Le mascherine cinesi non proteggono dal Covid: in Italia ce ne sono 190 milioni. I lotti a rischio

Antonio Cosenza

13/04/2021

13/04/2021 - 09:24

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Italia, allarme mascherine: distribuite alle Asl 190 milioni di dispositivi cinesi che non proteggono dal Covid. Di seguito l’elenco dei lotti sotto sequestro.

Le mascherine cinesi non proteggono dal Covid: in Italia ce ne sono 190 milioni. I lotti a rischio

Le mascherine cinesi non funzionano: ormai se ne ha la certezza, visti i dati raccolti dalla Procura di Gorizia sui Dispositivi di protezione individuale (Dpi) che il Commissario straordinario (ricordiamo che Arcuri è indagato per peculato proprio per la vicenda delle mascherine) ha importato dalla Cina.

Una notizia che spaventa l’Italia, visto che nel nostro Paese ci sono 190 milioni di mascherine cinesi, alcune delle quali pronte all’uso. Mascherine di tipo FFP2 e FFP3 che dovrebbero proteggere meglio delle altre in circolazione ma che invece hanno l’effetto opposto: secondo quanto esaminato da due laboratori italiani, uno a Torino e un altro a Milano, circa la metà delle mascherine che l’Italia ha importato dalla Cina non protegge abbastanza dal rischio infezione, in quanto non filtrano a sufficienza.

Mascherine che non impediscono il passaggio del coronavirus, libero quindi di infettare; un vero e proprio allarme per l’Italia che adesso si appresta a sequestrare tutte le mascherine dei lotti incriminati (di seguito trovate l’elenco completo, così da poter riconoscere una mascherina che non funziona).

Le mascherine cinesi non funzionano: quante ce ne sono in Italia?

La conferma arriva dalla procura di Gorizia, la quale in queste ore ha raccolto diversi dati riguardanti il funzionamento delle mascherine cinesi. Le evidenze - in base a quanto dimostrato dai centri di ricerca che hanno verificato l’efficacia di alcuni lotti di mascherine cinesi - confermano che il filtraggio non sempre è sufficiente: il 50% dei Dpi non protegge chi li indossa, non scongiurando il rischio di infezione.

La documentazione turca, con la quale invece era attestata la conformità delle mascherine alle direttive UE, appare dunque contraffatta.

E pensare che l’Italia ha messo a disposizione le mascherine FFP2 e FFP3 importate dalla Cina al personale sanitario che ha lavorato in corsia, come pure agli anziani nelle RSA. Persone che andavano protette, ma che invece hanno indossato - senza saperlo - un dispositivo non conforme agli standard di sicurezza. Questo sembrerebbe spiegare il motivo per cui, nonostante l’utilizzo costante dei Dpi, ci sono stati così tanti contagiati tra il personale sanitario (352 medici e 81 infermieri sono morti).

Secondo quanto emerso in queste ore, sono 250 milioni le mascherine non funzionanti arrivate in Italia, ossia quelle acquistate dal Commissario Arcuri nei primi sette mesi del suo incarico. Dispositivi che hanno capacità filtranti fino a 10 volte inferiori agli standard ed è per questo che adesso le autorità stanno facendo il possibile per ritirarle dal mercato.

Ebbene sì, perché se si considerano i 60 milioni di pezzi in giacenza nei depositi della Struttura commissariale sparsi sul territorio nazionale, ce ne sono altri 190 milioni sparsi in tutta Italia ed è impossibile sapere quanti sono già stati utilizzati e quanti no.

A tal proposito, in queste ore le direzioni generali regionali stanno inviando urgenti circolari a tutti gli enti pubblici e privati del sistema sanitario, con le quali vengono richiamate le mascherine appartenenti ai lotti incriminati vista la “comunicazione pervenuta dalla Guardia di Finanza di Gorizia relativa al sequestro di Dpi risultati non conformi alle normative”.

Mascherine cinesi non funzionanti: quali sono i lotti sotto sequestro

Sembra, quindi, che le mascherine cinesi non funzionanti siano state distribuite solamente alla Asl. È nelle strutture sanitarie, quindi, che dovrebbe esserci la massima concentrazione di queste mascherine che - ricordiamo - sono di tipo FFP2 e FFP3.

Nel dettaglio, i lotti incriminati sono i seguenti:

  • Facciale Scyfkz N95;
  • facciale Unech KN95;
  • facciale Anhui Zhongnan;
  • facciale Jy-Junyue;
  • facciale Wenzhou Xilian;
  • facciale Zhongkang;
  • facciale Wenzhou Husai;
  • mascherine filtranti Wenzin della Tongcheng Wenzin;
  • mascherine Bi Wei Kang della Yiwu Biweikang;
  • facciale Simfo KN95-Zhyi-Surgika (quest’ultima con sede nell’Aretino);
  • facciale Wenzhou Leikang;
  • facciale Xinnouzi della Haining Nuozi Medical Equipement.

Ce ne sono ancora 190 milioni in circolazione, ma il numero inevitabilmente si riduce se si considerano quelle già utilizzate. È bene però controllare quello che si indossa: a tal proposito, basta vedere sulla scatola se la propria mascherina fa parte o meno di uno dei suddetti lotti. In tal caso non utilizzatela visto che non protegge dal rischio Covid come invece dovrebbe.

Iscriviti alla newsletter