L’inflazione potrebbe durare più del previsto. Come si muovono i fondi d’investimento?

Tommaso Scarpellini

5 Dicembre 2022 - 16:16

Nonostante la felicità del pubblico borsistico gli analisti si mostrano preoccupati riguardo il tasso d’inflazione. I gestori continuano infatti ad adottare strategie di protezione della liquidità.

L’inflazione potrebbe durare più del previsto. Come si muovono i fondi d’investimento?

Sebbene i dati economici di novembre mostrino una certa flessione del tasso d’inflazione nella maggior parte dei Paesi occidentali, alcuni esperti sostengono che ciò non comporti necessariamente la cessazione delle preoccupazioni. Molti fondi d’investimento e banche d’affari infatti continuano a mantenere una notevole esposizione nei confronti dei bond legati all’inflazione sottopesando invece il comparto azionario, sebbene per alcune società inizino a esserci P/E appetitosi nel lungo periodo.

Inflazione in lieve calo: Usa vs Europa

Sia in USA che in Europa il tasso d’inflazione si mostra comunque in lieve calo. Questi dati hanno rallegrato molto il pubblico degli investitori ma presentano una forte discordanza con alcune delle altre variabili economiche del caso: ad esempio il consumer spending e i dati sul mercato del lavoro. Molti analisti restano dell’opinione che il pubblico borsistico abbia reagito in maniera eccessivamente positiva di fronte ai dati sull’inflazione e che in realtà farebbe meglio a ridimensionare le proprie aspettative. In Europa infatti l’inflazione resta comunque a doppia cifra (10%) e le preoccupazioni continuano a essere molte.

La Fed accetterà un’inflazione superiore al 2%?

Probabilmente la Federal Reserve dovrà fare i conti con un’inflazione molto difficile da domare. Sono molti gli esperti che reputano prematuro porre la parola fine accanto al concetto d’inflazione. Secondo BlackRock Investment Institute vi sono variabili molto più complesse da controllare rispetto al passato: ad esempio l’invecchiamento e l’aumento della popolazione, che modificano sensibilmente il parametro legato al giusto grado di disoccupazione da dover raggiungere per ottenere un corretto equilibrio economico.

Occorre quindi fare attenzione alle comunicazioni indirette fatte dal mercato: i dati sull’occupazione di venerdì hanno infatti allertato il pubblico degli investitori riguardo la possibilità di assistere a ulteriori aumenti del tasso d’interesse comportando importanti ribassi sul mercato azionario. Nonostante questo vi è da ricordare che il tasso di disoccupazione statunitense resta su livelli record ormai da anni. Per la Fed aumentare ulteriormente i tassi è pertanto una mossa alquanto rischiosa e di conseguenza la banca centrale potrebbe comunque accettare l’ipotesi di dover convivere ancora per un po’ di tempo con un tasso d’inflazione sostenuto.

Come si muovono i gestori dei fondi d’investimento?

Tanti fondi si mostrano ancora propensi a mantenere un’esposizione maggiore sui bond legati all’inflazione sottopensando l’investimento in azioni. Neanche i Treasury USA sembrano ricevere particolare interesse da parte degli investitori. Questo perché le lunghe scadenze non coprono ancora del tutto dal costo dell’inflazione. Ciò giustifica il fatto che il sentiment dei gestori resti negativo e che i fondi preferiscano ricercare strumenti finanziari a copertura dal deterioramento del valore della liquidità piuttosto che investire in altro. Per gli esperti appare ancora prematuro esporsi nei confronti del mercato azionario, perlomeno per la prima metà del 2023.