Naspi, stangata ad ottobre per le imprese: scade il contributo addizionale

I datori di lavoro hanno tempo fino ad ottobre per corrispondere all’INPS il contributo addizionale NASpI in conseguenza di eventuali rinnovi di un contratto a termine effettuato nel periodo 14 luglio 2018 - 31 agosto 2019.

Naspi, stangata ad ottobre per le imprese: scade il contributo addizionale

Naspi, ottobre pesante per i datori di lavoro: la scadenza per il versamento del contributo addizionale sui contratti a termine si avvicina.

Per i contratti a tempo determinato rinnovati nel periodo che va dal 14 luglio 2018 al 31 agosto 2019, le aziende avrebbero dovuto corrispondere la maggiorazione, pari allo 0,5% per ogni rinnovo, nel mese di competenza di settembre.

Con il Messaggio n. 3447 del 24 settembre 2019, l’INPS ha concesso un mese di tempo in più ai datori di lavoro interessati. Quindi, il termine di esposizione del contributo addizionale NASpI, ricadente nel predetto periodo, è stato prorogato al mese di ottobre 2019.

Pertanto, i datori di lavoro, nel flusso di competenza settembre o in quello di competenza ottobre 2019, provvederanno ad esporre, per ogni singolo lavoratore interessato, i valori complessivi.

Ecco come gestire nel flusso Uniemens la maggiorazione in trattazione.

Contratto a termine: cos’è un rinnovo e quando si realizza?

Il Decreto Dignità, oltre a rivisitare la durata del contratto a termine, ha reso più costoso – in alcune occasioni – rinnovare un precedete rapporto di lavoro stipulato a tempo determinato. Infatti, il contributo addizionale è aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in regime di somministrazione.

Si ricorda, al riguardo, che il contributo addizionale è stato introdotto dall’art. 2, co. 28, della L. n. 92/2012 (Riforma Fornero) e prevede l’applicazione di una maggiorazione contributiva per finanziare la NASpI, pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Ma quando è dovuto il contributo addizionale? Ebbene, sul piano generale, la fattispecie del rinnovo ricorre quando l’iniziale contratto raggiunge la scadenza originariamente prevista e le parti procedono alla sottoscrizione di un ulteriore contratto a termine.

In particolare:

  • si configura la fattispecie di rinnovo, qualora venga modificata la causale originariamente apposta al contratto a termine (anche se l’ulteriore contratto segue il precedente senza soluzione di continuità);
  • si configura l’ipotesi di proroga, nel caso in cui le parti abbiano stipulato un primo contratto privo di causale, perché di durata inferiore a 12 mesi, e successivamente abbiano prolungato la durata del contratto oltre i 12 mesi, indicando per la prima volta una causale.

Maggiorazione contributo addizionale: indicazione nel flusso Uniemens

Per versare la maggiorazione del contributo addizionale NASpI, i datori di lavoro devono valorizzare nel flusso Uniemens i seguenti elementi:

  • <CausaleADebito>: deve essere inserito uno dei seguenti valori: M701, M702, M703, M704, M7NN, a seconda che si tratti del primo, secondo, terzo, quarto o ennesimo rinnovo;
  • <AltroImponibile>: deve essere indicata la quota di imponibile soggetta a maggiorazione;
  • <NumGG> o <NumOre>: deve essere inserito il numero di giorni/ore a cui si riferisce la contribuzione dovuta, secondo la medesima logica di calcolo di <GiorniContributiti> e <OreContribuite>;
  • : deve essere indicata la maggiorazione del contributo addizionale NASpI dovuta.

Si ricorda, infine, che nell’elemento deve essere apposto il codice tipo assunzione “1R”, avente il significato di “Assunzione effettuata a seguito di rinnovo di precedente rapporto a tempo determinato”.

Inps messaggio n. 3447 del 24 settembre 2019
Clicca qui

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