Questo è il miglior ETF azionario Paese di agosto, +21,82% in un solo mese

Redazione ETF

29 Agosto 2023 - 14:34

Analizziamo il vincitore degli ETF azionario Paese nel mese di agosto e le motivazioni del successo del fondo che registra una performance mensile del +21,82%

Questo è il miglior ETF azionario Paese di agosto, +21,82% in un solo mese

Il mese di agosto per gli ETF si è distinto con iShares che ha ottenuto un notevole +21,82% con uno dei suoi ETF Azionario Paese. Questo dato ha suscitato curiosità e sollevato interrogativi sulle ragioni dietro a tale crescita significativa e ha attirato il nostro interesse sul prodotto.

In questa analisi, esamineremo più da vicino questo risultato, le caratteristiche dell’ETF e le variabili di mercato che potrebbero avere contribuito alla performance positiva.

Ottima performance per questo ETF sull’indice MSCI Turkey

Il primo classificato nella graduatoria degli ETF azionario Paese è il fondo iShares MSCI Turkey UCITS ETF USD (Dist) (LSE) - IE00B1FZS574. Questo fondo segue l’andamento dell’indice MSCI Turkey, il quale a sua volta traccia le performance dei titoli azionari turchi con capitalizzazione sia alta che media.

Nel mese di agosto, il fondo ha registrato un notevole incremento, segnando un rialzo del +21,82%. Questo significativo aumento ha contribuito a compensare parzialmente la performance negativa registrata nel corso dell’anno che, dopo l’ultimo rialzo, si attesta a circa -6,9%.

Con un tasso di spesa complessivo annuo (TER) del 0,74%, piuttosto alto per la tipologia di prodotto, ma in linea con altri ETF di categoria, l’iShares MSCI Turkey UCITS ETF si distingue tra i fondi a gestione passiva che replicano l’indice MSCI Turkey come il più grande per capitalizzazione pari a 128 milioni di euro.

La strategia di replica utilizzata è di tipo fisico totale, il che implica che il fondo detiene tutti gli strumenti dell’indice per riprodurne le performance. Il fondo distribuisce il dividendo e gli investitori ricevono i proventi con cadenza semestrale.

L’indice MSCI Turkey, che costituisce il benchmark di riferimento per questo prodotto, presenta sovrappesi nei settori dei materiali di base e dell’energia rispetto alla media della categoria, con incrementi del 6,3% e del 3,3% rispettivamente. Questo aspetto non depone a favore dell’indice, in quanto poco diversificato. Al contrario, i settori dei beni di consumo difensivi e dei beni di consumo ciclici mostrano una limitata esposizione rispetto alla media. Infine il benchmark risulta composto da 17 partecipazioni, mostrandosi così notevolmente concentrato.

L’indebolimento della Lira turca come motivazione chiave del successo

Le ragioni dietro il successo dell’ETF iShares MSCI Turkey UCITS (Dist) (LSE) - IE00B1FZS574 possono essere ricondotte a diverse dinamiche economiche e finanziarie. Una delle principali motivazioni risiede nell’indebolimento della lira turca, che è stato innescato da un livello di inflazione significativamente elevato. La decisione politica di non procedere, fino a qualche giorno fa, ad un rialzo dei tassi d’interesse, promossa dal presidente Erdogan, ha contribuito ad amplificare l’instabilità economica.

L’alta inflazione e la mancata risposta dei tassi d’interesse hanno eroso il potere d’acquisto dei cittadini e hanno posto l’economia turca in una posizione precaria. Questo scenario ha potuto spingere gli investitori verso alternative più attraenti, come il mercato azionario, in cerca di opportunità di rendimento che potessero sfruttare l’indebolimento della valuta locale.

La politica di Erdogan, rieletto presidente il 28 maggio scorso, ha alimentato l’instabilità economica, ma al contempo ha potuto offrire ai mercati opportunità di guadagno per l’intero 2022. La volatilità e le oscillazioni delle valute hanno creato un ambiente favorevole per gli operatori che hanno cercato di sfruttare i movimenti dei prezzi delle azioni.

Banca centrale turca sorprende con un tasso di riferimento al 25%

Vedremo se questo 2023 proseguirà quindi sulla scia di questo mese, nonostante una mossa sorprendente e decisiva nella politica dei tassi di interesse, che dovrebbe favorire il mercato obbligazionario con possibile deflusso di masse dal mercato dei capitali.

Il Comitato di politica monetaria della Banca Centrale Turca ha infatti deliberato di aumentare il tasso di riferimento dal 17,5% al 25%, superando nettamente le previsioni del mercato che puntavano a un incremento del 20%.

Secondo quanto riportato nella nota rilasciata al termine dell’attuale riunione, il Comitato ha espresso l’intenzione di proseguire con il processo di stretta monetaria al fine di stabilizzare tempestivamente il percorso di disinflazione, ancorare le aspettative d’inflazione e mitigare gli effetti del deterioramento della politica dei prezzi.

L’effetto di questa mossa sulla Borsa Turca resta da vedere nei prossimi mesi, poiché le aspettative degli investitori e le dinamiche dei mercati si adattano a questo nuovo contesto. L’aumento del tasso di riferimento ha il potenziale di influenzare l’andamento delle aziende quotate in Borsa e le prospettive economiche del paese nel complesso. Resta ora da osservare come si svilupperà l’interazione tra la politica monetaria e il mercato azionario locale mentre la Turchia cerca di affrontare le sfide economiche e l’instabilità che caratterizzano il panorama finanziario.

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