I mercati restano nervosi e guardano in Cina: i motivi

Violetta Silvestri

17 Settembre 2021 - 08:28

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Mercati in cerca di recupero dopo una settimana per lo più in rosso. Le Borse asiatiche sono stabili, ma il clima resta piuttosto nervoso, soprattutto a causa delle oscillazioni cinesi. Che succede?

I mercati restano nervosi e guardano in Cina: i motivi

Mercati oggi: le azioni asiatiche si rialzono, dopo le perdite di inizio settimana.

Il nervosismo della Cina e le preoccupazioni per la crescita globale, però, pesano ancora sul sentiment, mentre il dollaro si avvicina al massimo di tre settimane.

Le azioni hanno aperto in verde in Giappone e Hong Kong, dove i titoli tecnologici sono aumentai per la prima volta questa settimana. Restano invece contrastati gli scambi cinesi, con il default Evergrande a dominare la scena finanziaria.

Che succede oggi nei mercati?

Mercati oggi: Asia in ripresa, ma Cina nervosa

Mercati in recupero in Asia alle ore 8.10 circa.

Il Nikkei guadagna lo 0,6% e lo Shenzhen lo 0,39%, con l’indice di Hong Kong che torna in territorio positivo con un +0,3%. In rosso resta lo Shanghai, in perdita dello 0,15%.

La Cina rimane scossa dalla complessa vicenda del fallimento ormai prossimo di Evergrande, colosso immobiliare.

Il gigante ha circa 305 miliardi di dollari di debiti e un suo tonfo non sarebbe affatto innocuo per la finanza mondiale. Alcuni osservatori cominciano a lanciare l’allarme e Jeffrey Halley, di Oanda ha addirittura ipotizzato che la stessa Fed potrebbe muoversi dinanzi al default del colosso cinese.

Inoltre, sotto osservazione ci sono le mosse di Pechino, che ha lanciato nel sistema bancario 90 miliardi di yuan netti tramite il mercato dei pronti contro termine, probabilmente per attenuare il nervosismo finanziario crescente.

Cosa succede a Wall Street e negli USA?

Negli USA, intanto, i forti dati sulle vendite al dettaglio, una tregua dopo una serie di letture di dati sottoperformanti, hanno fatto poco per aumentare le azioni.

Qualsiasi aumento del sentimento è stato compensato dai guadagni sia dei rendimenti statunitensi che del dollaro, che hanno messo sotto pressione i titoli tecnologici leader di mercato e hanno pesato sugli esportatori.

Gli indici USA hanno chiuso per lo più in ribasso, dopo aver oscillato tra guadagni e perdite in vista della scadenza trimestrale di opzioni e futures di oggi, che può innescare la volatilità.

Secondo Kyle Rodda, analista di IG Markets:

“Se cerchi catalizzatori che potrebbero giustificare la prossima mossa al rialzo delle azioni e degli asset rischiosi, non si vedono da nessuna parte perché le preoccupazioni per la crescita globale stanno tenendo gli investitori in tensione.”

Infine, sul fronte materie prime, il petrolio è rimasto stabile, mentre la serie di perdite del minerale di ferro minaccia di riportare i futures sotto i 100 dollari a tonnellata con la Cina che tiene a freno la sua industria siderurgica.

Un indice dei prezzi delle materie prime è scivolato, ma rimane sulla strada dei record, sottolineando le preoccupazioni per l’inflazione che si stanno diffondendo nell’economia mondiale.

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