Mascherine super filtranti in arrivo: ecco come funzioneranno

Una nuova mascherina realizzata con un tessuto super filtrante e protettivo potrebbe essere in arrivo a breve. Ecco come funzionerà.

Mascherine super filtranti in arrivo: ecco come funzioneranno

Delle mascherine super filtranti, in grado di offrire una protezione nettamente superiore rispetto alle attuali in commercio, potranno essere prodotte a breve. Il nuovo rivoluzionario prototipo permette di produrre un materiale estremamente filtrante, sfruttando le caratteristiche delle nonofibre polimeriche a elevata carica elettrostatica. Le nuovo mascherine sono il frutto di un gruppo di ricercatori italiani, dell’Università di Bologna, che hanno collaborato con Marchesini Group.

Per il momento si sta mettendo a punto la macchina che sarà in grado di produrle, ma nel giro di pochi giorni, fanno sapere i ricercatori, potrebbe partire la produzione su larga scala. Si stima che si potranno confezionare circa 7.000 mascherine super filtranti al giorno.

Mascherine super filtranti: come funzionano

Il progetto, coordinato da Andrea Zucchelli, professore al Dipartimento d’Ingegneria industriale dell’Università di Bologna, permette di produrre a livello industriale un nuovo tipo di materiale “basato su nanofibre polimeriche a elevata carica elettrostatica.

L’idea è nata all’inizio della pandemia, quando si sono resi necessari i dispositivi di protezione adeguati per limitare i contagi, ancora adesso, nonostante sia stato approvato il primo farmaco ufficiale per il coronavirus, le mascherine restano la miglior forma di prevenzione.

Per questo motivo, un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna, composto da diversi Dipartimenti dell’Ateneo come quello d’Ingegneria Industriale, il Dipartimento di Chimica e il Dipartimento di Ingegneria dell’energia elettrica e dell’informazione ha iniziato a studiare e al lavorare per produrre un materiale altamente filtrante che avesse un’elevata capacità protettiva rispetto a rischi di contaminazione da parte dei patogeni, come i batteri e i virus. Andrea Zucchelli spiega che:

“Grazie a questa sinergia siamo riusciti a combinare la tecnologia dell’elettrofilatura, che permette di ottenere materiale con fibre nanometriche, con l’effetto corona, un fenomeno grazie al quale è possibile ottenere un’elevata carica elettrostatica nelle nanofibre”.

La collaborazione con Marchesini Group

La messa a terra del progetto è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione con Marchesini Group. Il Presidente della società, Maurizio Marchesini ha commentato, affermando che il prototipo è “figlio della preziosa e consolidata collaborazione tra Marchesini Group e l’Università di Bologna, portata avanti in un momento di forte difficoltà per il sistema economico regionale e nazionale”.

Marchesini aggiunge che, oltre ai raccordi per le maschere di protezione, che sono statoi realizzati con le stampanti 3D, questo progetto “è un’ulteriore dimostrazione di come la tecnologia possa anche essere utilizzata per venire incontro ai bisogni della collettività, sia durante che nel post pandemia”.

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