Svelata la classifica delle città migliori al mondo in cui trasferirsi in pianta stabile. Tra le prime 5 c’è moltissima Europa
Secondo gli ultimi dati ufficiali pubblicati dal Dipartimento per gli affari economici e sociali ONU circa 300 milioni di persone vivono attualmente lontani dal loro Paese di nascita. Nel 1990 erano circa 150 milioni e il fenomeno ha subito una netta accelerata nel quinquennio post-pandemia, grazie all’esplosione del fenomeno del nomadismo digitale.
Per questo motivo è estremamente interessante analizzare la classifica recentemente pubblicata da Global Citizen Solutions sulle città più vivibili al mondo per chi decide di espatriare. Una graduatoria basata su parametri estremamente avanzati e in cui la fanno da padrone le destinazioni europee.
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Su quali parametri è basata la classifica
L’aspetto innovativo del lavoro di Global Citizen Solutions sono i criteri di valutazione scelti per stilare la classifica. Oltre ai classici indicatori di performance urbana sono stati considerati il costo della vita, la sicurezza, la qualità dell’aria, il livello dell’assistenza sanitaria, la facilità di inserimento per gli immigrati, la diffusione e conoscenza della lingua inglese e la mobilità avanzata, ovvero il potere del passaporto e la libertà di visto.
Individuati i parametri è iniziata l’analisi dei dati delle banche pubbliche ed è stato assegnato alle città un punteggio da 0 a 100 con pesi diversi per ogni categoria. Sicurezza e sanità, ad esempio, sono state considerate le discriminanti più importanti nella valutazione di trasferimento all’estero in pianta stabile.
Lisbona è la città miglior in cui andare a vivere
Grazie agli elevati punteggi ottenuti in tutte le categorie, seppur senza picchi assoluti, Lisbona è risultata la migliore città al mondo in cui trasferirsi.
La capitale portoghese si è distinta per il suo costo della vita estremamente accessibile, per l’elevata conoscenza dell’inglese e per gli ottimi livelli di sicurezza e qualità dell’aria.
La top 5
La medaglia d’argento l’ha conquistata Amsterdam, premiata per l’aria pulita, per la buona accessibilità per i nuovi residenti e per gli ottimi punteggi ottenuti alle voci sicurezza e sanità. Oltre che per il più alto livello di conoscenza dell’inglese tra tutte le capitali europee comparse nella classifica.
Terzo gradino del podio per Melbourne unica città non europea nella top 5. I punti di forza della metropoli australiana sono la pulizia, l’assistenza sanitaria di elevatissima qualità e sistemi di mobilità urbana estremamente capillari ed efficienti.
Alla quarta e quinta posizione c’è ancora molto spazio per le capitali europee. Ai piedi del podio troviamo Vienna in cui i bassi punteggi sull’integrazione sociale (i più bassi della top ten) vengono compensati dell’alta efficienza nell’assistenza sanitaria.
Segue Barcellona, quinta, grazie al punteggio di integrazione più alto tra tutte le città del Vecchio Continente. Non per niente più del 26% della popolazione residente nel capoluogo catalano è straniero e gli ingressi sono facilitati dal visto non lucrativo accessibile anche a chi non è in possesso di un contratto di lavoro.
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