L’S&P 500 ha continuato a segnare nuovi record storici anche nella prima metà del 2026, confermando una resilienza notevole in un contesto macroeconomico segnato da inflazione persistente e tensioni geopolitiche. L’indice, che rappresenta circa l’80% della capitalizzazione di mercato azionaria statunitense, ha trovato il suo principale motore nella crescita degli utili corporate.
Con quasi tutte le società del listino che hanno riportato i risultati del primo trimestre 2026, l’EPS aggregato è salito del 28,6% su base annua, il tasso più elevato degli ultimi cinque anni. Il settore tecnologico ha guidato la performance con un balzo del 54,3%, mentre i margini netti medi hanno raggiunto il 14,8%, superando di 2,5 punti la media del quinquennio precedente.
Questo slancio ha permesso al mercato di digerire valutazioni elevate e scetticismo sulla sostenibilità della spesa per l’intelligenza artificiale, alimentando aspettative ambiziose per la seconda metà dell’anno.Tuttavia, all’interno di un S&P 500 sempre più concentrato sui grandi nomi, non tutte le società mostrano la stessa capacità di generare crescita. Molti dei colossi per capitalizzazione presentano multipli elevati e un momentum più maturo. Emergono invece opportunità più interessanti tra le aziende che combinano leadership tecnologica, esposizione diretta al megatrend dell’AI infrastructure e prospettive di espansione degli utili particolarmente aggressive.
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I 5 titoli da avere
Selezionando i titoli con i fondamentali più solidi, spiccano cinque società del S&P 500 specializzate in semiconduttori e infrastrutture di comunicazione, con una crescita media prevista dell’EPS forward superiore al 133% (range dal 46% a oltre il 300%). Questi nomi beneficiano di domanda strutturale per chip di memoria, laser ottici, soluzioni di networking ad alta velocità e microcontrollori, tutti elementi essenziali per la scalabilità dei data center AI.
Micron Corporation (MU) rappresenta il caso più eclatante. Entrata nel club del trilione di dollari di capitalizzazione, la società sta capitalizzando al massimo il boom delle memorie HBM, DRAM e NAND per training e inference AI. Nel secondo trimestre fiscale 2026 ha riportato vendite record e margini operativi vicini al 69%, grazie a pricing solido e efficienza produttiva. Secondo le stime più aggiornate, Micron potrebbe contribuire fino al 7% degli utili complessivi del S&P 500 entro il 2027. La crescita dell’EPS forward supera il 300% in alcuni consensus, con multipli ancora attraenti: circa 10-11x gli utili forward su stime FY2026 intorno ai 30-35 dollari per azione e un PEG fortemente scontato rispetto al settore. Il rischio principale resta la ciclicità del mercato della memoria, ma i contratti pluriennali con i principali hyperscaler offrono visibilità elevata.
Lumentum Holdings (LITE) è uno dei titoli più caldi dell’ultimo anno, con performance superiori al 1.000%. Leader nei componenti laser in fosfuro di indio per data center, la società ha battuto le stime per dodici trimestri consecutivi e beneficia di una visibilità sugli utili estesa fino al 2028 grazie ai nuovi co-packaged optics (CPO). La crescita dell’EPS forward si attesta intorno al 160-2.000% a seconda delle stime più aggressive, con ricavi attesi in forte accelerazione grazie alla quota di mercato superiore al 50% in certi laser per AI. I margini operativi continuano a migliorare per mix di prodotto premium e disciplina sui prezzi. Il titolo ha visto un miglioramento del rating di valutazione, anche se resta sensibile a ritardi nella ramp-up della capacità produttiva.
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Ciena Corporation (CIEN) cavalca l’onda dell’upgrade delle reti ottiche, passando dai sistemi 400G agli 800G e oltre. Dopo ricavi record a 1,43 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre riportato, spinti da Waveserver e Reconfigurable Line System per interconnessioni AI, gli analisti si attendono un EPS in crescita di oltre il 246% nel prossimo report. La guidance fiscale 2026 prevede ricavi tra 5,7 e 6,1 miliardi (+24% circa al midpoint), grazie alla domanda di DCI (Data Center Interconnect) e managed optical networks. Ciena sta guadagnando quote di mercato significative tra hyperscaler e cloud provider, con un backlog record. La redditività è solida, sostenuta da leva operativa e innovazione tecnologica (WaveLogic 6).
Advanced Micro Devices (AMD) conferma il ruolo di challenger credibile nel segmento AI compute. Nel primo trimestre 2026 i ricavi sono cresciuti del 38% anno su anno, con margine lordo al 55% grazie al contributo crescente del data center. La guidance indica un’espansione oltre il 70% dei ricavi dai processori server EPYC nel secondo trimestre, con momentum che dovrebbe proseguire nel 2027 grazie alle nuove generazioni di chip. Gli analisti prevedono una crescita dell’EPS intorno al 60-100% nel prossimo esercizio, supportata da 40+ revisioni al rialzo. Nonostante un premio di valutazione rispetto ai pari, il PEG forward rimane competitivo e la generazione di cassa operativa (oltre 9 miliardi negli ultimi 12 mesi) rafforza il bilancio.
Microchip Technology (MCHP) offre un profilo più diversificato e difensivo. Specializzata in microcontrollori, gestione della potenza e componenti RF per automotive, industriale, aerospazio e data center, ha mostrato un recupero netto dopo la normalizzazione degli inventari. Nel quarto trimestre fiscale i ricavi sono saliti del 35% a 1,31 miliardi, con outlook per l’esercizio 2026 di +92% sull’EPS e +30% sui ricavi. Microchip vanta 23 anni consecutivi di aumento del dividendo (yield intorno all’1,9-2,3%, superiore alla media settoriale) e una strategia di ritorno di capitale disciplinata. La crescita è meno esplosiva rispetto ai pari ma più stabile, con esposizione a mercati finali multipli che riduce la dipendenza pura dall’AI.
Fondamentali solidi ma occhio ai rischi
Questi cinque titoli condividono fondamentali robusti: esposizione diretta al tema AI, revisioni positive degli analisti, margini in espansione e generazione di cassa elevata. In un S&P 500 concentrato e valutativamente esigente, rappresentano un veicolo per catturare la qualità della crescita tecnologica con un grado di diversificazione settoriale (memoria, laser, networking, CPU, microcontrollori).
Naturalmente, i rischi non mancano: volatilità legata al ciclo dei semiconduttori, possibili ritardi nell’adozione AI, pressione sui multipli in caso di rallentamento macro e concentrazione geografica della domanda (principalmente USA e hyperscaler). Rimane però chiaro che, nella fase attuale del ciclo, le società capaci di trasformare la domanda di intelligenza artificiale in utili concreti, sostenibili e visibili rappresentano una delle leve più interessanti per gli investitori growth-oriented del mercato azionario americano.
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