La lira turca recupera, Erdogan boicotta i prodotti elettronici USA

La lira turca recupera terreno dopo il nuovo tonfo sui minimi storici. Erdogan boicotta i prodotti elettronici USA e annuncia la necessità di prendere posizioni politiche forti

La lira turca recupera, Erdogan boicotta i prodotti elettronici USA

Dopo l’ulteriore aggiornamento dei record negativi, la lira turca ha fatto registrare un recupero di quasi il 5% sul dollaro e ripreso terreno anche nei confronti dell’euro, trascinando su la borsa di Istanbul.

La circostanza, favorita prevalentemente dalle misure straordinarie annunciate dalla banca centrale, sembra non influire troppo positivamente sul resto dei mercati europei, che appaiono ancora fiaccati da sedute difficilissime.

Di certo non si arresta la crisi turca, che con la sua enorme fetta di debito denominato in dollari vede il suo passivo diventare più oneroso e il suo potere economico indebolirsi sempre di più, scatenando di rimando una battaglia diplomatica e commerciale tra Ankara e Washington.

Dopo le accuse per essere stati “pugnalati alle spalle” dagli USA, infatti, il Presidente Erdogan è passato al contrattacco, annunciando il boicottaggio dei prodotti elettronici statunitensi e ribadendo la necessità di mantenere una “posizione politica forte”

Erdogan boicotta i prodotti elettronici USA

In un discorso pubblico, il leader turco ha esordito con l’evidenziare il contesto fatto di misure necessarie per arrestare le recenti difficoltà, specificando che le imprese turche devono continuare a produrre ed esportare i beni del Paese.

Contestualmente, ha annunciato il boicottaggio dei prodotti elettronici USA:

“Se loro hanno l’iPhone, noi possiamo spostarci su Samsung o sui marchi del nostro Paese, come Venus e Vestel. Produrremo abbastanza per noi stessi, dobbiamo realizzare prodotti di qualità superiore rispetto a quelli che importiamo da loro”.

Vanno così a inasprirsi sempre di più i rapporti tra Ankara e Washington, circostanza che minaccia la valuta turca dopo la recente vicenda diplomatica che ha riguardato Andrew Brunson, il pastore americano detenuto in Turchia con accuse di terrorismo e nel bel mezzo delle annunciate rappresaglie da parte di Trump con il raddoppio dei dazi doganali su acciaio e alluminio.

In ultimo, va sottolineato come la Turchia sia un Paese ricco di prodotti elettronici del settore tech statunitense, e questo rende la mossa di Erdogan ancora più significativa.

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