Dopo il rialzo dei tassi BCE, il confronto tra BTP tradizionali e BTP Italia si gioca sull’inflazione futura: rendimento certo o protezione dal caro prezzi?
Il rialzo dei tassi deciso ieri dalla Banca Centrale Europea non ha colto di sorpresa i mercati. Il Consiglio direttivo guidato da Christine Lagarde ha aumentato il costo del denaro di 25 punti base, confermando la volontà di mantenere alta l’attenzione sull’inflazione, ancora influenzata dalle tensioni geopolitiche e dall’andamento dei prezzi energetici.
Da settimane il mercato obbligazionario sembrava però aver già incorporato questa decisione. L’andamento del BTP Future e dello spread lasciava intendere che gli operatori stessero già scontando una politica monetaria più restrittiva e tassi destinati a rimanere elevati più a lungo. C’è infatti chi ipotizza che il rialzo complessivo atteso (0,75%) fino a tutto il 2027 possa essere già stato scontato.
Dopo aver toccato area 121,75 tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, il BTP Future è sceso fino a quota 117,35, assorbendo gran parte delle aspettative legate alla stretta monetaria. Nella seduta di ieri il contratto ha però mostrato segnali di recupero, suggerendo una possibile fase di stabilizzazione del comparto obbligazionario. Per chi guarda al mercato dei titoli di Stato, il recente arretramento dei prezzi ha riportato sotto i riflettori diverse emissioni che offrono rendimenti interessanti. [...]
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