Multe stradali più salate da gennaio 2023: attesi notevoli rincari sulle sanzioni

Antonella Ciaccia

19/11/2022

19/11/2022 - 18:15

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Da gennaio le multe costeranno di più per via dell’adeguamento biennale dell’Istat alle tariffe. L’incremento previsto per gli automobilisti sale al 15% per le infrazioni al Codice della Strada.

Multe stradali più salate da gennaio 2023: attesi notevoli rincari sulle sanzioni

Allarme rincari per le multe stradali. Dal prossimo gennaio 2023 saranno aumentati gli importi previsti per le sanzioni a causa dell’adeguamento biennale dell’Istat alle tariffe. Si tratta di un meccanismo legato direttamente alla crescita dei prezzi e determinato tramite un parametro calcolato dal nostro Istituto nazionale di statistica.

I ritocchi sono già stati computati sopra l’11% sull’aumento annuale e del 14,9% sull’aumento biennale dell’indice Foi (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) determinato con riferimento al mese di ottobre. Si tratterebbe dell’incremento più alto da quando è entrato in vigore il nuovo Codice della strada.

Per avere il dato definitivo bisognerà comunque attendere la comunicazione Istat del 16 dicembre e il rialzo potrebbe rivelarsi ancora più corposo. Gli importi potrebbero aumentare di circa il 15%, una vera e propria stangata causata dall’inflazione.

Cos’è l’Indice Foi e perché influisce sulle sanzioni del Codice della strada

Secondo il nostro ordinamento, gli importi delle sanzioni stradali vengono rivalutati ogni biennio e modificati in base a una serie di fattori. Si tratta di un adeguamento previsto dall’articolo 195 del Codice della Strada che al terzo comma specifica:

“... La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All’uopo, entro il 1 dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1 gennaio dell’anno successivo... ”.

Il dato che viene preso in considerazione è dunque il cosiddetto Foi, ovvero l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. La crescita dell’indice Foi corrisponde a una crescita della spesa media.

L’Istat lo elabora su base mensile e, stando ai dati raccolti negli ultimi anni, la crescita del Foi a ottobre 2022 è dell’11,4% rispetto allo stesso periodo del 2021 e del 14,9 rispetto a ottobre 2020. Si tratta dell’incremento più consistente dal momento in cui è stato adottato il nuovo codice della strada. L’unica eccezione è il + 17,5% che venne applicato nel gennaio del 1997 che però venne calcolato su quattro anni, anziché su due.

Guardando invece all’ultimo aggiornamento effettuato con decreto ministeriale in data 31 dicembre 2020, constatiamo che in quell’anno si registrò addirittura una diminuzione dello 0,2%.

Cosa comporterebbe la stangata in arrivo per gli automobilisti?

Di quanto aumenteranno in sostanza le multe stradali a partire dal 1° gennaio 2023? Al momento non c’è una cifra esatta, bisognerà attendere il Foi di dicembre 2022. Difatti è da quel dato che dipenderanno le spese dell’anno successivo.

Possiamo però supporre che, l’eventuale aumento del 14,9% rispetto a due anni fa, determinerebbe l’incremento:

  • da 42 a 48 euro per il classico divieto di sosta in area vietata;
  • da 83 a 95 euro per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza;
  • da 165 a 190 euro per la guida con telefono e per la sosta in stalli per invalidi;
  • da 167 a 192 euro per il passaggio con luce rossa del semaforo;
  • da 173 a 199 euro per la circolazione senza la revisione;
  • da 543 a 624 euro per la guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l;
  • da 845 a 971 euro per l’eccesso di velocità di oltre 60 km/k rispetto al limite massimo consentito;
  • da 866 a 995 per la mancanza di copertura assicurativa;
  • da 5.100 a 5.860 euro per la guida senza patente o con patente di categoria diversa.

Non possiamo inoltre escludere che l’aumento del 14,9% registrato per il mese di ottobre possa ulteriormente crescere, considerato il trend in forte rialzo negli ultimi mesi (+10,4% ad agosto e +11,4% a settembre)

I consumatori chiedono al governo di bloccare gli aumenti

Queste previsioni hanno già destato molte preoccupazioni. Al netto delle esigenze legate alla sicurezza nello scenario complessivo gravano già ingenti aumenti per i generi di prima necessità.

Per tale ragione, le associazioni di consumatori sono intervenute lanciando l’allarme. A denunciare la «beffa» arriva Simone Baldelli, già presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui consumatori e da anni protagonista di battaglie in favore della trasparenza in tema di sanzioni stradali.

Su Twitter Baldelli scrive: «Di questi tempi è già abbastanza difficile affrontare l’inflazione a due cifre. Chiedo a Governo e Parlamento una norma per bloccare al più presto il sostanzioso aumento degli importi delle multe stradali previsto per le prossime settimane».

Siamo al dunque, con l’inflazione che viaggia sopra l’11%, c’è da prevedere un maxi-adeguamento da dicembre per il 2023-2024. A meno che, come invoca Baldelli stesso, il governo non sospenda l’intervento in tutto.

Si associa alla richiesta anche il Codacons, che sottolinea come un aumento dell’11% delle sanzioni porterebbe ad esempio la multa per accesso vietato alla Ztl a salire da 83 a 92 euro mentre la sanzione per mancata revisione del veicolo aumenterebbe da 173 a 190 euro (+17 euro).

Anche Assoutenti si schiera contro la possibilità di un aumento degli importi delle multe. Il presidente Furio Truzzi ritiene che: «In un momento in cui gli italiani sono stremati da una inflazione record e da bollette insostenibili, incrementare l’importo delle sanzioni sarebbe uno smacco imperdonabile e ci aspettiamo che il Governo Meloni blocchi qualsiasi rincaro che andrebbe ad unico vantaggio di operazioni di cassa.»

Il rincaro - secondo Truzzi - sarebbe ingiustificato e paradossale, non servirebbe ad aumentare la sicurezza stradale e rappresenterebbe un ingiusto aggravio di spesa per i cittadini.

Ricordiamo che in Italia i comuni incassano ogni anno oltre 3 miliardi di euro grazie alle contravvenzioni, soldi che dovrebbero essere destinati alla sicurezza stradale coinvolgendo i cittadini e che, invece, spesso finiscono per coprire i buchi di bilancio delle amministrazioni locali. Basti pensare che solo nelle principali 21 città italiane, le multe stradali hanno generato nell’anno 2021 un tesoretto da circa 400 milioni di euro, con gli autovelox usati come «bancomat» da cui attingere risorse.

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