C’è una nuova narrativa che potrebbe sconvolgere le borse globali, e potrebbe avere lo stesso peso mediatico che ha avuto l’intelligenza artificiale nel 2022-2023.
Una narrativa tanto potente da generare una corsa sfrenata alle azioni da parte degli investitori globali. E a parlarne non sono dei visionari qualunque: sono Jensen Huang, CEO di NVIDIA, e Sam Altman, mente dietro OpenAI.
La protagonista?
La robotica. Scontato? Assolutamente no, considerando che il settore è ancora sottoesposto nei portafogli globali. Forse siamo davvero di fronte agli albori di una nuova era.
Il futuro secondo Huang e Altman
Secondo Jensen Huang, non solo i robot entreranno nella società prima di quanto pensiamo, ma la robotica potrebbe diventare la più grande industria che l’umanità abbia mai visto. In una dichiarazione che ha fatto il giro del mondo durante l’ultima conferenza GTC di NVIDIA, Huang ha affermato che “the reality in which robots are pervasive in society could be coming faster than most people think” (“la realtà in cui i robot sono pervasivi nella società potrebbe arrivare più velocemente di quanto la maggior parte delle persone pensi”).
Un’affermazione che non è rimasta isolata: anche Sam Altman, nel suo intervento, ha ribadito come il passo successivo dell’AI sarà proprio la sua capacità di interagire con il mondo fisico.
L’intelligenza artificiale come cervello. La robotica come corpo.
Finora abbiamo visto l’ascesa dell’AI generativa, capace di creare contenuti, analizzare dati, automatizzare testi e processi. Ma ciò che manca, e che sta per arrivare, è la capacità di agire nel mondo reale. Robot intelligenti, dotati di sensori, algoritmi di auto-apprendimento e mobilità, entreranno in fabbriche, magazzini, ospedali, supermercati, uffici.
Il punto centrale, per gli investitori, è la tempistica. Secondo Huang, questa trasformazione non richiederà decenni. Potremmo vederne i primi effetti su scala industriale già entro 5-10 anni. È una visione condivisa anche da Altman, che lavora a modelli capaci di guidare sistemi fisici complessi.
Dove investire?
Oltre alle big tech già coinvolte, come NVIDIA, che è chiaramente al centro del cambiamento, non solo come fornitore di GPU, ma anche come sviluppatore di piattaforme come Isaac, per addestrare e simulare robot, ci sono anche altre società al centro dell’attenzione. Ad esempio, Tesla, dal canto suo, lavora da tempo al progetto Optimus, il robot umanoide basato su AI e apprendimento continuo.
Però ci sono aziende come Teradyne, che ha acquisito Universal Robots e guida il settore dei cobot (robot collaborativi); ABB, che ha una lunga storia nella robotica industriale e sta espandendo la sua gamma in ambito logistico e sanitario; e Keyence, che fornisce tecnologie di visione artificiale e sensori ad alta precisione, elementi chiave per l’autonomia dei robot. Anche Fanuc, colosso giapponese, continua a innovare nei robot per la produzione automatizzata.
E poi anche ETF, come l’iShares Automation & Robotics UCITS ETF (RBOT).
iShares Automation & Robotics UCITS
Grafico a candele del iShares Automation & Robotics UCITS. Fonte: baha.com
Una nuova corsa all’oro?
Oggi la narrativa evolve e si sposta verso robotica, automazione fisica, intelligenza incarnata. Se la prima ondata è stata software-driven, la prossima sarà hardware-driven? Potrebbe essere come all’inizio dell’AI molti titoli erano sottovalutati? Secondo questi grandi nomi del segmento tecnologico, potrebbe essere.