Lombardia e Piemonte non aprono il 3 giugno? Scontro Nord-Sud

Violetta Silvestri

26 Maggio 2020 - 10:20

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La riapertura dei confini regionali dal 3 giugno potrebbe riservare sorprese. Lombardia e Piemonte, per esempio, sono a rischio? La possibilità di una ripartenza differenziata negli spostamenti regionali è reale e sta scatenando uno scontro Nord-Sud

Lombardia e Piemonte non aprono il 3 giugno? Scontro Nord-Sud

La riapertura delle regioni prevista per il 3 giugno sta già animando i governatori, con la Lombardia e il Piemonte osservate speciali.

Nonostante si stia verificando un positivo calo di contagiati e deceduti in modo trasversale in Italia, la cautela è ancora elevata in quelle regioni colpite gravemente dall’epidemia. Il rischio, infatti, è che i territori lombardi, piemontesi e addirittura dell’Emilia Romagna restino chiusi ancora per qualche settimana in più.

Il ministero della Salute ha rassicurato tutti: ci sarà un’attenta lettura della curva epidemiologica e di dati matematici e scientifici sul livello di rischio in ogni regione. Solo un esito positivo darà il via libera agli spostamenti dal 3 giugno.

Intanto, però, il rischio è che si consumi l’ennesimo scontro politico tra Nord e Sud.

Lombardia e Piemonte a rischio chiusura il 3 giugno?

Il giorno atteso da tutti i governatori regionali è venerdì 29 maggio, quando il ministero della Salute renderà noto il rapporto di monitoraggio che fotografa la situazione epidemiologica e di sicurezza in ogni territorio regionale.

A quel punto, si dovrà definire concretamente chi potrà aprire effettivamente i confini e chi no, con il rischio, tra l’altro già annunciato, che i liberi spostamenti saranno differenziati alla data del 3 giugno.

La situazione è complessa anche dal punto di vista politico, visto che occorrerà mettere d’accordo tutti i governatori, alcuni dei quali sono già sul piede di guerra.

Il focus che più preoccupa è quello su regioni fortemente colpite dal virus, come Lombardia e Piemonte. La questione è che se verranno messi in evidenza punti critici, ovvero un numero di contagi ancora allarmante, i confini resteranno chiusi ancora per qualche settimana.

L’infezione circola maggiormente nelle città lombarde e piemontesi. Nella giornata del 25 maggio, i dati hanno messo in evidenza che i positivi sono aumentati di 148 unità in Lombardia, la metà dell’incremento nazionale. Attualmente, nella regione si stimano più di 25.000 positivi e in Piemonte oltre 7.000.

La paura di una seconda ondata di contagi sta aumentando soprattutto al Sud, che teme l’arrivo di vacanzieri, come di abitudine, dal settentrione. Ecco perché la mediazione sarà complessa tra i governatori e alto il rischio di uno scontro Nord-Sud.

Regioni del Sud contro il Nord: i motivi

Il 3 giugno tutte le regioni vogliono aprire i confini, soprattutto come segno di speranza e di avvio alla normalità per i cittadini stanchi dai blocchi. Nessun governatore, quindi, si auspica un passo indietro.

Il Nord non vuole restare in seconda linea, ma il meridione preme affinché ci siano garanzie di sicurezza massime. Il contendere è sullo spostamento dei turisti e, in questo campo, Sardegna e Sicilia sono in prima linea.

Il governatore sardo Solinas ha ribadito che: “La Sardegna sarà un’isola Covid-free. È importante per i sardi ma soprattutto rappresenta un attrattore formidabile per il turismo nazionale e internazionale”.

Il messaggio è chiaro: chi arriva non può mettere a rischio la sicurezza del territorio e della stagione turistica. Solinas ha anche proposto un certificato di negatività, finora poco considerato anche dagli scienziati.

Il monito, però, è stato lanciato e riguarda i potenziali turisti italiani provenienti dal Nord. Sulla stessa scia Sicilia, Campania e Puglia i cui governatori stanno valutando la minaccia di far arrivare persone dalle regioni del Nord senza una sicurezza immunologica (casi, ad esempio, di asintomatici).

Due possibilità, quindi, potrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni: uno scontro (da mediare) tra Nord e Sud e la chiusura di alcune regioni (Lombardia e Piemonte?) ancora il 3 giugno.

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