Licenziato per aver portato i cornetti al lavoro. Ora ottiene un risarcimento

Ilena D’Errico

25 Dicembre 2025 - 20:18

Quest’uomo è stato licenziato per aver portato i cornetti al lavoro in occasione del compleanno, approfittando del rapporto di conoscenza, ma ha ottenuto un lauto risarcimento.

Licenziato per aver portato i cornetti al lavoro. Ora ottiene un risarcimento

Nell’ultimo periodo si sentono dei licenziamenti davvero assurdi, provvedimenti che sembrano decisamente sproporzionati rispetto alle condotte contestate ai lavoratori, peraltro spesso dipendenti di lunga data. Quando l’ingiustizia non è soltanto apparente, però, c’è l’intervento dei tribunali a ripristinare l’ordine, proprio come in questa vicenda avvenuta in Spagna. Un lavoratore è stato licenziato per aver portato i cornetti al lavoro in occasione del proprio compleanno, non per questo festeggiamento improvvisato ma per le modalità di acquisto dei dolci.

Pare infatti che il dipendente abbia violato il regolamento aziendale, approfittando un’agevolazione a cui non avrebbe avuto diritto, nello specifico ottenendo il pagamento posticipato. Si è comunque trattato di una violazione a dir poco marginale, tant’è che i giudici hanno considerato il licenziamento una sanzione assolutamente eccessiva e hanno riconosciuto all’uomo un sostanzioso risarcimento. Ecco cos’è successo.

Licenziato per aver portato i cornetti al lavoro

Il protagonista di questa bizzarra vicenda è un lavoratore spagnolo, impiegato dalla stessa azienda per oltre 30 anni e all’epoca dei fatti gestore del supermercato in questione. Durante l’impiego non ha mai tenuto comportamenti scorretti o messo in cattiva luce il datore di lavoro, circostanze che rendono ancora più incomprensibile il licenziamento in tronco. Per quanto assurda sia la storia, però, i fatti sono piuttosto semplici da ricostruire.

Il lavoratore ha semplicemente voluto portare dei dolci ai colleghi per festeggiare il proprio compleanno e ha quindi pensato di acquistarli direttamente presso la panetteria del supermercato in cui lavorava. Qui, il cassiere, collega da tempo, gli ha permesso di prendere i dolci per poi pagarli in un momento successivo. Nel dettaglio, il festeggiato ha comprato dolci per un totale di 68,82 euro. Di questa cifra, ha pagato subito 10,23 euro e poi i restanti 58,59 euro prima di andare via.

Il cassiere gli ha quindi permesso di prendere i dolci senza ricevere il corrispettivo previsto, fidandosi del collega ben conosciuto. Il regolamento aziendale, tuttavia, vietava espressamente di consumare qualsiasi prodotto interno senza averlo precedentemente pagato. I cibi potevano inoltre essere mangiati soltanto nei momenti di pausa previsti e negli spazi appositamente adibiti. Tutto ciò non è avvenuto, pertanto il gestore (come pure il cassiere) è stato immediatamente licenziato e ha deciso di fare causa al supermercato.

Ora ottiene un grosso risarcimento

Chiaramente, comprando i dolci senza pagare subito ha commesso un’infrazione potenzialmente dannosa per l’azienda, pertanto è sensato ipotizzare una sanzione disciplinare. Non bisogna però perdere di vista il requisito della proporzionalità, soprattutto quando si prende il provvedimento più severo in assoluto, vale a dire il licenziamento per giusta causa. In particolare, è opportuno considerare che il supermercato non ha riportato alcun danno a causa di questa violazione.

Come prima cosa, i dolci sono stati pagati, quindi è avvenuto un acquisto regolare a tutti gli effetti. Il gestore del supermercato ha effettivamente “approfittato della buona fede” del collega prendendo i cornetti prima di saldare il conto, ma non ha affatto omesso di pagare. Di conseguenza, il provvedimento disciplinare avrebbe dovuto essere molto più contenuto. Oltretutto, i dolci sono stati consumati dai colleghi al di fuori dell’orario di lavoro. Per questo motivo l’azienda non ha subito danni d’immagine o di altro tipo, poiché tutto il personale ha svolto puntualmente le proprie mansioni.

Tutte queste dinamiche e il fatto che il dipendente fosse assunto da più di 30 anni, con una carriera priva di macchie, ha portato il tribunale spagnolo a ordinare l’immediata reintegra del gestore nel supermercato. Non è tutto, i giudici hanno anche previsto un risarcimento di ben 105.716 euro in favore del dipendente, essendo stato colpito da un licenziamento illegittimo, con danni morali e interruzione del reddito che ne conseguono. Ciò non significa che i regolamenti aziendali possano essere ignorati, ma è fondamentale ricordare che tutti i provvedimenti disciplinari devono essere commisurati alla gravità dei fatti, guardando anche ai danni concreti e alla complessiva condotta del lavoratore interessato.

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