Questa lavoratrice andava sempre al lavoro in anticipo, finché non è stata licenziata per questo. Inutile il ricorso contro l’azienda, l’orario lavorativo deve essere rispettato.
Se una persona arriva costantemente tardi al lavoro sa di rischiare il posto. Il licenziamento non arriva dall’oggi al domani, ma se nonostante i richiami del datore i ritardi continuano può essere applicata la sanzione disciplinare più severa, anche perché l’azienda è danneggiata da questi inadempimenti. Arrivare in anticipo, al contrario, sembra spesso una prassi di buona educazione e volontà. Eppure, anche arrivare in arrivare sempre prima al lavoro può causare dei problemi, come una lavoratrice spagnola ha recentemente imparato a proprie spese.
Ha continuato ad arrivare al lavoro in grosso anticipo, nonostante le rimostranze del datore di lavoro, che alla fine l’ha licenziata. Potrebbe sembrare una misura eccessiva, di certo lo ha pensato l’ex dipendente che ha portato la vicenda al tribunale di Alicante, ma il ricorso è stato inutile. Si è trattato di un licenziamento legittimo, come peraltro potrebbe avvenire anche nel Belpaese. Generalmente qualche minuto d’anticipo non costa l’occupazione, anzi è anche gradito, ma ci sono regole che è bene non sottovalutare.
Licenziata perché andava al lavoro in anticipo
La protagonista di questa vicenda era solita arrivare al lavoro tra 30 e 40 minuti prima dell’orario prefissato. Un’abitudine sgradita dal datore di lavoro, che ha comunicato la necessità di rispettare l’orario di lavoro previsto dal contratto in più occasioni. La lavoratrice ha ricevuto diversi avvisi verbali, del tutto informali visto che non c’era ancora un’effettiva gravità tale da giustificare provvedimenti più incisivi. Quando la dipendente, nonostante fosse stata invitata alla puntualità, ha continuato a presentarsi al lavoro in largo anticipo l’azienda le ha quindi inviato un reclamo formale.
Si sono così susseguite diverse comunicazioni scritte nelle quali si chiedeva alla lavoratrice di cominciare a lavorare nell’orario pattuito, ma non hanno sortito alcun effetto. La donna ha continuato a ignorare le istruzioni dell’azienda, finendo così per essere licenziata e decidendo di ricorrere in tribunale. Con somma sorpresa della lavoratrice, però, anche il giudice si è detto d’accordo con il licenziamento disciplinare.
La continua e ingiustificata inadempienza alle direttive aziendali, peraltro corrispondenti agli obblighi contrattuali, è stata ritenuta troppo grave, anche nell’ottica del vincolo di fiducia e collaborazione che lega le parti del rapporto di lavoro. Il datore ha inoltre rilevato la mancanza di alcuna utilità nell’anticipo dell’orario di lavoro per l’azienda, soprattutto visto che le mansioni dell’ex dipendente erano legate alla supervisione del resto del personale (assente in quell’orario). La lavoratrice ha tentato di difendersi spiegando di avere troppo lavoro arretrato da smaltire, ma non è riuscita a dimostrare questo problema, pertanto il licenziamento è stato confermato.
Chi arriva prima al lavoro può essere licenziato?
Questa storia non dovrebbe stupire troppo, perché la violazione degli obblighi contrattuali e delle indicazioni dirette del datore di lavoro è un motivo di licenziamento comune, per quanto sia raro che riguardi l’essere troppo solerte. Se la condotta avviene in buona fede e non provoca un danno, neanche potenziale, può costare al massimo un richiamo, ma perseverare conduce fino alla più grave sanzione disciplinare. I
l datore di lavoro, peraltro, ha tutto l’interesse per evitare che i dipendenti comincino a lavorare prima di quanto previsto. Al di là delle ragioni organizzative e legate alla direzione aziendale, che richiedono il rispetto dell’orario di lavoro, potrebbero crearsi difficoltà rispetto alle responsabilità in campo, anche dal punto di vista assicurativo, e alla retribuzione. In linea generale, quindi, è necessario rispettare l’orario di lavoro previsto dal contratto e concordare eventuali previsioni differenti necessarie.
Allo stesso modo, tuttavia, il datore di lavoro non può pretendere che il personale svolga l’attività in momenti diversi da quelli pattuiti. Osservare le disposizioni del contratto è fondamentale per entrambe le parti, seppur con un minimo di tolleranza reciproca.
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