Non solo Putin...Ecco cosa sta mettendo davvero a rischio le democrazie liberali

Guido Giaume

5 Giugno 2024 - 06:30

Ottant’anni dopo lo sbarco in Normandia, è tempo di riflettere criticamente sul modello di democrazia liberale che l’Occidente ha cercato di promuovere.

Non solo Putin...Ecco cosa sta mettendo davvero a rischio le democrazie liberali

Ottant’anni fa, lo sbarco in Normandia segnò un momento cruciale nella storia moderna, evidenziando la determinazione degli Stati Uniti a difendere il loro modello di democrazia e libertà.
I giovani americani sacrificarono la loro vita in una guerra lontana per affermare ideali che consideravano universali.

Questo atto di coraggio e dedizione dimostrò quanto profondamente gli USA credessero nella bontà del loro sistema politico ed economico. Tuttavia, a distanza di decenni emerge una realtà che ci deve spingere a riflettere sul valore e sulla sostenibilità di questo modello, nonostante abbia generato benessere per noi ed i nostri padri.

I recenti dati presentati dal nuovo governatore della Banca d’Italia evidenziano una crescente disuguaglianza economica nel nostro Paese:

  • Negli ultimi anni, il patrimonio delle famiglie italiane è aumentato, ma tale crescita ha beneficiato principalmente le famiglie più facoltose.
  • Il 10% delle famiglie più ricche ha visto un aumento del proprio patrimonio del 29%, soprattutto grazie agli strumenti finanziari più rischiosi come azioni, fondi comuni e assicurazioni vita.
  • Di contro, la ricchezza del ceto medio è diminuita del 4,8%, un calo legato principalmente alla flessione del valore del patrimonio immobiliare, solo parzialmente compensato dagli investimenti finanziari.

La quota di ricchezza posseduta dal 10% più ricco degli italiani è cresciuta di circa 7 punti percentuali rispetto al 2010, passando a detenere il 60% della ricchezza netta complessiva del paese. La metà meno abbiente delle famiglie, invece, ha visto una leggera diminuzione della propria quota di ricchezza, mentre quella del ceto medio è rimasta pressoché stabile.
Complessivamente, l’aumento della ricchezza netta degli italiani tra il 2010 e il 2023, pari al 14%, ma è stato trainato dalle famiglie più abbienti, mentre il ceto medio e le famiglie meno abbienti non hanno beneficiato in egual misura di questa crescita economica.

Questa situazione non è un’anomalia italiana, ma riflette una tendenza più ampia che interessa l’intero mondo occidentale. La disuguaglianza economica sta crescendo anche nei paesi sviluppati, dove la ricchezza si sta concentrando nelle mani di una ristretta élite.
Questo trend mette in discussione l’efficacia del modello liberale occidentale nel garantire equità e benessere per tutte le fasce della popolazione, spingendole a contestare il modello nel quale sono vissuti e spingendole a cercare soluzioni naive al proprio disagio

Ma non sono solo le fasce più deboli della popolazione occidentale ad interrogarsi se il modello proposto sia la risposta adeguata alle esigenze di stabilità e benessere, lo stanno facendo tutti i popoli del terzo e quarto.
Questi paesi, ancora in lotta per raggiungere livelli di benessere e prosperità comparabili a quelli del mondo sviluppato, sono oramai disillusi e non vedono più nel liberalismo occidentale una via percorribile per il loro sviluppo.

Questa delusione si manifesta ad esempio nelle attuali dinamiche geopolitiche; molti paesi non sviluppati non sostengono nettamente l’Ucraina e l’Occidente nella crisi con la Russia e non è irragionevole pensare che questa posizione derivi dalla percezione che, in ultima analisi, non vi sia una grande differenza tra un sistema autoritario come quello russo o cinese e uno democratico occidentale, poiché al contrario di quanto dichiarato quest’ultimo non riesce a tutelare efficacemente i diritti e le aspirazioni dei più deboli.

Pertanto la mancanza di un beneficio tangibile derivante dall’adozione del modello liberale spinge i governanti di quei paesi a cercare soluzioni che - non potendo rispondere alle esigenze di sviluppo e giustizia sociale - almeno offrano dei vantaggi immediati.

Ottant’anni dopo lo sbarco in Normandia, è tempo di riflettere criticamente sul modello di democrazia liberale che l’Occidente ha cercato di promuovere. La crescente disuguaglianza economica e la disillusione dei paesi in via di sviluppo evidenziano la necessità di rivedere e adattare questo modello per rispondere meglio alle sfide del mondo contemporaneo. Il sacrificio dei giovani soldati americani non deve essere vanificato, ma deve stimolare un rinnovamento che renda la democrazia e il liberalismo strumenti realmente efficaci per tutti.