Licenziato per un piatto di salumi. Adesso una famosa banca gli deve €3,5 milioni

Simone Micocci

29 Maggio 2026 - 18:00

Un piatto di salumi costa caro a JpMorgan. Dovrà risarcire per oltre 4 milioni di dollari un ex broker licenziato per falsa rendicontazione delle spese aziendali.

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JPMorgan è stata condannata al pagamento di oltre 4 milioni di dollari di risarcimento nei confronti di un ex broker licenziato per “colpa” di un piatto di salumi e formaggi da 642 dollari.

Cifre enormi, che dimostrano come si stia parlando di una realtà molto diversa dalla nostra. Eppure, la ragione alla base del licenziamento può essere ricondotta, seppur con le dovute proporzioni, a una dinamica comune a molte aziende: la falsa rendicontazione delle spese aziendali, con conseguente rottura del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente.

Nel dettaglio, il lavoratore, Brent Ryan Bodner, broker per conto di JPMorgan, era stato accusato, e pertanto licenziato, di aver utilizzato il rimborso aziendale per acquistare un vassoio di salumi e formaggi destinato a una festa privata organizzata per il Super Bowl. Il costo era tutt’altro che contenuto, come spesso accade per tutto ciò che ruota attorno all’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti: 642,50 dollari.

Ma altrettanto rilevante è stato il risarcimento ottenuto dal lavoratore, che è riuscito a dimostrare l’illegittimità del licenziamento, arrivando così a ottenere un indennizzo milionario, e non solo.

Perché JpMorgan ha provveduto al licenziamento

Negli Stati Uniti, ma anche in Italia, presentare una nota spese inesatta può essere motivo di licenziamento disciplinare. Ed è quanto ha fatto JPMorgan, una delle più grandi e antiche multinazionali di servizi finanziari al mondo, dopo che da un’indagine interna sarebbe emerso che un buffet di salumi e formaggi era stato utilizzato per organizzare una festa privata in casa, con familiari e amici invitati a guardare la finale del Super Bowl.

Secondo la ricostruzione dell’azienda, il broker aveva prima ottenuto il via libera preventivo per portare a cena un cliente, poi rivelatosi essere suo cugino, insieme al fidanzato di quest’ultimo. In realtà, sempre secondo JPMorgan, quella spesa sarebbe servita a finanziare un party domestico.

Successivamente, come previsto dalla policy aziendale, il dipendente ha presentato la ricevuta del cibo acquistato in gastronomia, indicando però uno scopo e un luogo dell’incontro non corrispondenti al vero. Una condotta che, secondo la banca, avrebbe violato le norme interne sulla gestione dei rimborsi.

Da qui la decisione di JPMorgan di procedere con il licenziamento del dipendente, assunto con contratto a tempo indeterminato, ritenendo che avesse abusato della propria posizione e, soprattutto, della fiducia accordata dall’azienda.

Maxi risarcimento per il broker

Molto probabilmente non sapremo mai come sia andata davvero. Fatto sta che i giudici hanno dato ragione al lavoratore, il quale, per voce del suo avvocato, è riuscito a far valere la propria posizione: il vassoio incriminato, infatti, sarebbe stato acquistato per un “incontro di lavoro precedentemente approvato” e non ci sarebbe stata alcuna falsa dichiarazione sul luogo in cui si è svolto l’incontro, visto che già dalla ricevuta risultava chiaramente come la consegna fosse avvenuta presso la sua abitazione.

Insomma, potrebbe sembrare una lite di poco conto. E, in effetti, almeno in apparenza lo è, visto che si è discusso di un conto certamente elevato, ma non così significativo se contestualizzato nel volume delle spese normalmente sostenute da una realtà come JPMorgan. Le conseguenze, però, sono state ben più gravi e onerose per l’azienda.

La Financial Industry Regulatory Authority (Finra) ha infatti stabilito che la società debba pagare a Bodner la somma di 4.250.000 dollari a titolo di risarcimento danni, poco più di 3,5 milioni di euro al cambio attuale. E non solo, perché la decisione prevede anche il pagamento degli interessi sull’ingente somma, al tasso del 10% annuo, dalla data prevista fino al saldo del risarcimento.

Inoltre, JPMorgan Securities dovrà rimborsare a Bodner 800 dollari a titolo di quota non rimborsabile della tassa di deposito. E, a conclusione di quella che per la banca rischia di trasformarsi in una vera e propria beffa, la motivazione della cessazione del rapporto dovrà essere modificata da licenziamento a “volontaria”, eliminando qualsiasi spiegazione allegata.

Insomma, l’addebito del vassoio sarebbe sicuramente costato meno.

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