Legge di Bilancio, la lista di Lega e M5S: Quota 100, Irpef e Reddito di Cittadinanza

Sia la Lega che il Movimento 5 Stelle hanno presentato richieste a Tria per 10 miliardi a testa: dove reperire questi 20 miliardi extra?

Legge di Bilancio, la lista di Lega e M5S: Quota 100, Irpef e Reddito di Cittadinanza

Una fiches da 10 miliardi a testa in mano a Lega e Movimento 5 Stelle. Questo sembrerebbe essere il compromesso tra i due partiti della maggioranza in merito alla legge di Bilancio 2019 che deve essere imbastita.

Due liste per un totale di 20 miliardi che saranno recapitate sul tavolo di Giovanni Tria, con il ministro dell’Economia che poi dovrà cercare di trovare le coperture necessarie per le richieste dei partiti della maggioranza. Senza un condono tombale, la coperta però appare cortissima.

Legge di Bilancio: le richieste di Lega e M5S

Alla fine il compromesso potrebbe essere questo: 10 miliardi a testa da poter utilizzare per iniziare a realizzare l’impegnativo programma di governo. Un modo questo per evitare il pericoloso meccanismo dei veti incrociati.

Con questa soluzione, sia la Lega che il Movimento 5 Stelle avranno a disposizione un budget molto corposo per presentare le loro proposte, con i due partiti che sembrano avere già le idee molto chiare su come utilizzare questi soldi.

La Lega dovrebbe dividere la torta dei 10 miliardi in tre fette: la più corposa da 7 miliardi per la Quota 100 (con soglia minima a 62 anni), 1 miliardo per la Flat Tax (estensione del regime del 15% per le partite Iva fino ai 100.000 euro) e 2 miliardi per il taglio del primo scaglione Irpef (dal 23% al 22%) o una riduzione delle aliquote (da 5 a 3).

Il grosso quindi il carroccio lo andrebbe a spendere per le pensioni, mentre la tanto sbandierata Flat Tax avrebbe un inizio molto soft andando di fatti a interessare soltanto alcune partite Iva.

Molto più semplice invece il discorso sui 10 miliardi a disposizione del Movimento 5 Stelle: tutto il malloppo è destinato all’avvio del Reddito di Cittadinanza, che delle idee pentastellate andrebbe a elargire un assegno da 780 euro al mese a 5 milioni di italiani ora in povertà assoluta.

Salvate il soldato Tria

Fatte le loro richieste, i partiti in pratica passeranno la patata bollente delle coperture finanziarie al ministro dell’Economia Giovanni Tria. Il problema è che il computo totale di questa legge di Bilancio adesso si sta avvicinando ai 40 miliardi.

Tanto si parla allora dell’innalzamento dell’asticella del deficit per reperire risorse vitali: anche per tenere a bada i mercati e Bruxelles, il ministro Tria non vorrebbe andare oltre l’1,6% del rapporto con il Pil.

Con un aumento all’1,6% si avrebbero a disposizione circa 12 miliardi, ovvero la cifra necessaria per disinnescare le clausole di salvaguardia ed evitare così l’aumento dell’Iva a partire da gennaio.

Oltre ai 20 miliardi delle richieste dei partiti ci sarebbero poi da coprire anche i 3 miliardi per le spese indifferibili (missioni militari etc..) e 5 miliardi per l’aumento degli interessi sul debito (spread che è cresciuto).

In totale quindi si dovrebbero trovare 28 miliardi per far quadrare i conti. Ospite nel salotto di Porta a Porta, Matteo Salvini ha dichiarato che con la Pace Fiscale lo Stato potrebbe incassare più di 20 miliardi.

Per arrivare a una cifra del genere, si dovrebbe fare un condono tombale e non la Pace Fiscale che, stando al programma di governo, riguarderebbe soltanto le cartelle sotto i 100.000 euro di chi si trova in gravi condizioni economiche.

Sforbiciando alcune spese con la famosa spending review si potrebbero trovare poi altri 3 miliardi. Considerando quindi anche un condono tombale di tremontiana memoria, ne mancherebbero all’appello comunque altri 5 di miliardi.

A quel punto l’unica soluzione potrebbe essere quella di alzare ulteriormente il deficit oltre il 2%: una mossa rischiosa che potrebbe esporre l’Italia a gravi conseguenze ma, se si vogliono mantenere le promesse, non sembrerebbe esserci altro modo.

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