+270% in un anno per questa commodity: il grafico della settimana

Luca Fiore

17 Aprile 2021 - 09:00

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Né il rame, né il petrolio. È un’altra la materia prima che, grazie ad un rialzo del 270%, ha fatto registrare la performance migliore degli ultimi 12 mesi.

+270% in un anno per questa commodity: il grafico della settimana

Giovedì il future con consegna maggio sul legname quotato al Chicago Mercantile Exchange ha messo a segno un nuovo massimo storico a 1.260 dollari per mille piedi tavolari.

Rispetto ad un anno fa, quando mille piedi tavolari (volume di una tavola avente superficie di 1 piede quadrato e spessore di 1 pollice, pari a circa 0,09 metri quadri e 30,5 centimetri) costavano meno di 350 dollari, l’incremento è pari a 270 punti percentuali.

Balzo del Legname da record

Per capire la portata del fenomeno, basti pensare che due commodity, come il petrolio ed il rame, di cui negli ultimi tempi si è tanto parlato per i forti rialzi, in 12 mesi hanno entrambe messo a segno un incremento di circa 80 punti percentuali.

Secondo i calcoli elaborati dalla National Association of Home Builders, le ripercussioni in un Paese come gli Stati Uniti sono particolarmente importanti: +24mila dollari nel caso di una casa singola e +9mila dollari in quello di un appartamento.


Future Legname, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader

“Al netto dell’inflazione - ha rilevato Paul Jannke della Forest Economic Advisors- l’ultima volta che avevamo assistito a qualcosa di simile è stato nei primi anni ‘70”.

Legname: le cause del balzo dei prezzi

Nonostante un’offerta statunitense in aumento, a febbraio 2021 il legname prodotto negli USA ha toccato i massimi da 13 anni, il boom dei prezzi del legname è da ricondurre alla forza della domanda.

Con l’economia USA che l’anno scorso ha segnato un rosso del 3,5 per cento, le spese destinate alla manutenzione ed alle riparazioni sono cresciute del 3% e, con tassi di interesse ai minimi, si è assistito ad un boom dei nuovi cantieri edili.

Nell’ultima rilevazione, diffusa ieri, l’indice che misura l’avvio di nuovi cantieri edili ha fatto segnare un incremento mensile del 19,4% a 1,74 milioni di unità.

Il dato, che ha aggiornato i massimi pluriennali, rispetto ad un anno fa registra un incremento del 37%.

Ma non è solo la domanda interna a registrare un’impennata: a causa di una malattia che ha colpito le piante in diverse parti d’Europa, nel 2020 le importazioni dal Vecchio continente sono cresciute del 13%.

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