiate nel giro di pochi giorni.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il norovirus può sopravvivere a lungo sulle superfici contaminate ed è in grado di resistere persino a temperature superiori ai 60 gradi e al cloro utilizzato normalmente per la disinfezione dell’acqua potabile. Questa resistenza ambientale contribuisce a rendere particolarmente complessa la gestione dei focolai, soprattutto nei luoghi ad alta frequentazione.
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Norovirus e prevenzione: cosa sappiamo (e cosa fare)
Ad oggi non esiste una cura specifica contro il norovirus né un farmaco capace di eliminare direttamente l’infezione. Il trattamento consiste soprattutto nel controllare i sintomi e prevenire la disidratazione attraverso una corretta idratazione e, nei casi più delicati, il reintegro di sali minerali.
La prevenzione resta quindi l’arma più efficace. Le autorità sanitarie insistono soprattutto sull’importanza di lavare frequentemente le mani, disinfettare accuratamente superfici e oggetti contaminati ed evitare di manipolare cibo quando si manifestano sintomi gastrointestinali e fino ad almeno tre giorni dopo la guarigione.
Fondamentale anche l’attenzione nella scelta degli alimenti, soprattutto se consumati crudi o poco cotti. Prodotti di provenienza certificata e corretta conservazione degli alimenti possono ridurre sensibilmente il rischio di infezione.
Nei contesti scolastici o familiari, inoltre, è importante isolare temporaneamente chi presenta sintomi per evitare catene di contagio. È quanto successo anche nel focolaio emiliano del 2023, quando l’Usl di Bologna dispose la sanificazione completa degli ambienti scolastici e invitò i genitori a tenere i bambini a casa fino alla completa scomparsa dei sintomi.
Quindi, tornando alla domanda iniziale, dobbiamo iniziare a preoccuparci? Nella maggior parte dei casi il norovirus non provoca conseguenze gravi, purché venga gestito rapidamente con isolamento dei casi sospetti, igiene rigorosa e attenzione ai soggetti più vulnerabili. Insomma, una prassi - ahinoi - comune dai tempi del Covid.
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