Borse: l’Europa tira più degli USA, ma potrebbe presto arrivare una tempesta per entrambi

Giancarlo Marcotti

07/04/2023

I mercati finanziari europei meglio di quelli statunitensi: è sottovalutato lo S&P500 oppure è sopravvalutato l’Eurostoxx600? Dagli Stati Uniti arrivano «autorevoli» moniti alla moderazione.

Borse: l’Europa tira più degli USA, ma potrebbe presto arrivare una tempesta per entrambi

Da anni eravamo abituati a vedere il mercato borsistico statunitense sovraperformare quello europeo, in pratica nei periodi toro lo S&P500 saliva più dell’Eurostoxx600, mentre nei periodi orso lo S&P500 scendeva meno dell’Eurostoxx600.

Dall’inizio dell’anno in corso, invece, l’indice di riferimento delle Borse europee, appunto l’Eurostoxx 600, è salito di 8 punti percentuali, più del doppio dell’indice di riferimento della Borsa statunitense, lo S&P500 (+3,7%).

E non solo, ma nello stesso periodo, ossia dall’inizio dell’anno in corso, il dollaro ha perso 2 punti percentuali nei confronti dell’euro, passando da 1,0708 a 1,0920.

E’ un fatto che possiamo ritenere nella norma, insomma qualcosa di fisiologico… oppure sui mercati finanziari stiamo assistendo a qualcosa di epocale?

Se dovessi dare immediatamente una risposta, ovviamente, sarei prudente prima di parlare di svolta epocale, tuttavia è una situazione che merita di essere monitorata.

Io al momento sostengo che non si dovrebbe parlare di una sottovalutazione del mercato americano, bensì di una sopravvalutazione del mercato europeo.

Da tempo sostengo che non ha motivazioni razionali l’indice di Borsa tedesco, il Dax di Francoforte, che dall’inizio dell’anno è salito del 12% avvicinandosi così ai propri massimi storici.

Se c’è un Paese che dovrebbe essere stato penalizzato dalle vicende di carattere geopolitico che si sono susseguite nell’ultimo anno, questa è proprio la Germania, quindi come si può giustificare tutta questa euforia?

E’ da sottolineare poi un fatto abbastanza anomalo, quando nel mese di marzo il Dax ha avuto un fisiologico storno, fra l’altro neppure tanto marcato, immediatamente i volumi si sono alzati in maniera del tutto anomala e le quotazioni sono quindi prontamente tornate a salire.

Insomma c’è qualcosa di anomalo che sostiene il settore finanziario tedesco, e la vicenda Deutsche Bank ne è forse, anzi certamente, l’aspetto più rappresentativo.

Le vicissitudini patite da Credit Suisse, infatti, avevano inevitabilmente riacceso un focus sulla situazione decisamente preoccupante di Deutsche Bank, immediatamente però la Germania aveva alzato gli scudi, guai a chi avesse avuto l’intenzione di compiere operazioni speculative sulla principale Banca tedesca, sarebbe intervenuta immediatamente la bocca di fuoco della Bundesbank.

E personalmente penso che ciò sia accaduto nel mese di marzo.

Quindi insomma possiamo stare tranquilli? Assolutamente no!

Rivolgo il mio sguardo al di là dell’Oceano, e mi limito a riportare quando hanno messo nero su bianco probabilmente le due persone più autorevoli al mondo in campo finanziario, mi sto riferendo eJamie Dimon, Amministratore delegato di JP Morgan Chase e Warren Buffett considerato unanimemente il più grande investitore di tutti i tempi.

Ebbene Jamie Dimon nella lettera inviata ai propri azionisti scrive: “La crisi delle banche non è finita e, anche se alle nostre spalle, avrà ripercussioni per anni”.

Mentre Warren Buffett, sempre ai propri azionisti scrive “C’è un investimento che Berkshire Hathaway possiederà sempre. Ed è uno in cui il conglomerato ha una posizione enorme in questo momento, ben 94,7 miliardi di dollari, sono i titoli del Tesoro USA”.

Insomma sia Jamie Dimon che Warren Buffett hanno voluto lanciare questo messaggio ai loro azionisti, probabilmente potrebbe essere in arrivo un periodo di grande turbolenza per i mercati finanziari, noi da tempo ci stiamo preparando.