Limite contanti 2017: importo, rischi e sanzioni

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Limite contanti 2017: importo, rischi e sanzioni

Qual è la soglia dei contanti 2017? Ecco importo limite nell’utilizzo dei contanti, rischi e sanzioni.

Il limite all’uso dei contanti 2017 è 3.000 euro (2.999,00 euro per la precisione), salvo per il money transfer che rimarrà fermo al limite dei 1.000 euro.
In materia di evasione fiscale questo comporterà degli effetti inevitabili, quali?
La lotta all’evasione fiscale è una storica priorità di tutti i Governi che si sono succeduti a partire dalla nascita della Repubblica italiana.

Con una soglia alla circolazione dei contanti più elevata siamo sicuri che gli obiettivi dichiarati in materia di lotta all’evasione fiscale potranno essere perseguiti come prima?

Proviamo a fare chiarezza con un’analisi dei provvedimenti del Governo Renzi in materia di limite all’uso dei contanti 2016 e lotta all’evasione fiscale.

Limite uso contanti 2017: da 1.000 a 3.000 euro, tetto a 1.000 solo per il money transfer

La Legge di Stabilità 2016 ha elevato la soglia per l’utilizzo dei contanti da 1.000 e 3.000 euro. Il money transfer, invece, rimane a 1.000 euro.

Il money transfer è il trasferimento di denaro per mezzo di intermediari diversi da banche (si pensi, ad esempio, a Western Union). Si tratta di uno strumento nato per consentire agli immigrati presenti in un determinato Paese, di trasferire i propri risparmi nel Paese d’origine non sostenendo gli alti costi previsti dal sistema bancario.

La scelta del Governo di lasciare inalterato il limite dei 1.000 euro per questo tipo di operazioni si giustifica con il rischio di riciclaggio e terrorismo derivante dall’abuso di tale strumento (si tratta, a modesto parere di chi scrive, di un evidente paradosso rispetto alla ratio stessa delle giustificazioni all’innalzamento del limite dei contanti).
Per tutte le altre tipologie di pagamento la soglia viene innalzata da 1.000 a 3.000 euro.
Quando entra in vigore il limite dei contanti a 3.000 euro?

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto l’entrata in vigore del nuovo limite dei contanti a 3000 euro dallo scorso 1° gennaio 2016.

Limite contanti 2017: perché l’innalzamento da 1.000 a 3.000 euro?

Perché innalzare la soglia limite dei contanti da 1.000 a 3.000 euro dopo la stretta operata dal Governo Monti solo 4 anni fa?

Il Governo Renzi e la maggioranza parlamentare hanno posto almeno cinque ragioni a favore dell’innalzamento del limite contanti a 3.000 euro:

  • il limite dei contanti a 1.000 euro non serve a contrastare l’evasione fiscale;
  • l’innalzamento del limite dei contanti a 3.000 euro dà impulso al turismo;
  • l’innalzamento del limite dei contanti a 3.000 euro favorisce il commercio, con particolare riferimento al settore del lusso;
  • occorre uniformarsi agli altri Paesi europei;
  • l’innalzamento del limite dei contanti a 3.000 euro favorisce gli anziani, restii all’utilizzo di carte di credito e moneta elettronica in generale.

Sul primo punto qualcosa non torna. Il Governo dei tecnici guidato da Mario Monti, attraverso il decreto Salva Italia, abbassò il limite dei contanti a 1.000 euro proprio per contrastare meglio l’evasione fiscale, grazie ad una maggiore tracciabilità dei contanti stessi.

Inoltre, quali studi tecnici e accademici dimostrano che la lotta all’evasione fiscale si fa meglio con limiti ai contanti più alti?

L’innalzamento del limite all’uso dei contanti, sempre secondo il Governo Renzi, favorirebbe i settori del turismo e del commercio, con particolare riferimento al settore del lusso. Anche qui: quali sono gli studi che dimostrano questa tesi?

Nel settore turistico, addirittura, molti cittadini europei hanno recentemente lamentato l’impossibilità di pagare con carta di credito in alcuni contesti (si pensi alla recente polemica per i tassisti di Roma sprovvisti del Pos).

Con la nuova soglia dei contanti a 3.000 euro ci si aspetta forse che i turisti stranieri in Italia arrivino con valigie piene di cash?

L’innalzamento del limite dei contanti a 3.000 euro consentirebbe all’Italia di uniformarsi agli altri Paesi europei. Ok, ma quali?
Se si osserva il tasso di correlazione tra valore assoluto al limite dei contanti e tasso di evasione fiscale si scopre che:

  • Paesi europei come Francia (limite a 3.000 euro per i residenti) e Germania (nessun limite) hanno un tasso di evasione fiscale pari a circa la metà di quello italiano;
  • Paesi come il Portogallo (limite a 1.000 euro) oppure la Grecia (limite a 1.500 euro) hanno tassi di evasione fiscale simili a quello italiano.

Di conseguenza la domanda è: verso quale modello vogliamo tendere? A quali Paesi dovremmo uniformarci?

L’ultima ragione è quella forse più bizzarra: l’innalzamento della soglia dei contanti a 3.000 euro favorirebbe gli anziani, restii all’utilizzo di carte di credito e moneta elettronica in generale.

Dunque forse ci si aspetta che il nuovo limite dei contanti a 3.000 euro porti ad un aumento degli acquisti unitari per importi maggiori a 1.000 euro da parte degli anziani?
Magari proprio da quella maggioranza di pensionati a meno di 1.000 euro mensili?
Evidentemente la modernità segue un’altra direzione.

Soglia contanti 2017: il dietrofront di Padoan e gli effetti sull’evasione fiscale

Circa un anno fa il ministro Pier Carlo Padoan (economista che ha lavorato all’Ocse e al FMI) disse che il limite ai contanti accompagnato da incentivi all’uso di pagamenti tracciabili ha prevedibili effetti positivi sui consumi.

Oggi il ministro ha evidentemente cambiato idea, affermando che ci sono ben altri strumenti per la lotta all’evasione fiscale.

L’Agenzia delle Entrate e la dottrina giuridico-tributaria prevalente affermano da sempre che «l’uso eccessivo del contante rende possibile una buona parte dell’evasione e che le organizzazioni mondiali dedite a criminalità organizzata, riciclaggio e corruzione hanno la vita più facile grazie all’assenza di limiti all’uso dei contanti».

Di conseguenza appare evidente che le ragioni utilizzate dal Governo per giustificare l’innalzamento della soglia dei contanti a 3.000 euro siano, quantomeno, deboli.
Più realistiche appaiono, invece, le tesi secondo le quali gli effetti prodotti da questo provvedimento porteranno ad un aumento dei tassi di evasione fiscale.

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