Lockdown Sardegna: cosa si può e non si può fare durante lo «stop & go»

Il governo sardo chiude l’isola per 15 giorni adottando la formula dello stop & go. La situazione in Sardegna

Lockdown Sardegna: cosa si può e non si può fare durante lo «stop & go»

Chiusura totale di 15 giorni: questa è la risposta del governo della Regione Sardegna all’impennata di contagi che si sono verificati negli ultimi giorni. Il lockdown sardo, che partirà probabilmente ormai dalla prossima settimana, è stato annunciato ieri dal presidente Christian Solinas e confermato oggi: la firma dell’ordinanza restrittiva sul confinamento della Sardegna è in dirittura d’arrivo.

Lockdown in Sardegna, cos’è lo «stop & go»

Stop breve ma totale per la seconda isola italiana. Ma non chiamatelo lockdown: il governatore Solinas, per non rievocare gli spettri degli scorsi marzo e aprile, ha scelto una formula inedita, lo “stop & go”.

È così, d’altronde che alcuni esperti consigliano di usare le chiusure totali, ovvero come una misura volta a riorganizzare le proprie risorse e ripartire con tracciamenti e ospedali meno carichi.

La sostanza, però, non cambia. Sarà consentito uscire di casa solo per ragioni di lavoro, necessità o salute. Non solo durante le ore notturne, come in Campania, Lazio e Lombardia, ma a tutte le ore del giorno.

In un primo momento l’amministrazione è stata indecisa fra lockdown e coprifuoco, ma poi è stata scelta la misura più rigorosa seguendo il parere del Comitato tecnico scientifico.

La nuova ordinanza della Regione Sardegna sul confinamento dovrebbe arrivare venerdì o sabato, alla vigilia delle elezioni amministrative del 25 e 26 ottobre che si terranno in un terzo dei comuni isolani.

Coronavirus, in Sardegna situazione critica

Secondo la stampa locale, il lockdown è una doccia fredda per i sardi. Il governatore Solinas negli ultimi tempi non ha accennato a una situazione grave, mentre l’assessore alla Sanità Mario Nieddu di recente ha ribadito che va tutto bene.

Ma probabilmente la situazione è diversa. Il 23,7% dei 152 posti di terapia intensiva in Sardegna sono occupati da pazienti COVID. Una percentuale che rischia di raggiungere presto la soglia del 30%, che gli esperti consigliano di non superare.

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