Le 10 azioni da mettere in portafoglio ad agosto secondo JPMorgan

Redazione Money Premium

4 Agosto 2026 - 10:32

I dati di prezzo e di consenso indicano che, nonostante le oscillazioni di luglio, diversi titoli mantengono margini di upside significativi.

Le 10 azioni da mettere in portafoglio ad agosto secondo JPMorgan

Il mercato azionario statunitense ha chiuso il mese di lugliocon variazioni marginali sia per l’indice S&P 500 sia per il Dow Jones Industrial Average.

La volatilità delle quotazioni petrolifere, alimentata dal conflitto in Iran, si è intrecciata con una stagione di utili del secondo trimestre complessivamente solida e con la decisione della Federal Reserve, sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh, di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento, pur ribadendo l’impegno a riportare l’inflazione sotto controllo.

In questo contesto, gli analisti di JPMorgan hanno aggiornato la propria lista mensile di idee di investimento, suddivise nelle tradizionali categorie di crescita, reddito, valore e posizioni short. Non sono stati inseriti nuovi titoli, mentre sono stati eliminati due nomi del settore energetico: Cheniere Energy e Targa Resources.

Le azioni selezionate ad agosto

Tra le società ancora presenti spiccano AGCO Corporation, quotata a 103,92 dollari con un rialzo dell’1,72 percento, Amazon.com Inc a 284,02 dollari in avanzamento del 4,58 percento, BlackRock Inc a 1.126,63 dollari con un guadagno del 3,32 percento, Caterpillar Inc a 830,03 dollari in progresso dell’1,87 percento, Dollar Tree Inc a 129,35 dollari in aumento dell’1,68 percento, Alphabet Class A a 373,51 dollari con un balzo del 4,88 percento, Eli Lilly and Company a 1.121,36 dollari in calo del 2,39 percento, Ross Stores Inc a 252,91 dollari in rialzo dello 0,73 percento, United Airlines Holdings Inc a 128,39 dollari con un salto del 5,82 percento e Walmart Inc a 110,71 dollari in leggera flessione dello 0,44 percento.

Perché è stata inserita Walmart?

Particolare attenzione merita Walmart, classificata dagli analisti di JPMorgan come titolo orientato alla crescita nel comparto consumer. Le azioni della catena di Bentonville, in Arkansas, hanno perso circa il 16 percento negli ultimi tre mesi dopo la revisione al ribasso delle prospettive per l’anno fiscale comunicata contestualmente ai risultati del primo trimestre di maggio. Tuttavia, anche Mizuho ha ribadito a fine luglio una raccomandazione overweight, individuando in Walmart una delle sue top pick. L’analista David Bellinger ha sottolineato i progressi della rete di consegne ultrarapide basata sull’intelligenza artificiale, capace di testare i tempi di consegna, individuare opportunità e quantificare il numero di dark store necessari per garantire una copertura nazionale in trenta minuti.

Secondo l’analisi, il disegno della rete logistica resta sottovalutato dal mercato e si sta trasformando in un vantaggio competitivo sempre più rilevante, capace di consolidare la domanda. Il consenso degli analisti su Walmart conta 44 giudizi, di cui 13 strong buy, 27 buy e 4 hold, senza raccomandazioni negative. Il target price medio si attesta a 138,09 dollari, con un potenziale di rialzo del 24,73 percento rispetto agli attuali 110,71 dollari; il target più alto raggiunge 155 dollari, mentre il più basso si ferma a 72,45 dollari.

Le solide basi di Eli Lilly

Un altro nome di rilievo è Eli Lilly and Company. Goldman Sachs ha confermato il rating buy in una nota del 24 luglio, in vista della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre prevista per il 5 agosto. Le azioni del gruppo di Indianapolis avevano faticato all’inizio dell’anno a causa delle performance inferiori alle attese della nuova pillola orale per la perdita di peso Foundayo rispetto ai concorrenti, ma hanno poi recuperato con vigore dopo i risultati del primo trimestre, superiori alle stime grazie alle solide vendite di Mounjaro.

L’analista Asad Haider ha osservato che il titolo ha guadagnato il 39 percento dalla pubblicazione dei dati del primo trimestre 2026, un momento che ha spostato il racconto di mercato verso la solidità dell’intero franchising degli incretine. In vista dei conti del secondo trimestre, gli stessi temi restano centrali, ma su basi più solide, grazie agli aggiornamenti degli ultimi due mesi che hanno rafforzato la fiducia nel motore di nuova generazione dedicato all’obesità. Il consenso su Eli Lilly comprende 34 giudizi, di cui 10 strong buy, 17 buy, 6 hold e un underperform. Il target medio è di 1.245,37 dollari, con un potenziale di rialzo dell’11,06 percento rispetto agli attuali 1.121,36 dollari; il massimo target arriva a 1.600 dollari e il minimo a 850 dollari.

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