Nasdaq perde $1.000 miliardi, crollano i titoli tech. La bolla AI è scoppiata?

Flavia Provenzani

25/07/2024

Il Nasdaq 100 brucia 1 trilione di dollari, colpa della delusione verso l’intelligenza artificiale. È il giorno peggiore dal 2022.

Nasdaq perde $1.000 miliardi, crollano i titoli tech. La bolla AI è scoppiata?

Gli indici del Nasdaq sono scesi di oltre il 3% e segnano la sessione peggiore dall’ottobre 2022.
Le azioni che hanno perso di più sono legati alla tecnologia AI, come Nvidia Corp., Broadcom Inc. e Arm Holdings Plc.
Il sell-off ha avuto origine dalla pubblicazione degli utili di Alphabet Inc., pubblicati martedì, in cui si mostrava un aumento considerevole degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Gli investitori, delusi dalle promesse dell’AI, hanno così deciso di scaricare i titoli tech maggiormente esposti, cancellando 1.000 miliardi di dollari sull’indice Nasdaq 100. Il mercato si chiede quando i maxi investimenti sull’AI portati avanti dalle big del tech inizieranno a portare frutto.

Nasdaq brucia 1 miliardi di dollari

Sembra che la bolla dell’AI - semmai ce ne fosse stata una - sia scoppiata o sia irrimediabilmente vicina a farlo. Gli investitori hanno iniziato finalmente a chiedersi dove (e quale) sia il ROI di tutti gli investimenti in infrastrutture AI, rendendosi conto che probabilmente ci vorranno ancora anni prima i profitti si materializzino.

Il mercato sembra aver iniziato ad ascoltare le voci in alcuni circoli di Wall Street secondo cui il rally dell’intelligenza artificiale - che ha alimentato una bolla che ha aggiunto 9.000 miliardi di dollari di valore all’indice S&P 500 nell’ultimo anno - sia destinato a finire presto. Anche se quanto accaduto nella sessione di mercoledì potrebbe non rappresentare davvero lo scoppio della bolla, i miliardi cancellati sul mercato generano forte preoccupazione e mostrano una certa stanchezza degli investitori.

I produttori di hardware utilizzati per l’AI hanno subito i cali più profondi. Super Micro Computer Inc. ha perso il 9,15%. Nvidia è scesa del 6,8% e Broadcom Inc. ha ceduto il 7,6%. Anche le società a grande capitalizzazione hanno registrato un calo, con Meta Platforms Inc. in discesa del 5,6%, Microsoft Corp. del 3,6% e Apple Inc. del 2,9%.

Le azioni Alphabet sono crollate di oltre il 5% e hanno registrato la performance peggiore da gennaio. Tesla Inc. è crollata di oltre il 12% dopo che il CEO Elon Musk non ha offerto i dettagli tanto attesi sull’arrivo dei suoi robotaxi.

Il sell-off del mercato arriva due settimane dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione più fredda del previsto, un’informazione che ha spinto gli investitori a distogliere l’attenzione dai titoli tech, spostandola verso le società che potrebbero trarre beneficio dai tagli dei tassi della Federal Reserve: i titoli small cap. Quella di mercoledì è stata la quarta sessione consecutiva in cui la performance delle small cap ha superato quella dei titoli ad alta capitalizzazione. Il Russell 2000 è in rialzo dello 0,5% questa settimana rispetto alla perdita dell’1,5% dell’S&P 500 e del 2,6% del Nasdaq 100.

La bolla AI è scoppiata davvero?

La convinzione che vi sia una bolla sull’intelligenza artificiale è rafforzata dalle dinamiche riscontrate sui mercati dei derivati, dove gli investitori hanno accumulato opzioni rialziste su indici e singoli titoli, in particolare Nvidia, che hanno agito come carburante per il rally nell’ultimo anno.

Il sentiment è tuttavia cambiato man mano che lo sprint perdeva di velocità, per poi contribuire alla spinta ribassista di mercoledì. La scorsa settimana le opzioni put su Nvidia ha superato le opzione call, con la differenza più alta registrata negli ultimi cinque mesi.

Le valutazioni dei titoli tecnologici mostrano incertezza. Due settimane fa, il rapporto prezzo/utili stimati dell’indice S&P 500 ha toccato i massimi dal 2002. Molte big tech sono ancora valutate a livelli vertiginosi nonostante il recente crollo. Nvidia ha un prezzo pari a 36 volte i profitti previsti nei prossimi 12 mesi, rispetto a una media di 21 nell’indice S&P 500. Sia Apple che Microsoft hanno un prezzo superiore a 30 volte.