Durante un comizio nel New Hamshire, stato nel quale il 23 gennaio si svolgeranno gli attesi caucus repubblicani che dovrebbero sancire un’altra vittoria per Donald Trump, l’ex presidente ha giurato che da comandante in capo non consentirà mai l’uso di una moneta digitale della Banca Centrale (Cbdc), in quanto “darebbe al governo il controllo assoluto sul vostro denaro”.
“Sarebbe una pericolosa minaccia alla libertà - e impedirò che arrivi in America” ha detto Trump. “Metteremo anche in atto forti protezioni per impedire alle banche e alle autorità di regolamentazione di cercare di chiudervi il conto per le vostre convinzioni politiche. Questo non accadrà mai finché sarò il vostro presidente”, ha detto Trump davanti ai suoi sostenitori a Portsmouth, nel New Hampshire, come riportato da The National Pulse.
Il dibattito negli Usa sulle Cbdc
Ad oggi, secondo i dati dell’Atlantic Council, sono 130 i paesi – che rappresentano oltre il 98% del prodotto interno lordo globale – che stanno esplorando la possibilità di sviluppare una Cbdc. A differenza delle criptovalute, che di solito sono gestite da soggetti privati, una Cdbdc sarebbe emessa e sostenuta dalla banca centrale. Inoltre, se le criptovalute sono basate sul blockchain, un sistema di registri decentralizzati, le Central Bank Digital Currency sono controllate dall’istituto monetario che le emette. L’ex presidente entra così a gamba tesa nel dibattito sulle Cbdc toccando un tema caro a libertari e conservatori contrari alla creazione di una moneta digitale della Banca Centrale. Come ammesso nel mese di giugno dalla stessa Fed, peraltro, la creazione di una versione digitale ufficiale del dollaro statunitense “potrebbe offrire agli americani più opzioni di pagamento e più veloci”, ma “presenterebbe anche rischi per la stabilità finanziaria e problemi di privacy”. La Fed ha dichiarato che non procederà alla creazione di una Cbdc “senza un chiaro sostegno da parte del ramo esecutivo e del Congresso, idealmente sotto forma di una specifica legge di autorizzazione”. Tradotto: sarà la politica a decidere.
Nel partito repubblicano, Donald Trump non è il solo ad essersi scagliato contro le Cbdc. Lo scorso maggio, il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha firmato due disegni di legge al fine di “proteggere le finanze personali dei cittadini della Florida” dalla “prevaricazione del governo” e dal “controllo delle aziende”. La legge firmata da DeSantis «vieta l’uso di una valuta digitale della banca centrale adottata a livello federale (Cbdc) escludendola dalla definizione di denaro» all’interno dello stato della Florida. Inoltre, il disegno di legge “vieta l’uso di Cbdc emessi all’estero per proteggere i consumatori dagli sforzi dei globalisti di adottare una moneta digitale mondiale”.
Il sogno - o incubo? - di una moneta digitale globale
La creazione di una Cbdc fa parte di quel processo di “finanziarizzazione dell’economia” sponsorizzato dall’ordine neoliberale a cui Trump si oppone. Di recente, i rappresentanti della Banque de France, la banca centrale francese, hanno sposato la prospettiva globale di una moneta digitale della banca centrale (Cbdc), definendola la base di un nuovo sistema monetario internazionale. Il 3 ottobre Denis Beau, vice governatore della Banque de France, ha infatti definito la Cbdc “il catalizzatore per migliorare i pagamenti transfrontalieri che consente la creazione di un nuovo sistema monetario internazionale”. L’introduzione di una moneta digitale della Banca Centrale fa parte di quella guerra al contante promossa dalle élite che ha come obiettivo - sulle carta - quello di combattere corruzione ed evasione e offrire così un’alternativa sicura al contante.
Ma i lati oscuri - che Trump ha ben colto - non mancano. Su tutte, la possibilità per le banche centrali -e dunque per i governi - di monitorare e controllare la spesa dei consumatori. Di avere il pieno controllo sui soldi dei cittadini. Trump ha citato anche la possibilità che le banche possano chiudere il conto corrente di una persona sulla base delle sue convinzioni politiche. Non è un’idea astratta, perché è esattamente ciò che è accaduto a Nigel Farage, che si è visto chiudere il proprio conto corrente dall’istituto di credito Coutts & Co a causa dei suoi “valori” e delle sue “idee politiche”. La prospettiva di una valuta digitale della banca centrale a livello globale consentirebbe all’ordine neoliberale - e agli stati - un controllo quasi illimitato sul sistema finanziario, e quindi sulle nostre abitudini di spesa e sul modo in cui conduciamo le nostre vite. Un mondo “distopico” a cui Donald Trump ha dichiarato guerra.