L’investimento da 1 miliardo di dollari di Nvidia in Nokia inaugura una nuova era decisiva per l’azienda che, in una vita precedente, aveva fatto appassionare milioni di utenti di telefoni cellulari al gioco Snake. Tre settimane dopo, però, il rialzo del titolo ispirato da Nvidia si è quasi completamente invertito. Ciò riflette quanto difficile si prospetti la nuova reinvenzione di Nokia.
Nokia sta spostando il proprio focus dalla fornitura di infrastrutture di rete e servizi — pensiamo a stazioni radio base e apparati per l’accesso radio — verso un’offerta più orientata al software. Il passaggio dall’hardware al software fa parte dello zeitgeist industriale. Nel caso di Nokia, l’idea è diventare una sorta di versione telecom di Accenture per le aziende che vogliono adottare cloud e intelligenza artificiale.
Non è difficile capire perché Nokia abbia questa visione. L’azienda si aspetta che la parte di mercato a cui potrebbe rivolgersi cresca del 16% l’anno da qui al 2028, raggiungendo 24 miliardi di euro di ricavi annuali — più di quanto Nokia dovrebbe incassare in totale in quell’anno. Ma questo mercato, a differenza di quello della vendita di apparecchiature telecom, è molto più aperto alla concorrenza, e l’aiuto di Nvidia non garantisce alcuna posizione dominante.
La quota di mercato di Nokia oggi è piccola e nettamente inferiore a quella della rivale Ericsson, nonostante un triplicarsi degli ordini a 1,5 miliardi di euro quest’anno da parte di data center e società cloud di fascia più bassa. Tuttavia, l’attrattiva è evidente: la spesa del settore è ben superiore a quella dei clienti tradizionali di Nokia.
Le vendite agli operatori telefonici, che rappresentano i tre quarti dei ricavi di Nokia, saranno al massimo piatte nei prossimi anni. Gli operatori stanno tagliando la spesa per investimenti: la spagnola Telefónica, ad esempio, l’ha ridotta dal 14,5% delle vendite nel 2022; il suo obiettivo del 12% nei prossimi anni implica quasi 1 miliardo di euro in meno nel 2028 rispetto al 2023 in termini nominali.
La tendenza alla “softwarizzazione”, per mancanza di un termine migliore, può essere un’opportunità per Nokia, ma anche una minaccia. Il mercato dell’hardware telecom — al di fuori della Cina — è stato quasi interamente nelle mani di Nokia ed Ericsson, soprattutto dove i governi hanno escluso le cinesi Huawei e ZTE. Sul fronte software, invece, si stanno facendo avanti nuovi fornitori, tra cui la sudcoreana Samsung, che stanno conquistando grandi clienti telco.
Il produttore finlandese ha comunque esperienza nel reinventarsi. Nata come azienda di carta e cellulosa, Nokia è diventata all’inizio degli anni 2000 un gigante dei telefoni cellulari — completi dell’iconico gioco Snake — onnipresenti in tutto il mondo. Ritagliarsi un ruolo nei servizi cloud è un obiettivo più sfuggente, anche se non impossibile.
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