Manovra: è il giorno del giudizio Ue

Cristiana Gagliarducci

21 Novembre 2018 - 08:50

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Oggi il verdetto della Commissione europea sulla manovra di bilancio italiana: la procedura d’infrazione è alle porte

Il giorno del giudizio Ue sulla manovra di bilancio è finalmente arrivato.

Nel corso delle prossime ore il mercato guarderà con attenzione alle notizie in arrivo dalla Commissione europea che, dopo l’irremovibilità del Governo italiano, boccerà la Legge di Bilancio 2019 e porrà probabilmente le basi per l’avvio di una procedura d’infrazione.

La giornata di oggi risulterà particolarmente impegnativa per l’Italia non soltanto sul fronte manovra. Le pronunce della Commissione si inseriranno in un contesto più vario: anche i dati sul Pil 2019-2020 del centro studi Confindustria e le nuove pagelle Ocse finiranno per attirare l’attenzione del mercato e, in particolar modo, quella dello spread Btp-Bund che ieri ha viaggiato oltre i 330 punti base.

Manovra: oggi giudizio Ue, cosa aspettarsi

Nelle prossime ore la Commissione europea pubblicherà, come previsto, le proprie opinioni definitive non soltanto sulla Legge di Bilancio dell’Italia, ma anche quelle sui documenti programmatici degli altri Stati europei.

Secondo la maggior parte del mercato l’Europa si affretterà a bocciare la manovra del governo gialloverde che ha scelto di confermare il rapporto deficit/Pil al 2,4% per il prossimo anno senza riportare quei «cambiamenti sostanziali» che Bruxelles aveva richiesto.

Resterà da vedere se, nella stessa sede, l’Europa deciderà di gettare le basi per l’avvio di una procedura d’infrazione contro l’Italia. Con il documento 126.3 la Commissione chiarirà i motivi delle sue preoccupazioni e, probabilmente, accerterà l’avvenuta violazione della regola del debito, parlando di una procedura non più rinviabile.

Le preoccupazioni diffuse

Alla vigilia del giudizio Ue Mario Centeno è tornato a parlare di manovra sottolineando tutte le sue perplessità:

“Non ha migliorato la situazione in termini dei costi del finanziamento del debito, e lo vediamo sui mercati ogni giorno, il che significa che non ha eliminato le preoccupazioni riguardanti la strategia di bilancio dell’Italia”,

ha affermato, aggiungendo:

“Capisco e condivido le preoccupazioni dell’Italia causate da una crescita debole e da problemi sociali complessi: sono problemi seri che devono essere affrontati. Ma questo si può fare senza mettere a rischio la traiettoria di consolidamento fiscale.”

Preoccupazioni, queste, che sembrano rispecchiare totalmente la posizione europea nei confronti della manovra italiana.

Stoccata contro il Belpaese anche da Danièle Nouy, a capo del Meccanismo di vigilanza unica della BCE, che ha paragonato le banche italiane a quelle della Grecia auspicandosi al più presto un miglioramento della situazione.

Bocciatura manovra scontata, procedura vicina

In giornata, insomma, i commissari decideranno se considerare violata la regola del debito. In caso affermativo, l’Europa avrà compiuto il primo passo ufficiale verso la temuta procedura d’infrazione.

Il passaggio successivo sarà quello del Comitato economico e finanziario del Consiglio, che avrà due settimane di tempo per esprimere le proprie opinioni in merito. Ogni tappa dovrà essere attentamente valutata dall’Ecofin, soprattutto quella inerente le sanzioni che non scatteranno automaticamente con l’avvio della procedura ma saranno applicate soltanto come extrema ratio.

In ogni caso, anche dopo l’eventuale pronuncia negativa dell’Europa sulla manovra, la procedura d’infrazione entrerà ufficialmente in vigore soltanto nel 2019.

Al momento in cui si scrive poco o nulla di ufficiale è trapelato in merito alle reali intenzioni della Commissione europea. Quel che è chiaro è che la bocciatura della Legge di Bilancio ci sarà.

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