La mascherina in classe fa male agli studenti? Il Governo dovrà fare chiarezza

Antonio Cosenza

28 Gennaio 2021 - 17:08

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Mascherina in classe: il Consiglio di Stato chiede al Governo di dimostrare che non fa male agli studenti.

La mascherina in classe fa male agli studenti? Il Governo dovrà fare chiarezza

Obbligo della mascherina in classe: il Consiglio di Stato chiede chiarimenti al Governo. In queste ore è arrivata un’importante sentenza del Consiglio di Stato riguardo alla necessità che il Governo presenti i dati sugli studi clinici che confermano l’importanza di indossare la mascherina in classe anche per gli studenti con meno di 12 anni e che ne certificano la non dannosità per gli stessi.

Nel dettaglio, la sentenza di Palazzo Spada riprende la decisione del TAR del Lazio, il quale nei mesi scorsi ha discusso del caso di una bambina altoatesina, per la quale i genitori hanno fatto ricorso al tribunale amministrativo chiedendo l’esonero dall’obbligo di indossare la mascherina durante le lezioni.

Va detto che la studentessa non soffriva di alcuna patologia pregressa (anche perché in tal caso l’esonero sarebbe stato automatico); tuttavia, come sostenuto dai genitori, i quali hanno portato in aula tutta la documentazione a sostegno della loro tesi, indossare la mascherina per tutto il giorno potrebbe comportare problemi di ossigenazione. E l’assenza di un saturimetro in classe, ossia lo strumento tale da rilevare se sopravvengono dei problemi respiratori negli alunni, rende il problema ancora più difficile da affrontare.

In attesa che il TAR del Lazio torni ad esprimersi sulla questione, la terza sezione del Consiglio di Stato ha disapplicato l’obbligo della mascherina in classe per la studente. Una sentenza che è bene sottolineare non si applica erga omnes, ma tuttavia ci lascia spazio per alcune considerazioni a riguardo.

La mascherina in classe fa male agli studenti? Il Governo dovrà fare chiarezza

Nel comunicare la sentenza, il Consiglio di Stato ha chiesto al Governo di presentare le evidenze scientifiche a sostegno della tesi per cui indossare la mascherina in classe è essenziale per ridurre le possibilità di contagio.

D’altronde, come spiegato dall’avvocato dei due genitori ricorrenti al TAR, Francesco Scifo, in data 29 dicembre il Governo si è limitato a produrre una relazione riepilogativa dei motivi che hanno portato ad inserire nei vari DPCM l’obbligo della mascherina per tutti i gradi di istruzione, compresi gli alunni delle elementari. Fa notare il legale, però, la mancanza di studi clinici che ne motivano la fondatezza, in quanto va fatto notare che le caratteristiche fisiche dei minori di 12 anni sono tali da non poter essere trattate alla stregua di quelle degli adulti.

A tal proposito, anche il Consiglio di Stato sottolinea l’importanza di una tale documentazione e fa notare al Governo che il termine dei 15 giorni richiesto dal TAR per il deposito delle informazioni richieste è ormai ampiamente decorso.

E in assenza di tale documentazione non è escluso che possa tornare in discussione l’obbligo della mascherina in classe. Anche se la sentenza del Consiglio di Stato si applica al solo caso di specie, potrebbe essere comunque un incentivo per tutti quei genitori contrari all’utilizzo della mascherina in classe, i quali potrebbero prendere come esempio quanto deciso per la studentessa altoatesina e presentare un analogo ricorso. E un boom di ricorsi non farebbe altro che disapplicare, di fatto, l’obbligo della mascherina in classe, almeno per gli studenti delle elementari e medie.

In vista della prossima udienza del TAR, prevista per il 10 febbraio, il Governo dovrà necessariamente dare spiegazione scientifica sul perché le mascherine sono obbligatorie in classe, allegando anche una valutazione preventiva d’impatto con il Comitato tecnico scientifico che dovrà fare chiarezza sugli effetti che ciò avrà sulla psiche e il sistema cardiocircolatorio dei minori.

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