Mercati e coronavirus: tracollo della Cina, Borse affondano

Mercati oggi: l’Asia affonda mentre il coronavirus continua a uccidere. Indici cinesi a -8%

Mercati e coronavirus: tracollo della Cina, Borse affondano

Pessimo avvio di settimana per i mercati oggi, tornati a scambiare in profondo ribasso a causa del coronavirus.

Sotto la lente sono finite le Borse cinesi, rimaste chiuse la scorsa settimana per il capodanno lunare e dunque esentate (seppur momentaneamente) dall’affondo dell’azionario.

L’indice di Shanghai (SSE Composite Index) è tracollato di oltre 8 punti percentuali, ma non è andata meglio neanche al resto delle sue colleghe. Le perdite dei mercati oggi hanno lasciato a bocca aperta anche se in molti avevano già previsto unn riapertura in profondo rosso per le Borse cinesi.

Mercati oggi: tracollo della Cina

La lunga interruzione dedicata al capodanno lunare non è servita: non appena le Borse cinesi sono tornate operative gli investitori sono stati presi dal panico e hanno iniziato a vendere.

Il tutto mentre il coronavirus ha continuato a mietere vittime. Stando agli ultimi dati giunti da Pechino l’epidemia partita dalla città di Wuhan ha ucciso 361 persone (contro le 349 della SARS) e contagiato almeno 17.000 individui (contro i 5.000 registrati all’inizio degli anni Duemila).

L’avvio di settimana per i mercati oggi è stato pessimo. Come anticipato, l’indice composito di Shanghai ha bruciato più dell’8% e si è riportato sui minimi di febbraio 2019, come si può osservare dal grafico seguente.

Non è andata meglio a Shenzhen che ha lasciato sul campo circa 9 punti percentuali, al China A50 in rosso del 7% e al DJ Shanghai, giù dell’8%.

Sorpresa invece dall’Hang Seng, tornato a scambiare sopra la parità seppur senza performance degne di nota. L’indice di Hong Kong, d’altronde, ha già perso ampio terreno la scorsa settimana, quando i timori legati al coronavirus sono entrati nel vivo.

Sui mercati oggi è tornato a scambiare in rosso anche il Nikkei, giù di oltre l’1%. Male persino l’Australia e la Nuova Zelanda, entrambe in perdita di oltre il singolo punto percentuale.

Il Kospi, infine, ha imboccato la via del ribasso ma è riuscito comunque a limitare le perdite di giornata.

Le mosse della banca centrale cinese

Nella giornata di ieri, domenica 2 febbraio, la Banca Popolare Cinese (istituto centrale del Paese) si è detta pronta a iniettare liquidità per 1.200 miliardi di yuan (circa $173 miliardi) con l’obiettivo di sostenere un drammatico e già previsto ritorno agli scambi dopo il capodanno.

D’altronde secondo alcuni esperti il rischio di una pandemia legata al coronavirus non sarebbe da escludere al momento.

Gli investitori sono tornati a temere le ripercussioni economiche e finanziarie dell’epidemia. Al momento, per evitare i contagi, 24 province e municipalità (che nel 2019 hanno contribuito all’80% del PIL cinese) hanno rinviato la ripresa delle attività.

Anche per questo i mercati oggi sono letteralmente affondati. Come di consueto, bisognerà capire se la drammatica apertura della Cina e delle asiatiche influenzerà anche l’Europa o se il panico stavolta rimarrà confinato.

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