Mercati e coronavirus: è di nuovo panico, Borse crollano. Che succede?

I mercati oggi sono affondati (di nuovo) nel pieno dell’emergenza coronavirus e nonostante la mossa a sorpresa della Fed. Che sta succedendo?

Mercati e coronavirus: è di nuovo panico, Borse crollano. Che succede?

I mercati oggi sono (nuovamente) crollati sulla scia del coronavirus e delle ultime, sorprendenti decisioni prese dalla Federal Reserve USA.

Nella tarda serata di ieri, precisamente alle ore 22:20 italiane, la banca centrale statunitense ha deciso di tagliare i tassi di interesse operando una revisione a dir poco drastica.

La mossa della Fed non è servita a sollevare il sentiment dei mercati oggi, che hanno imboccato vistosamente la via del ribasso. Il coronavirus ha continuato a fare da sfondo.

Mercati oggi: torna il panico. Che succede?

Le oscillazioni selvagge dei mercati sono ormai all’ordine del giorno da quando il coronavirus è diventato una realtà diffondendosi dalla Cina al resto del mondo e tramutandosi da epidemia a vera e propria pandemia.

Gli investitori hanno iniziato a valutare, e anche a mettere in dubbio, l’efficacia delle azioni prese dalle autorità per contenere la minaccia che ha già ucciso migliaia di persone e messo con le spalle al muro numerose economie, Italia compresa.

Il crollo dei mercati oggi si è inserito proprio in questo contesto di scetticismo. Neanche la mossa della Federal Reserve è servita a qualcosa. La banca centrale ha sorpreso tutti operando un inatteso taglio dei tassi di interesse di riferimento e lanciando un nuovo e imponente Quantitative Easing.

Per Vishnu Varathan di Mizuho Bank, la decisione dell’istituto potrebbe essere stata percepita come un elemento di panico, e potrebbe aver alimentato le paure degli stessi mercati oggi.

Non hanno certamente aiutato i dati macroeconomici giunti qualche ora fa dalla Cina. Il Paese ha riportato un drastico crollo della produzione industriale a febbraio (-13,5%) oltre che un imponente calo delle vendite al dettaglio (-20,5%) e degli investimenti in fixed assets (-24,5%).

La reazione delle Borse mondiali

Sui mercati oggi lintera Asia ha risposto alla Fed e al coronavirus con ribassi imponenti, che nel caso della Cina sono risultati decisamente superiori al 2% e al 3%. L’A50 ha sfiorato perdite di circa 4 punti percentuali nelle ultime ore di seduta e stessa cosa è accaduta a Hong Kong.

Non è andata meglio al Giappone, con il Nikkei che ha archiviato gli scambi a -3,10%, o alla Corea del Sud, che ha lasciato sul campo più del 3%. Tra le peggiori come non citare l’Australia, che ha chiuso con un rosso del 9,70% accompagnata dalla Nuova Zelanda a -3,96%.

Anche le Borse europee sono state travolte dal pessimismo giunto dall’Asia. Nella sola prima mezz’ora di contrattazioni i principali indici del Vecchio Continente sono arrivati a bruciare più del 6% e del 7%. Milano non è stata esentata dal nuovo sell-off ed è stata trascinata nel baratro da titoli quali STM, CNH, Amplifon e ovviamente dalle banche.

La situazione è peggiorata poi con l’avvio della seduta statunitense. Wall Street è praticamente crollata sulla scia di quanto accaduto nel resto del mondo e anche il seguito alle parole di Trump, secondo cui il coronavirus durerà fino ad agosto. La sessione è risultata la peggiore dal 1987:

  • Dow 30: -12,93%;
  • S&P 500: -11,98%;
  • Nasdaq: -12,32%.

Sui mercati è tornato il panic selling e la mossa della Federal Reserve non è servita. Il coronavirus ha continuato a fare da padrone.

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