Sorpresa positiva dal report occupazionale USA di agosto, che ha indicato un balzo dei NFP di 162.000 unità. Rendimenti Treasury 2 anni a record da gennaio 2025.
Nel mese di agosto, i Non Farm Payrolls degli Stati Uniti hanno registrato una crescita pari a 162.000 unità, quasi il triplo rispetto alle attese, che avevano messo in conto un aumento di delle buste paga di 56.000 unità.
Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, come da attese. I numeri hanno aumentato ulteriormente le scommesse su un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed nella prossima riunione del FOMC del 15-16 settembre.
Sorpresa dal mercato del lavoro USA, aumenta anche la partecipazione alla forza lavoro
I numeri del report occupazionale USA hanno messo in evidenza un mercato del lavoro degli Stati Uniti solido, smentendo in parte i timori che avevano tenuto banco il mese scorso, quando si era appreso che, nel mese di luglio, gli NFP erano diminuti di 23.000 unità.
Il dipartimento del Lavoro USA ha tra l’altro annunciato una revisione netta delle buste paga degli ultimi due mesi pari a un rialzo di 55.000 NFP.
Positive anche le indicazioni sulla partecipazione alla forza lavoro, che è salita ad agosto al 61,6%, rispetto al 61,4% precedente.
Le pressioni inflazionistiche misurate dai salari si sono confermate lievemente più alte delle attese su base annua, con i salari orari che, in media, sono saliti del 3,1%, rispetto al 3% previsto dal consensus.
Su base mensile la performance dei salari medi orari è stata invece in linea con le previsioni, pari a un aumento dello 0,3%.
Le ore lavorate sono state pari a 34,4, rispetto alle precedenti 34,3.
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Crescita dei posti di lavoro sia nel settore privato che pubblico
Dal report relativo ai Non Farm Payrolls è emerso che le buste paga del settore privato sono aumentate di 127.000 unità, più del doppio dell’aumento di 45.000 unità previsto e rispetto al precedente rialzo di 30.000 unità.
Bene in particolare la crescita delle buste paga nel settore manifatturiero, pari a +16.000 unità, rispetto al rialzo atteso di 5.000 unità. I posti di lavoro del settore pubblico sono saliti di 35.000 unità, rispetto al calo di 53.000 della precedente rilevazione.
Il dato macro dei Non Farm Payrolls, tra i market mover principali di questa settimana, rafforza le speculazioni su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve di Kevin Warsh a seguito della prossima riunione del 15-16 settembre.
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Countdown a riunione Fed, più che ai NFP di oggi si deve guardare a 2 dati in arrivo
Ieri, la speranza di tassi lasciati ai livelli attuali è stata sostenuta dalle dichiarazioni del governatore della Fed Chris Waller che, nel corso di un’intervista a Reuters, ha detto di essere disposto a sostenere lo status quo in caso di progressivo indebolimento del tasso di inflazione.
Waller ha detto che a determinare l’esito della prossima riunione della Fed saranno infatti soprattutto i dati relativi all’inflazione USA di agosto, ovvero gli indici CPI e PPI, che saranno diffusi poco prima della riunione della Federal Reserve.
Nel suo discorso in occasione del simposio di Jackson Hole, il Presidente Kevin Warsh aveva già indicato la ferma determinazione a riportare la crescita del tasso di inflazione al target del 2%.
Occhio intanto alla reazione di alcuni principali asset alla pubblicazione dei Non Farm Payrolls: il dollaro si rafforza, con il rapporto euro-dollaro in calo dello 0,22% a quota $1,1598.
Immediata la reazione dei rendimenti dei Treasury USA, con quelli a 2 anni che sono saliti di più di 7 punti base al 4,425%, al record da gennaio 2025.
Anche Ellen Zentner, chief economic strategist di Morgan Stanley Wealth Management, ha detto così come ha lasciato intendere Waller che i dati a cui guardare per capire le prossime mosse della Fed di Warsh sui tassi saranno quelli relativi all’inflazione. Prima della pubblicazione dei Non Farm Payrolls si è così espressa: “Una sorpresa al rialzo sul fronte dei posti di lavoro probabilmente alimenterà i timori di un rialzo dei tassi, ma l’esito dipenderà dai dati sull’inflazione della prossima settimana”.
Zenter ha aggiunto che “se i dati dovessero risultare più deboli delle attese, la Fed probabilmente si sentirà a proprio agio nel considerare meno rilevanti i segnali potenzialmente inflazionistici provenienti dal mercato del lavoro”.
I dati sull’inflazione USA si conosceranno la prossima settimana, con la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione nella giornata di giovedì 10 settembre.
L’indice dei prezzi al consumo sarà reso noto invece il giorno dopo, venerdì 11 settembre.
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Il commento di Janus Henderson sui Non Farm Payrolls e sulle prossime mosse della Fed
Così ha commentato intanto il report occupazionale USA Bradford Smith, gestore di portafoglio di Janus Henderson:
“Un rapporto sull’’ccupazione da record negli Stati Uniti per il mese di agosto ci ricorda che questo dato statistico è diventato estremamente volatile, aumentando al contempo leggermente la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. L’aggiunta di 162 mila posti di lavoro andrà sicuramente a pesare a favore di un “rialzo”, mentre la Fed valuta se aumentare il tasso di riferimento di fronte all’inflazione persistente di questo mese; tuttavia, il presidente Warsh ha già invitato il mercato a non fermarsi a questo dato e a concentrarsi sui dati sull’inflazione in arrivo la prossima settimana sotto forma di indice dei prezzi al consumo (CPI). Il dato positivo sull’occupazione fa seguito a uno decisamente debole del mese scorso, ricordandoci che la volatilità di questo indicatore è destinata a persistere, mentre l’economia oscilla intorno alla piena occupazione. I posti di lavoro non agricoli ad agosto hanno registrato un aumento di 162 mila unità, ben al di sopra delle stime degli economisti di 55 mila posti di lavoro e in netto recupero rispetto ai 23 mila posti persi il mese scorso. La crescita dell’occupazione è stata trainata dal settore privato, con un aumento di 127.000 unità. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto a un livello limitato del 4,1%, un dato inferiore al tasso di disoccupazione considerato neutro dalla stessa Fed e che indica che il mercato del lavoro rimane solido. Pertanto, il dibattito all’interno della Banca centrale verterà principalmente sui prossimi dati sull’inflazione. Dopo l’intervento dal tono restrittivo del presidente Warsh a Jackson Hole la scorsa settimana, alla Fed si registra una chiara propensione ad agire qualora i dati in arrivo non mostrassero ulteriori progressi in termini di disinflazione. Questo dato accresce leggermente l’urgenza di intervenire”.
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