La Corte di Cassazione precisa in quali casi si rischia il reato di favoreggiamento della prostituzione se si concede un immobile come B&B o per locazione breve. La sentenza.
Si può rischiare la condanna per favoreggiamento della prostituzione in caso di locazione breve o B&B? Quali sono i comportamenti a rischio che possono emtetre nei guai? A chiarire i limiti è la Corte di Cassazione, sezione penale.
Quando si concede un immobile per locazioni brevi o B&B c’è sempre un rischio, cioè che l’immobile sia utilizzato per appuntamenti clandestini o attività poco lecite, ma il proprietario che concede l’immobile rischia di essere imputato e condannato per favoreggiamento della prostituzione quando mette a disposizione un immobile? Ecco cosa dice la Corte di Cassazione.
Favoreggiamento prostituzione: basta mettere a disposizione l’appartamento B&B o con locazione breve?
Chi concede un immobile per locazioni brevi o B&B è tenuto a registrare le generalità di chi entra nell’immobile, anche come ospite, ma di fatto nella maggior parte dei casi non chiede a quale scopo l’immobile viene locato. Spesso si tratta di locazioni turistiche, oppure brevi soggiorni per partecipare a convegni, concorsi, possono essere diverse le motivazioni e non devono essere chieste.
Purtroppo spesso gli immobili vengono utilizzati anche per appuntamenti galanti e di fatto anche in questo non vi è alcun illecito, ma cosa succede se questi appuntamenti sono dietro compenso? Si può pensare che il proprietario/locatore in un certo senso partecipi all’affare visto che concede l’immobile dietro pagamento? La Corte di Cassazione, sezione penale, nella sentenza 6120 del 2026 affronta proprio tale delicato argomento ed è chiamata a chiarire in quali casi il proprietario partecipa al reato di favoreggiamento della prostituzione o addirittura sfruttamento.
La storia ha come fulcro centrale un appartamento nel casertano utilizzato come Bed and Breakfast e sottoposto a sequestro preventivo in quanto, secondo l’ipotesi accusatoria, l’alloggio sarebbe stato consapevolmente messo a disposizione per facilitare l’attività di prostituzione svolta da alcune ospiti. Il sequestro è l’ipotesi di reato era basata su indizi e in particolare:
- l’alloggio era stato reso disponibile attraverso annunci online;
- vi era un continuo accesso di clienti;
- il contesto complessivo dell’attività svolta.
La difesa del proprietario ha asserito che in realtà, non basta la messa a disposizione dell’immobile per ipotizzare il reato di favoreggiamento della prostituzione, non è sufficiente che il proprietario sia consapevole dell’uso che viene fatto delle stanze, né che l’immobile si presti ad agevolare l’attività illecita, occorre, invece, un apporto attivo, una partecipazione concreta e qualificata.
Corte di Cassazione, ecco quali prove dimostrano il favoreggiamento della prostituzione in B&B
La Corte di Cassazione accoglie tale orientamento/interpretazione. Sottolinea che il favoreggiamento della prostituzione non può essere automaticamente ricondotto alla locazione dell’immobile anche nel caso in cui il locatore sia consapevole dell’attività che viene svolta all’interno dell’immobile.
Precisa la Corte di Cassazione che affinché si possa parlare di favoreggiamento della prostituzione è necessario che vi siano alcuni comportamenti attivi. In particolare:
- gestione degli appuntamenti;
- pubblicità dell’attività svolta;
- fornitura di strumenti funzionali all’attività;
- forme di intervento nell’organizzazione dell’attività.
In assenza di questa partecipazione “all’attività di impresa” non può ipotizzarsi il reato di favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione.
La Corte di Cassazione puntualizza ulteriormente che a nulla rileva il fatto che la messa a disposizione dell’appartamento abbia reso più agevole l’esercizio dell’attività e non rileva neanche il fatto che l’appartamento fosse necessario/strumentale all’attività esercitata. Estendere a tali “attività” il favoreggiamento amplierebbe troppo il perimetro del favoreggiamento della prostituzione.
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