La tanto attesa bull run del mercato delle criptovalute, prevista in concomitanza con l’avvicinarsi dell’halving, evento molto atteso dalla comunità degli investitori nella finanza decentralizzata, sta tardando ad arrivare, causando frustrazione tra i sostenitori più ferventi del settore.
Dal punto di vista statistico, ci stiamo avvicinando a un periodo di crescita, comunemente noto tra i trader come “bull run” o “mercato toro”. Tuttavia, alcuni analisti esprimono scetticismo riguardo al mercato delle criptovalute, mettendo in luce importanti dissonanze macroeconomiche che potrebbero compromettere le prospettive di crescita precedentemente discusse.
In sostanza, vi sono molte domande senza risposta e l’incertezza continua a dominare il mercato. Di fronte a uno scenario così contraddittorio, cosa possiamo realisticamente aspettarci dal mercato decentralizzato?
Perché il Bitcoin sta scendendo?
Seguendo le indicazioni fornite da alcuni indicatori fondamentali per Bitcoin, come ad esempio lo Stock to Flow, è facile notare che, in base a questo modello matematico, il prezzo di BTC ha finalmente raggiunto un livello che potrebbe segnare l’inizio di una possibile ripresa. Altri indicatori hanno raggiunto un punto temporale, calcolato in termini di “giorni trascorsi” dall’halving, dal quale potrebbero scaturire potenziali sorprese al rialzo.
Tuttavia, nonostante questi segnali, il prezzo di Bitcoin continua a mostrare un comportamento contraddittorio. Basta pensare alla scorsa settimana quando, dopo aver registrato un aumento anomalo, ha subito una contrazione delle quotazioni che ha riportato il prezzo della principale criptovaluta ai livelli precedenti. Non a caso, di fronte a un andamento tecnico così altalenante, molti si sono chiesti se i modelli matematici possano aver commesso un errore di valutazione in relazione al tanto atteso halving.
È importante considerare che, dal punto di vista statistico, agosto e settembre non sono mesi favorevoli per le criptovalute, che tendenzialmente subiscono ribassi in questo periodo. Quindi, sebbene le contrazioni osservate in questi mesi possano essere in parte giustificate, rimane incerta la possibilità di una bull run legata all’halving del 2024.
Cosa potrebbe invalidare la crescita esponenziale tipica dell’halving?
Non esiste uno scenario chiaro e definito, e ci sono molte variabili in gioco. Tuttavia, possiamo prendere atto di un fatto: fin dal lancio di Bitcoin, l’halving ha sempre innescato un meccanismo in base al quale il suo prezzo superava i massimi precedenti, registrando guadagni esponenzialmente superiori rispetto al resto dei mercati finanziari. Ciò solleva la domanda: cosa è stato costantemente presente negli ultimi 14 anni?
Alcuni direbbero una politica monetaria espansiva, che ha notevolmente aumentato la quantità di moneta in circolazione (M2). Un asset raro come Bitcoin, soprattutto con una bassa capitalizzazione di mercato come nei primi 10 anni dalla sua creazione, è riuscito a guadagnare valore in modo significativo, soprattutto considerando l’attenzione mediatica crescente a partire dal 2017.
È interessante notare che questa crescente attenzione è coincisa con il successo dell’indice statunitense S&P 500 e, di conseguenza, del Nasdaq, l’indice tecnologico di riferimento. L’andamento di questi indici è notoriamente influenzato non solo da variabili fondamentali legate alle aziende incluse al loro interno, ma anche dalle dinamiche del mercato della liquidità.
Il Bitcoin supererà i vecchi massimi ancora una volta?
Un punto a favore dei sostenitori dell’ipotesi che Bitcoin possa comunque apprezzarsi notevolmente è il fatto che la liquidità in circolazione, sebbene in contrazione a causa delle politiche monetarie delle banche centrali, si trova ancora vicino ai massimi storici. Questo diventa ancora più evidente se consideriamo la liquidità globale. Inoltre, data la recente debolezza dell’economia cinese, molti si aspettano che la Banca Popolare Cinese (PBOC) adotti politiche monetarie espansive.
In sintesi, anche se l’attuale scenario economico non è così espansivo come quello che ha caratterizzato i mercati dal 2020 fino a oggi, in teoria, la liquidità non dovrebbe mancare. Lo dimostra anche l’S&P 500, che sta dirigendosi verso i suoi massimi storici.
Inoltre, è risaputo che il prezzo di BTC sia generalmente inversamente correlato al dollaro statunitense, così come avviene per molte materie prime in borsa. Un indebolimento del dollaro potrebbe rendere più vantaggioso per coloro che detengono valuta FIAT investire in Bitcoin e in altri asset considerati rari. In sintesi, una possibile circostanza che potrebbe favorire il prezzo di BTC è l’incremento delle aspettative relative a una prossima riduzione dei tassi d’interesse, specialmente se accompagnato da un moderato e non profondo deterioramento economico, come previsto da molti analisti.
BTC/USD: uno sguardo al grafico del prezzo
Seguendo l’approccio di previsione di Bitcoin WorldWide, che cerca di anticipare il prezzo in base alle evidenze statistiche degli anni precedenti, sembra probabile aspettarsi ulteriori ribassi. Va sottolineato che questa previsione non rappresenta una certezza, poiché si tratta solo di un modello statistico. Allo stesso modo, di solito, prima di importanti movimenti al rialzo, il mercato mostra una tendenza a indebolirsi, il che si riflette in un calo nell’indicatore «Fear and Greed». Uno dei livelli chiave da tenere d’occhio per gli analisti è la soglia dei $25.000, che Bitcoin ha continuato a testare a lungo. Il livello successivo di particolare rilevanza sia per i trader che per gli investitori è quello dei $20.000, considerato una soglia psicologica significativa.
BTC/USD, 1W
Grafico a candele settimanali di BTC/USD. Fonte: teletrader.com