La settimana che verrà in 5 punti: è massima allerta per i mercati

Violetta Silvestri

22/07/2023

La prossima settimana è molto attesa dai mercati globali e i motivi sono almeno 5: dalle mosse delle banche centrali alla stagione degli utili, le Borse possono subire nuovi shock. Perché c’è allerta.

La settimana che verrà in 5 punti: è massima allerta per i mercati

Sta per arrivare una settimana davvero ricca per i mercati e l’allerta è massima.

Saranno almeno 5 gli eventi imperdibili da monitorare, con la certezza che impatteranno su Borse, valute, previsioni economiche e sentiment generale degli investitori. Le banche centrali più osservate al mondo, infatti, si riuniranno per prendere nuove e attesissime decisioni sui tassi di interesse: Federal Reserve prima e subito dopo la Bce stanno per svelare se davvero la politica monetaria aggressiva è giunta al suo picco massimo.

In focus anche la Banca del Giappone, la stagione degli utili societari europei e le elezioni in Spagna, con l’estrema destra che potrebbe tornare in Parlamento come non accadeva dai tempi di Franco.

In questo contesto di eventi, i mercati sono in allerta, con il pericolo di nuove scosse di instabilità: 5 temi chiave da seguire dal 23 al 30 luglio.

1. Fed: quanto ancora fa paura l’inflazione?

La Federal Reserve svelerà la sua decisione sui tassi di interesse il 26 luglio.

L’inflazione negli Stati Uniti si sta raffreddando, ma i mercati si aspettano un altro aumento del costo del denaro di 25 punti base, dopo che a giugno la banca centrale Usa ha messo in pausa il suo inasprimento.

La domanda più interessante è se il presidente Jerome Powell segnalerà o no che la Fed è più fiduciosa che l’inflazione possa raffreddarsi ulteriormente mentre la crescita rimane resiliente. Questo significherebbe che il ciclo di rialzi dei tassi più aggressivo degli ultimi decenni sta per concludersi.

I segnali secondo cui è probabile che la Fed diventi più accomodante manterrebbero, in teoria, il vento nelle vele di una Wall Street vivace, mentre la caduta del dollaro probabilmente continuerebbe.

Attenzione, infine, ai guadagni di alcuni dei colossi tecnologici che hanno portato i mercati al rialzo quest’anno. Tra questi ci sono Microsoft e Alphabet che annunceranno le trimestrali il 25 luglio.

2. La parola a Lagarde: dove si dirige la Bce?

Prima della pausa estiva, i responsabili politici della Bce hanno un rialzo dei tassi ben segnalato da realizzare da 25 punti base. Quasi certamente, quindi, giovedì 27 luglio il tasso di deposito chiave salirà di un quarto di punto al 3,75% e il tasso di interesse al 4,25%.

Lagarde sarà senza dubbio sollecitata per fare chiarezza su ciò che accadrà a settembre, e gli economisti sono divisi su cosa succederà: un altro aumento o una pausa dei tassi?

Il “falco” Klaas Knot ha affermato che qualsiasi mossa oltre luglio “non è affatto una certezza” e Visco sottolinea di stare attenti a mosse troppo restrittive. C’è molta incertezza all’interno dell’Eurotower.

L’inflazione sottostante, un obiettivo chiave per la Bce, rimane elevata, ma la crescita economica si sta indebolendo. Il settore dei servizi, precedentemente resiliente, è cresciuto a malapena a giugno.

L’istantanea PMI di luglio dell’attività economica, pubblicata a livello globale nei prossimi giorni, dovrebbe fornire alcuni ulteriori spunti, così come l’ultima indagine sui prestiti bancari della Bce.

3. Bank of Japan verso un cambio di passo?

L’incontro politico della Banca del Giappone che inizierà giovedì 26 luglio è molto atteso.

Il messaggio del governatore Kazuo Ueda di mantenere costanti gli stimoli, incluso il controllo della curva dei rendimenti (YCC), è stato visto, da alcuni, annullato dalle recenti osservazioni del vice Shinichi Uchida.

Uchida ha infatti affermato che c’è un impatto negativo del controllo della YCC, che i falchi hanno interpretato come un indizio di un imminente aumento del tetto dello 0,5% per i rendimenti obbligazionari a 10 anni.

Ueda ha poi nuovamente sostenuto il continuo allentamento nella sua forma attuale e i dati di venerdì hanno mostrato che l’inflazione potrebbe aver raggiunto il picco.

Il rendimento di riferimento è passato dallo 0,4% al massimo di quattro mesi dello 0,485% nelle ultime due settimane, con il mercato che si è nettamente diviso in due campi. Ciò crea molte opportunità per un’altra sorpresa della BOJ.

4. Europa al test della stagione degli utili

Gli utili trimestrali europei stanno per dare inizio a una stagione considerata cruciale, con l’indice azionario STOXX 600 in rialzo di circa l’8% da inizio anno.

Il rally è scoppiato a luglio in vista di quella che Barclays descrive come una stagione di rendicontazione trimestrale che o farà spiccare il volo o segnerà un fallimento.

I profitti del secondo trimestre dovrebbero diminuire del 9,2% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di Refinitiv, con gli utili aggregati che probabilmente saranno appesantiti dalla scarsa performance delle società energetiche.

Le azioni hanno registrato un rialzo all’inizio del 2023 quando gli investitori, che erano per lo più ribassisti sull’Europa, hanno cambiato posizione mentre la crescita globale continuava a sfidare le aspettative.

Questa è una storia macroeconomica piuttosto che una narrativa sugli utili, il che rende le azioni europee vulnerabili alle società che mancano gli obiettivi di profitto. Un risultato migliore del previsto, d’altra parte, potrebbe alimentare un altro rally.

5. Spagna al voto

Tra i fatti politici che possono muovere le Borse europee c’è il voto in Spagna. Il Paese vota domenica 23 luglio in elezioni anticipate.

I sondaggi prevedono che il Partito popolare conservatore sconfiggerà il Partito socialista dei lavoratori al potere, ma probabilmente avrà bisogno del sostegno dell’estrema destra Vox per formare un governo.

La chiave per i mercati è quanto velocemente il vincitore può formare un esecutivo - è un cliché che i mercati azionari odiano l’incertezza. Al centro dell’attenzione c’è anche il dilemma se tagliare le tasse o aumentare la spesa e come questo può peggiorare le finanze spagnole.

Un debito elevato superiore al 100% del Pil, un’economia in rallentamento e regole fiscali Ue più severe che entreranno in vigore nel 2024 impatteranno sul futuro della Spagna.

I selezionatori di titoli tengono d’occhio anche il settore energetico, dove i due principali partiti hanno priorità diverse, e quello finanziario. Nello specifico, gli investitori si stanno concentrando sulle politiche a favore delle imprese del leader conservatore Alberto Nunez Feijoo.

Il consenso tra gli strateghi è che una vittoria dello sfidante sarà un catalizzatore per i mercati azionari e obbligazionari spagnoli. In particolare, le banche e le società energetiche sono viste come i vincitori se Feijoo mantiene la sua promessa di rivedere le tasse straordinarie che hanno colpito i due settori.

La nuova amministrazione potrebbe anche prolungare la vita delle centrali nucleari spagnole, a vantaggio di utilities come Endesa SA e Iberdrola SA, secondo gli analisti di Morgan Stanley. Un altro problema per gli investitori è se Feijoo prenderà una posizione più morbida sull’attività di fusione e acquisizione che coinvolge società spagnole considerate strategiche dallo stato.

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