Da inizio mese i mercati finanziari sono entrati in fibrillazione complice il conflitto nell’area del Golfo che ha dato il via a una serie di conseguenze, due su tutte: incertezze diffuse che hanno spinto gli operatori ad alleggerire gli asset in portafoglio, un classico in queste fasi di mercato. Quando la fiducia è alta si sposta la liquidità su asset a maggior ritorno atteso, e si procede al contrario nei momenti di panico; una contrazione di risorse energetiche, petrolio e gas in primis, gli input chiave di molte produzioni in tanti pezzi di economia. In pratica crolla l’offerta a parità di domanda, schizzano i prezzi alla fonte e a cascata quelli al dettaglio, facendo esplodere l’inflazione.
Quest’ultimo passaggio è alla base dei timori sulle future mosse BCE in tema di costo del denaro: i tassi torneranno a salire? Nessuno lo sa con certezza, ma ecco quanto rendono oggi 25.000 € su un BTP a tasso fisso e un conto deposito a 2 anni
Il conto deposito libero e vincolato a 24 mesi
Sul prodotto di matrice bancaria i tassi sono rimasti per lo più invariati ai livelli del recente passato. Tradotto, mentre sui bond sovrani gli yield si sono adeguati subito agli eventi, non si può dire altrettanto sui conti deposito (CD), o almeno non per tutte le banche.
Sui CD liberi a 24 mesi le migliori offerte del momento sono racchiuse tra l’1,75% e il 2,25% annuo lordo. Al netto della ritenuta fiscale del 26% si scende in area 1,30%–1,67%, poi va tolto lo 0,2% annuo di imposta di bollo. In compenso hanno il pregio di non richiedere la MIFID e l’apertura del dossier titoli, né prevedono spese di gestione da principio a fine. Su un ipotetico deposito di 25mila € si tratta di guadagni netti attesi tra i 550 e i 771 € circa.
I potenziali incassi salirebbero nel caso si opzionasse il prodotto a vincolo, ma in cambio dell’indisponibilità del capitale per i 24 mesi di durata dell’investimento. Le prime 7 offerte presenti su un noto comparatore online di prodotti finanziari, CD inclusi, spaziano tra il 2,60% e il 3,00%, cioè tra l’1,92% e il 2,22% annuo netto. In soldoni, tra gli 860 e i 1.011 € di incasso a seconda dello specifico vincolo che si attiva e, quindi, dell’istituto di credito emittente considerato.
I rendimenti sui titoli di Stato MEF
È sui bond sovrani, come dicevamo, che si sono registrati i rialzi degli yield nel corso delle ultime sedute. L’impennata ha riguardato tutte le scadenze e tutti gli emittenti, specie sui titoli sovrani dai rating non proprio elevatissimi come nel caso dei bond targati MEF.
Consideriamo il trend dei rendimenti del BTP a 2 anni di vita residua nel corso dei primi 70 giorni del 2026. Nel mese di gennaio hanno spaziato (dati: Investing) tra il 2,157% e il 2,272%, diciamo in area 2,2% per semplicità di raffronti. Il mese scorso il massimo è stato a 2,202% il 02/02, a inizio febbraio, e il minimo a 2,125% nella seconda metà del mese. In media, in area 2,16% e in calo sui 31 giorni precedenti. A marzo si sta ripetendo, almeno ad oggi, il trend di febbraio, ossia il minimo a 2,207% a inizio mese (02/03) e massimo a 2,534% giovedì 12/03. A grandi linee, uno yield mediano del 2,36%. I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio ai dubbi.
Nella seduta di giovedì 12 i valori minimi massimi (alle ore 13.00) sono stati pari a 2,513% in un verso, e del 2,642% dall’altro, e valore attuale a 2,538%. In altri termini ottimizzando il prezzo di acquisto di un BTP a 2 anni di vita residua il ritorno del 5,1% lordo totale non è una chimera.
Quanto rendono oggi 25.000 € su un BTP a tasso fisso e un conto deposito a 2 anni?
Consideriamo l’obbligazione con identificativo IT0005433690, quotata e negoziata sul MOT di Borsa Italiana. Ha data scadenza al 15 marzo 2028, tra 2 anni 3 giorni, e ha una cedola davvero risibile dello 0,25% lordo annuo. Se la depuriamo dalle tasse (ritenuta d’acconto e imposta di bollo) e dalle spese di gestione bancaria (commissioni e conto titoli pro quota), resta davvero poco. Se ci aggiungiamo anche l’inflazione attesa di periodo ne viene fuori un ritorno reale assolutamente negativo in caso di acquisto alla pari. La “fortuna” è che oggi lo si acquista sotto la pari, cioè nel tempo il mercato ne ha adeguato il rendimento al contesto di mercato.
Simuliamo un capitale di 25mila € da voler investire sul titolo. Al prezzo attuale a 95,5 acquisteremmo 261 quote (mille euro a titolo) impegnando 24.925 € per il BTP, e altri 15-20 € per le spese bancarie. Ogni 6 mesi incasseremmo 28,55 € di cedola netta (circa 131 € in totale fino a scadenza), buoni solo per pagare tasse e spese fisse e stop. Il rendimento netto totale sarebbe di circa 1.135 €, ma al lordo del bollo ed altre spese all’intermediario. In termini relativi, un effettivo a scadenza del 2,26% netto annuo, e del 4,55% complessivo.
In compenso, rispetto al prodotto bancario il capitale sul BTP gode della garanzia sovrana ed è sempre liquidabile dal lunedì al venerdì durante gli orari di negoziazione.