MPS: ecco le opzioni per il futuro secondo Morelli

Fusione con una banca di simili dimensioni e addio più graduale dell’azionista pubblico: Morelli spiega le opzioni per il futuro di MPS.

MPS: ecco le opzioni per il futuro secondo Morelli

Il futuro di MPS passa da una possibile fusione con istituti di simili dimensioni o dall’uscita più graduale del Tesoro dall’azionariato.

Sono le ipotesi a cui guarda l’amministratore delegato della banca senese, Marco Morelli, e illustrate in una intervista rilasciata al Resto del Carlino.

Prima di entrare nel dettaglio delle parole del manager, val la pena di sottolineare che stamani il titolo MPS sta viaggiando poco sopra la parità e al momento della scrittura le azioni scambiano a 1,117 con un guadagno dello 0,72%.

Il futuro di MPS

Secondo quando dichiarato da Morelli al quotidiano, i vertici di MPS hanno trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze le informazioni sul possibile percorso che potrebbe seguire la banca.

Da una parte c’è la nota ipotesi di fusione con banche di simili dimensioni, dall’altra non si esclude che l’azionista pubblico si ritiri più gradualmente dalla partecipazione nell’istituto senese.

E se l’ad di MPS non vuole citare nomi di partner papapibili, tiene però a sottolineare che ciò che conta sono le dimensioni, ritenute un “fattore cruciale” per accompagnare crescita e investimenti.

“In teoria il Monte potrebbe essere un partner per tanti, in pratica la lista è più ristretta”

dichiara Morelli.

La situazione patrimoniale è solida

L’ad di MPS ha parlato anche con i giornalisti di Milano Finanza ai quali ha confermato la solidità patrimoniale della banca, così come solida resta la liquidità.

Gli impegni con la BCE, dunque, potranno essere rispettati anche se, ammette, lo scenario sta cambiando e in peggio: tutto sta nell’adeguarsi, agendo di conseguenza.

“Il 2019 è un anno molto diverso rispetto al 2018. Il contesto macroeconomico si è decisamente deteriorato, quindi noi cerchiamo di adattare i comportamenti”

ha detto.

Ciò significa che se l’andamento dell’economia italiana non segue le previsioni, anche il piano della banca deve essere rivisto, formulando nuove ipotesi per il futuro e stabilendo nuovi target.

Il piano di de-risking va avanti

Intanto, Morelli ha confermato che il piano di de-risking della banca sta proseguendo con successo, rivendicando il lavoro svolto fino ad oggi.

“Abbiamo fatto uscire dal bilancio della banca 30 miliardi di euro di crediti deteriorati e non credo ci siano tante banche al mondo che sono riuscite a portare a termine, in un momento non particolarmente felice dal punto di vista dell’ economia in generale una riduzione così importante. L’obiettivo è fare in modo che la percentuale complessiva del gruppo si riallinei a quella che è la media di mercato. Ovviamente questo va in parallelo alla capacità patrimoniale della banca di far fronte a cessioni a certi prezzi”.

Alla luce di ciò, per il 2019 Morelli ritiene di poter di ridurre gli Utp (unlikely to pay) a 2 miliardi di euro.

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