Italia: le famiglie hanno sempre meno soldi da spendere

Ancora una mossa al ribasso per il potere dʼacquisto delle famiglie nell’ultimo trimestre del 2018. L’Unione nazionale Consumatori suona l’allarme: “Il Paese arretra”

Italia: le famiglie hanno sempre meno soldi da spendere

Ha fatto registrare un calo dello 0,5% il potere d’acquisto delle famiglie italiane nel quarto trimestre del 2018. A rilevarlo l’Istat, che fa notare anche come la mossa al ribasso differisca da quanto registrato nel terzo trimestre dell’anno appena trascorso, quando il reddito disponibile segnava +0,1%.

Crescono però i consumi dello 0,5%, facendo quindi registrare un’accelerazione maggiore rispetto all’ultimo dato registrato, fermo a +0,3%.

Cala anche la propensione al risparmio dello 0,6%, segnando un attuale 7,6%.

Italia: le famiglie hanno sempre meno soldi da spendere

La nota rilasciata dall’Istat parla di una nuova diminuzione del reddito disponibile delle famiglie consumatrici nel quarto trimestre, con un ritorno sui livelli registrato a inizio dell’anno:

“Le famiglie hanno tuttavia mantenuto una dinamica espansiva dei consumi, alimentata da una nuova diminuzione della propensione al risparmio, scesa a un livello vicino al minimo registrato un anno e mezzo prima”.

In evidenza quindi il dato relativo ai consumi, in crescita dello 0,5%. Un dato che potrebbe far ben sperare, eppure potrebbe anche essere «viziato» da un sacrificio dei risparmi; situazione che porterebbe a un peggioramento della situazione acquisti nell’immediato futuro.

Ne è convinto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che capta uno scenario desolante dagli ultimi dati pubblicati dall’Istat, e parla di una situazione che fatica a smuoversi e non promette niente di buono per il futuro.

Stando così lo scenario - spiega Dona - resta ancora molto lontana la prospettiva di rilanciare la crescita, circostanza che può partire proprio dalla spesa delle famiglie:

“Il Paese arretra. Fino a che il reddito delle famiglie peggiora, non andremo da nessuna parte. I consumi, infatti, possono anche temporaneamente aumentare, sacrificando per un po’ i risparmi, ma questo scambio non può durare a lungo. Inoltre non è certo così che i consumi potranno decollare come servirebbe per rilanciare la crescita”.

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