Mutuo giovani prima casa, conviene sempre richiedere l’agevolazione?

Rosaria Imparato

14 Giugno 2021 - 10:56

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Bonus prima casa, tra i dubbi sull’ISEE e il requisito dell’età sono molti i nodi da sciogliere per ottenere il mutuo giovani: conviene sempre richiedere l’agevolazione?

Mutuo giovani prima casa, conviene sempre richiedere l'agevolazione?

Sono tanti i nodi da sciogliere riguardo il mutuo giovani per la prima casa, l’agevolazione fiscale prevista dal decreto Sostegni bis.

La norma prevede, all’articolo 64 commi 6-8, una serie di agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per il relativo mutuo stipulato tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022 dai giovani fino a 36 anni.

Dai dubbi sull’ISEE al requisito dell’età, alle dimenticanze sull’imposta di bollo e sulle tasse ipotecarie: vediamo quali sono le incertezze e le lacune della normativa, e se richiedere l’agevolazione conviene sempre.

Bonus prima casa, i dubbi sull’ISEE per ottenere il mutuo giovani

Per ottenere l’agevolazione la norma prevede un ISEE non superiore a 40.000 euro annui, ma questo requisito è espressamente previsto solo per gli acquisti soggetti a imposta di registro, come recita il comma 6, mentre non è previsto al comma 7, per l’agevolazione sull’IVA.

Inoltre, come sottolinea il Sole 24 Ore del 14 giugno, l’agevolazione proveniente dall0azzeramento dell’imposta di registro è ben minore rispetto a quella sull’IVA.

Mutuo giovani prima casa con imposta di bollo e tasse ipotecarie

Il decreto Sostegni bis ha cancellato una serie di imposte (di registro, ipotecaria e catastale) ma ha lasciato in vigore l’imposta di bollo e le tasse ipotecarie.

Di conseguenza, c’è in atto questa situazione paradossale per cui sono dovuti 320 euro per ogni atto per il quale non si paghi imposta di registro proporzionale, ma:

  • in caso di acquisto senza agevolazioni per i giovani, è dovuta l’imposta di registro ordinaria, si devono 100 euro di imposte ipotecaria e catastale (e non sono dovuti i precedenti 320 euro);
  • se invece si compra casa con le agevolazioni per gli under 36, non si devono i 100 euro di imposta ipotecaria e catastale mentre rimangono i 320 euro di imposta di bollo e tasse ipotecarie.

Il requisito dell’età per avere diritto al bonus prima casa

Non è da sottovalutare nemmeno il limite d’età posto dalla norma. Ci si aspetterebbe che l’agevolazione spetti a chi ha compiuto i 36 anni al momento della firma del contratto, invece il bonus spetta ai “soggetti che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età nell’anno in cui l’atto è rogitato”.

Sembrerebbe quindi che chi stipula il contratto nel 2021 deve compiere 36 anni dal 1° gennaio 2022 in avanti, e quindi chi stipula nel 2022 li debba compiere dal 2023 in poi.

Infine, se uno degli acquirenti ha i requisiti e l’altro no, il bonus spetta solo alla parte di valore imponibile imputabile al contribuente in possesso delle caratteristiche richieste dal decreto Sostegni.

Quindi, nel caso di imposta di registro ordinaria (dovuta quindi per l’acquisto senza agevolazioni) è inferiore a 1.000 euro, si deve comunque pagare un’imposta minima di 1.000 euro. A tale somma vanno aggiunti i 320 euro di imposta di bollo e tassa ipotecaria dovuti dall’acquirente under 36 agevolato. Tirando le somme, per come è attualmente scritta la norma, non in tutti i casi conviene richiedere l’agevolazione.

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