Il Liechtenstein ha 41.000 abitanti e €569 miliardi nelle sue banche. Come ci è riuscito?

Ilena D’Errico

22 Giugno 2026 - 20:45

Ecco come ha fatto il Liechtenstein ad accumulare 569 miliardi di euro nelle sue banche con soli 41.000 abitanti e perché è un modello difficilmente replicabile.

Il Liechtenstein ha 41.000 abitanti e €569 miliardi nelle sue banche. Come ci è riuscito?

Non sempre l’erba del vicino è più verde, ogni Stato ha le sue prerogative ed è facile vedere soltanto i punti di forza nelle nazioni straniere non conoscendo la realtà vissuta dagli abitanti. Quando il confronto si sposta sul Liechtenstein, però, è evidente che c’è molto da imparare. Con appena 41.000 abitanti e ben 569 miliardi di euro nelle sue banche è un esempio mondiale per stabilità e sicurezza finanziaria, soprattutto per la situazione particolare in cui si trova. Non ha neppure una valuta nazionale né una lingua ufficiale proprie, usando rispettivamente il franco svizzero e il tedesco, ma non ha neanche debito pubblico o criminalità (secondo Numbeo ha un indice di sicurezza pari a 93,59 su un massimo di 100).

Gli manca perfino un aeroporto nazionale o una stazione dei treni, quindi può essere raggiunto soltanto in autobus o auto, mentre gli abitanti usano per lo più le bici come mezzo di trasporto, grazie alle ridotte dimensioni. Di fatto, è difficile confrontare il Liechtenstein con altri Paesi, visto che si estende su una superficie di appena 160 chilometri quadrati, per intenderci meno della superficie comunale di Milano (che arriva a 182 chilometri quadrati). Eppure, ha saputo proteggersi senza rimanere isolato e rispettare il territorio senza risultare arretrato. Lo dimostra il fatto che ci sono 11 banche in Liechtenstein, le quali alla fine del 2025 gestivano un totale di 569 miliardi di euro, includendo le società dei gruppi internazionali. Più della metà del bilancio italiano, che vanta però quasi 61 milioni di abitanti. È quindi del tutto normale domandarsi quale sia il segreto di questo principato.

Come ha fatto il Liechtenstein?

Il Liechtenstein aveva poco da sfruttare se non le sue caratteristiche geografiche stesse, dalle dimensioni ridotte alla posizione favorevole tra Austria e Svizzera. Nel corso degli anni si è concentrato sulla giurisdizione, sull’industria manifatturiera e ad alta tecnologia, e soprattutto sui servizi finanziari. Offre un Paese sicuro, un sistema fiscale estremamente vantaggioso e una stabilità geopolitica invidiabile. Il principato è infatti storicamente neutrale, un’altra circostanza che ha permesso di tenere sotto controllo la spesa pubblica.

Ma i risultati raggiunti dal Liechtenstein non sono dovuti soltanto all’ambiente complessivo che si respira nel principato, dovendo piuttosto essere ricercati nella serie di istituti finanziari che hanno attirato grandi patrimoni. Basta pensare a soluzioni come l’Ansalt, uno strumento unico al mondo che permette di creare un patrimonio con personalità giuridica, ma anche come la Fondazione (Stiftung). Insomma, il Liechtenstein garantisce una protezione quasi assoluta ai patrimoni, sottoposti peraltro a tasse molto favorevoli.

Il principato ha inoltre seguito lo stesso esempio della Svizzera per quanto riguarda la riservatezza e il segreto bancario, con banche che proteggono i dati dei propri clienti a livelli eccezionali, anche nei confronti di governi stranieri e autorità fiscali. L’unione doganale con la svizzera ha esasperato questi punti di forza, permettendo al principato di adottare il franco svizzero mantenendo la propria sovranità. Oggi le cose sono cambiate, visto che anche il Liechtenstein è tenuto a uno scambio di informazioni internazionali, per quanto sempre attento ai diritti e alla privacy.

Eppure, il principato ha conservato il suo prestigio, preservando un’immagine di sicurezza con un sistema basato soprattutto sulla conservazione dei patrimoni e il contributo della casa regnante, che guida la Lgt Bank (uno dei più grandi gruppi di private banking del mondo). Non dimentichiamo, inoltre, che Liechtenstein si è dimostrato lungimirante anche nella regolamentazione dei mercati digitali, quindi oggi continua a raccogliere i frutti dei suoi sforzi.

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