Non solo Covid, la Cina trema per la sua economia. E i mercati oscillano

Violetta Silvestri

30/11/2022

30/11/2022 - 08:37

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La Cina ancora protagonista dei mercati globali: l’attività industriale cinese si contrae, i blocchi Covid continuano e il dragone indebolisce così gli scambi, con indici asiatici che oscillano.

Non solo Covid, la Cina trema per la sua economia. E i mercati oscillano

I mercati asiatici oscillano, con guadagni disomogenei. L’incertezza, ancora una volta, proviene dalla Cina.

Gli investitori sperano nella riapertura dell’economia cinese nonostante i crescenti blocchi per arginare i contagi Covid che hanno spinto le sue attività nel settore manifatturiero e dei servizi a una maggiore contrazione. Tuttavia, la maggior parte degli analisti afferma che la riapertura sarà lenta e irregolare, pesando gravemente sull’economia nel 2023.

Il Fmi ha ricordato che le stime per la ripresa del dragone potrebbero slittare al ribasso ancora, diminuendo rispetto al +3,2% previsto per il 2022 e al +4,4% per l’anno prossimo. Percentuali sottotono per la nazione asiatica, che potrebbero innescare debolezze nel commercio globale e turbolenze nei mercati mondiali delle materie prime.

Questo clima di estrema incertezza si riflette sui mercati: l’Asia oscilla, tra la crisi in Cina e l’attesa per le banche centrali.

La Cina si contrae e i mercati sono incerti

La seduta asiatica è contrastante: il Nikkei ha chiuso con una perdita dello 0,21% e anche l0indice cinese Shenzhen ha archiviato la seduta in rosso, con un -0,11%. In rialzo l’Hang Seng di Hong Kong con un +2,11% e l’indice Shanghai, con un +0,05%.

I mercati restano influenzati da quanto accade in Cina. I funzionari cinesi martedì hanno affermato che il Paese accelererà le vaccinazioni anti-Covid per gli anziani. La spinta alla vaccinazione è considerata cruciale per allentare quasi tre anni di severi limiti nella seconda economia più grande del mondo, che hanno eroso la crescita economica, sconvolto la vita di milioni di persone e scatenato proteste senza precedenti lo scorso fine settimana.

La questione della pandemia sta interferendo molto nei mercati. “Le notizie dalla Cina riguardanti le restrizioni e le proteste stanno causando nervosismo tra gli investitori. Sebbene alcune misure di allentamento sul Covid siano state prese in considerazione, potrebbero non essere sufficienti per prevenire ulteriori interruzioni economiche”, ha avvertito Anderson Alves, analista di ActivTrades.

Non solo, il settore manifatturiero cinese si è contratto più rapidamente del previsto a novembre, poiché i blocchi diffusi hanno rallentato la produzione nella seconda economia mondiale.

L’indice dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero si è attestato a 48 nel mese, al di sotto della soglia di 50 punti che separa la contrazione dall’espansione. Gli analisti avevano previsto una lettura di 49. È stata la terza diminuzione mensile consecutiva e la lettura più bassa da aprile.

La politica zero-Covid di Pechino ha smorzato la performance economica, con gli analisti che affermano che l’obiettivo già basso del 5,5% annuo di crescita del Pil era fuori portata già mesi fa.

Da evidenziare, a testimonianza di quanto la performance economica del dragone impatti sulle materie prime, che prezzi del petrolio hanno registrato guadagni di oltre l’1% nel commercio asiatico, con il calo delle scorte di greggio statunitensi e un biglietto verde in flessione. Tuttavia, i timori che l’OPEC + lascerà la produzione invariata alla sua prossima riunione e i deboli dati cinesi hanno limitato i guadagni.

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