«Mi aspetto che entro sei mesi il primo device di Neuralink sia sperimentato su un essere umano».
Nel corso dell’evento Show and Tell che si è tenuto il 30 novembre 2022, Elon Musk aveva annunciato di aspettare entro sei mesi l’approvazione della FDA per poter avviare la sperimentazione del chip di Neuralink sul primo essere umano.
Non solo l’approvazione non è arrivata ma, come rivelato da Reuters, l’ente regolatore americano ha bocciato il chip di Neuralink, giudicandone la sperimentazione pericolosa per l’uomo.
Le ragioni della bocciatura
«Le principali preoccupazioni sulla sicurezza dell’Agenzia riguardavano la batteria al litio del dispositivo; la possibilità che i minuscoli fili dell’impianto migrino verso altre aree del cervello e domande su “se e come” il dispositivo possa essere rimosso senza danneggiare il tessuto cerebrale», hanno spiegato alcuni dipendenti attuali ed ex di Neuralink a Reuters.
Le preoccupazioni della FDA riguardo al sistema di batterie e alla sua capacità di ricarica transdermica ruotano attorno alle possibilità di un possibile guasto del dispositivo: se la batteria dovesse danneggiarsi, la scarica di corrente elettrica o energia termica potrebbe lesionare il tessuto circostante.
L’Agenzia è anche molto preoccupata per i potenziali problemi che potrebbero sorgere nel caso in cui il dispositivo debba essere rimosso, sia per la sostituzione che per gli aggiornamenti, a causa delle minuscole dimensioni dei fili elettrici che si estendono nella materia grigia.
Synchron, la «rivale» di Neuralink
Neuralink sta raccogliendo fallimenti e delusioni culminati nei misteriosi investimenti fatti dallo stesso Musk nella diretta rivale della sua azienda, la Synchron. Recentemente, l’azienda ha annunciato l’ennesimo round di finanziamenti, questa volta da 75 milioni di dollari, che ha visto la partecipazione di Bezos Expeditions, Gates Frontier e Arch Venture Partners.
Synchron ha già raccolto oltre 40 milioni di dollari lo scorso anno per sviluppare la sua tecnologia che consente, partendo dalla superficie della corteccia motoria del cervello, tramite la vena giugulare, di collegare degli elettrodi microscopici al cervello. Ora, anche Bill Gates, pertanto, ha deciso di investire nell’azienda, nota proprio come la diretta concorrente di Neuralink.
Questa società statunitense di neurotecnologie, fondata da un gruppo di imprenditori, ha conseguito sorprendenti risultati nell’interfaccia uomo-macchina e ha già ottenuto il via libera per l’impianto di un dispositivo chiamato Stentrode su alcuni pazienti affetti da paralisi. Stentrode non viene impiantato direttamente al cervello ma connesso a quest’ultimo tramite i vasi sanguigni, con una procedura simile a quella dell’inserimento di uno stent.
Un percorso burrascoso
Il chip di Neuralink, invece, dovrebbe essere impiantato grazie a un foro di 8 mm nel cranio e collegato al cervello con fili più sottili di un capello umano, che possono essere “iniettati” con un ago di 24 micron per rilevare l’attività dei neuroni. L’impianto avverrà, sotto la guida di un neurochirurgo, per mano di un robot programmato per ridurre al minimo il margine di rischio per la salute e le funzionalità cerebrali.
Come abbiamo più volte raccontato, Neuralink ha avuto fin dalla sua nascita un percorso burrascoso, con il licenziamento di alcune figure chiave e ripetuti scandali. Neuralink, infatti, è finita spesso alla ribalta della cronaca per inefficienze e per presunti maltrattamenti di animali durante i test.
Nei giorni scorsi, l’azienda è stata anche accusata di aver trasportato illegalmente dei patogeni pericolosi.
Il sogno futurista di Musk di ibridare l’uomo con le macchine per potenziare il cervello umano e arginare il pericolo di una «apocalisse robot», dovrà attendere...