Cinque titoli dell’S&P 500 promettono una crescita media dell’utile per azione del 133% nei prossimi dodici mesi, con picchi oltre il 330%.
L’S&P 500 ha continuato a segnare nuovi record storici anche nella prima metà del 2026, confermando una resilienza notevole in un contesto macroeconomico segnato da inflazione persistente e tensioni geopolitiche. L’indice, che rappresenta circa l’80% della capitalizzazione di mercato azionaria statunitense, ha trovato il suo principale motore nella crescita degli utili corporate.
Con quasi tutte le società del listino che hanno riportato i risultati del primo trimestre 2026, l’EPS aggregato è salito del 28,6% su base annua, il tasso più elevato degli ultimi cinque anni. Il settore tecnologico ha guidato la performance con un balzo del 54,3%, mentre i margini netti medi hanno raggiunto il 14,8%, superando di 2,5 punti la media del quinquennio precedente.
Questo slancio ha permesso al mercato di digerire valutazioni elevate e scetticismo sulla sostenibilità della spesa per l’intelligenza artificiale, alimentando aspettative ambiziose per la seconda metà dell’anno.Tuttavia, all’interno di un S&P 500 sempre più concentrato sui grandi nomi, non tutte le società mostrano la stessa capacità di generare crescita. Molti dei colossi per capitalizzazione presentano multipli elevati e un momentum più maturo. Emergono invece opportunità più interessanti tra le aziende che combinano leadership tecnologica, esposizione diretta al megatrend dell’AI infrastructure e prospettive di espansione degli utili particolarmente aggressive. [...]
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