La prossima tornata di diritti media, ormai riduttivo definirli solamente televisivi, che riguardano la Champions League potrebbero rappresentare a loro modo un altro momento storico. Già negli ultimi si è assistito all’inserimento di nuovi protagonisti in dinamiche che fino a poco tempo fa coinvolgevano solamente nomi specializzati in produzioni televisive e sportive.
Pensando solamente all’Italia, per esempio, c’è Amazon Prima che da diverse stagioni trasmette in esclusiva al mercoledì sera una partita di Champions League. Ecco, a partire dal 2027, quando è previsto l’inizio del nuovo bando media della massima competizione europea per club, ci potrebbe essere anche il nome di Netflix tra coloro che trasmettono le giocate di Mbappe, Haaland e Kane.
Netflix, pronta un’offerta sul modello Amazon Prime
L’indiscrezione arriva dall’autorevole quotidiano inglese Times che ha spiegato come Netflix sarebbe pronta a correre per il prossimo bando di trasmissione delle gare di Champions League a partire dal 2027 presentando una proposta per una gara a settimana. In sostanza sulla scia di quanto fatto da Amazon Prime in Italia negli ultimi anni. La mossa certamente non dispiace dalle parti della Uefa che come ricorda tra gli altri il Guardian punta a ottenere almeno 5 miliardi di euro dalla prossima tornata di vendita che comprenderà gli anni dal 2027 al 2033.
La strategia di Netflix si inserisce in un contesto in evoluzione per quanto riguarda la vendita dei diritti. UEFA e European Football Clubs (EFC) — precedentemente nota come European Club Association — stanno infatti modificando il modo in cui vengono venduti i diritti della Champions League e delle altre competizioni europee per club proprio a partire dalla stagione 2027/28. Il Presidente della UEFA Ceferin nei giorni scorsi a Roma ha in qualche modo confermato come il massimo organo calcistico europeo stia lavorando per arrivare a un sistema che permetta di aumentare ulteriormente le entrate derivanti dalla cessione dei diritti di trasmissione della nuova Champions League: «Insieme stiamo costruendo qualcosa di unico e ambizioso, per offrire il calcio più coinvolgente, più innovativo e più accessibile, per espandere i nostri principali flussi di entrate. Per ispirare nuovi tifosi a seguire le nostre competizioni, per stimolare il coinvolgimento di un nuovo pubblico, soprattutto in un panorama dei diritti mediatici e di streaming in continua evoluzione, e per sfruttare al meglio le piattaforme digitali e avvicinare sempre di più il calcio. È così che manterremo il calcio europeo ai vertici» le sue parole.
Lo streaming sempre più protagonista dei diritti media sportivi
L’eventuale presenza di Netflix nel nuovo bando dei diritti della Champions League, a cui secondo indiscrezioni potrebbe essere interessata anche Disney+, andrebbe ad inserirsi in una strada che sembra essere già tracciata anche in vista del prossimo futuro. I giganti dello streaming infatti sembrano essere maturi e pronti, per esperienza, penetrazione e risorse economiche a disposizione, per andare a sostituire nomi storici che hanno fatto la storia dello sport in diretta. The Athletic in un suo lungo articolo ricorda per esempio alcune delle situazioni che riguardano gli Stati Uniti: nel 2023 Apple ha firmato un accordo decennale da 2,5 miliardi di dollari per diventare la sede mondiale esclusiva della MLS e sostituirà ESPN come partner di trasmissione americana della Formula Uno a partire dal 2026, dopo aver presentato un’offerta compresa tra 120 e 150 milioni di dollari all’anno.
La stessa Netflix si è assicurata i diritti esclusivi di trasmissione negli Stati Uniti e in Canada per la Coppa del Mondo femminile FIFA del 2027 e del 2031. Inoltre ha anche un accordo triennale con la NFL per trasmettere le partite il giorno di Natale e ha trasmesso in streaming numerosi eventi di boxe. Amzon Prime invece trasmette la NFL negli Stati Uniti, mentre in precedenza trasmetteva le partite della Premier League nel Regno Unito e ora trasmette le partite della Champions League nel Regno Unito e nel resto d’Europa.