Governo Draghi: i 9 decreti che rischiano di saltare senza la conversione in legge

Laura Pellegrini

06/04/2021

05/07/2021 - 15:23

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Le misure anti Covid rischiano di ingolfare il Parlamento: sono 9 i decreti da convertire in legge entro il mese di maggio, oltre alla risoluzione del Def e al voto sul nuovo scostamento di bilancio.

Dal suo insediamento a Palazzo Chigi, il Governo di Mario Draghi ha emanato numerosi decreti per fronteggiare l’emergenza coronavirus: tutti, però, necessitano la conversione in legge entro il mese di maggio. Sono 9 in totale i provvedimenti che il Parlamento, dopo la pausa pasquale, dovrà adottare prima dello scadere dei termini.

Oltre a questi, c’è in ballo la risoluzione del Documento di Economia e Finanza, oltre al voto su un nuovo possibile scostamento di bilancio (forse da 30 miliardi) per adottare nuovi ristori per il mese di aprile. In mancanza di conversione in legge i decreti rischiano di perdere la loro efficacia giuridica.

I tempi sono stretti e la macchina del Parlamento rischia di ingolfarsi: ecco le scadenze entro le quali convertire i decreti adottati dal Governo.

Misure anti-Covid: 9 decreti in attesa di conversione

Mario Draghi ha adottato una serie di provvedimenti per fronteggiare l’emergenza coronavirus: dalle misure anti Covid in vigore fino al 30 aprile al riordino dei ministeri, dal rinvio delle elezioni amministrative al Decreto Sostegni, fino alle vaccinazioni e i concorsi pubblici. Senza conversione in legge tutti questi decreti rischiano di perdere la loro efficacia.

Le date che il Parlamento deve rispettare sono ben scandite, ma i tempi sono molto stretti. Per rispettare il termine del 31 maggio occorre mettersi subito al lavoro, considerando anche le scadenze previste per il Def e l’inizio dei lavori per un nuovo Dl Sostegni.

Questo mese bisognerà rispettare due scadenze fondamentali:

  • il 24 aprile è il termine ultimo per la conversione in legge delle nuove misure restrittive adottate per Pasqua, che si trova ancora in Commissione del Senato. Si tratta, in particolare, delle misure in vigore fino al 6 aprile, che verranno sostituite dal nuovo decreto Covid fino al 30 aprile (da convertire in legge entro il 12 maggio);
  • entro il 30 aprile deve essere convertito in legge anche il decreto che regola il riordino dei ministeri, attualmente in Commissione alla Camera. Il provvedimento introduce il dicastero della Transizione ecologica, quello delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, e spacchetta i ministeri di Cultura e Turismo.

Ma il vero banco di prova per il Parlamento saranno le scadenze previste per maggio. Sono 7 i provvedimenti da convertire in legge entro la fine del mese:

  • entro il 7 maggio deve essere convertito il decreto che prevede il rinvio delle elezioni amministrative di primavera, che si trova attualmente in Commissione al Senato. Secondo questo provvedimento i cittadini saranno chiamati alle urne tra il 15 settembre e il 15 ottobre;
  • entro il 12 maggio sarà la volta delle misure anti Covid contenute nel decreto di aprile, che ha ricevuto il via libera del Senato e si trova ora in Commissione alla Camera;
  • il 12 maggio scadono anche i termini per la conversione in legge del decreto che regola l’esame per gli avvocati, anch’esso fermo in Commissione alla Camera;
  • entro il 31 maggio andrà convertito in legge il decreto che prevede l’obbligo vaccinale per i sanitari, lo scudo penale per i medici che effettuano le vaccinazioni e le regole per la ripartenza dei concorsi pubblici.

Più delicata sarà, infine, la discussione sul Decreto Sostegni, il primo provvedimento economico del Governo Draghi, per il quale potrebbero servire ben più di due letture. La scadenza per la conversione in legge è il 21 maggio.

Le altre scadenze che il Parlamento dovrà rispettare riguardano il decreto sulla sicurezza alimentare, entro il 23 maggio, che corregge il decreto legislativo che depenalizzava i reati; e il decreto che disciplina il passaggio delle grandi navi nella laguna di Venezia, entro il 31 maggio.

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