La profezia che fa tremare Wall Street. Parola di Ray Dalio

Laura Naka Antonelli

13/03/2025

Ray Dalio, fondatore dell’hedge fund numero uno al mondo Bridgewater sforna una profezia che fa accapponare la pelle a Wall Street. E non solo.

La profezia che fa tremare Wall Street. Parola di Ray Dalio

Lui è Ray Dalio, fondatore dell’hedge fund numero uno al mondo, Bridgewater Associates: classe 1949, tra le voci più ascoltate nel mondo della finanza, l’investitore miliardario - che, nel corso degli anni, ha accumulato una ricchezza che Forbes ha calcolato in 14 miliardi di dollari - ha lanciato un grande alert su cosa rischia di accadere all’economia USA, al momento nelle mani della presidenza di Donald Trump.

Mentre tutta l’attenzione del mondo è sulla guerra commerciale lanciata da Trump, che si arricchisce ogni giorno di annunci di nuovi dazi e di relative controffensive, o “contromisure, così come le ha definite la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen Dalio, pur soffermandosi sulle conseguenze dei grandi danni che l’amministrazione Trump sta infliggendo all’economia globale con le tariffe, ha invitato tutti a focalizzarsi su un altro problema, probabilmente preso per troppi anni sotto gamba.

Un problema, ha avvertito l’esperto - che tuttora ricopre la carica di co-direttore degli investimenti di Bridgewater Associates, assunta nel 1985 - rischia di provocare una serie di eventi shock.

Bomba debito USA, alert Dalio: nessuno lo vuole comprare, rischio shock

Il problema per Ray Dalio, che si è dimesso dalla posizione di CEO dell’hedge fund nel 2017 e da quella di presidente alla fine del 2021, vede sotto i riflettori sempre gli Stati Uniti, che sono alle prese con un debito federale monstre che al momento supera i 36,2 trilioni di dollari: una bomba del debito che potrebbe esplodere in qualsiasi momento, con conseguenze devastanti sull’economia globale. “La prima cosa è la questione del debito, siamo in presenza di un problema molto grave nella relazione tra la domanda e l’offerta ”, ha detto ai microfoni della giornalista della CNBC Sara Eisen, durante l’evento CONVERGE LIVE che si è tenuto qualche giorno fa a Singapore.

(Gli Stati Uniti) devono vendere una quantità di debiti che il mondo non ha intenzione di acquistare”.

Si tratta di un problema non solo reale ma anche attuale, di “primaria importanza” che si dovrebbe iniziare ad affrontare portando innanzitutto il rapporto deficit-PIL USA a scendere dal livello per ora stimato pari al 7,2% a circa il 3% del PIL. In sostanza, “si tratta di qualcosa di grande che, a seconda di come verrà gestito, potrebbe provocare sviluppi scioccanti ”.

Alla domanda se questa bomba rischi di portare gli Stati Uniti ad attraversare addirittura un periodo di austerity, Dalio ha presentato la prospettiva, addirittura, di una ristrutturazione del debito, con l’amministrazione USA che potrebbe fare anche pressioni su altri Paesi affinché acquistino i suoi titoli di Stato (Treasury), smettendo di pagare al contempo alcuni creditori.

Così come stiamo assistendo a cambiamenti politici e geopolitici impensabili per la maggior parte delle persone, se si guarda alla storia si noterà che questi fenomeni si ripetono di volta in volta ”, ha fatto notare l’investitore, aggiungendo che “rimarremo sorpresi da alcuni sviluppi che ci sembreranno altrettanto scioccanti così come quelli a cui abbiamo già assistito ”.

Il parallelismo con la Germania degli anni Trenta e “il piano” di Trump per Wall Street

In evidenza il parallelismo che è stato fatto con la Germania degli anni ’30, che fu protagonista di una svalutazione del debito, accompagnata dall’aumento dei dazi deciso al fine di aumentare i flussi in entrata. “ Essere nazionalisti, protezionisti, militaristi . Questo è il modo in cui queste cose funzionano”, ha detto il guru, prevedendo una battaglia tra i vari Paesi a causa dei dazi di Trump, non in senso necessariamente bellico, ha tuttavia precisato.

Ma pensate agli Stati Uniti, al Canada, al Messico, alla Cina, e a tutti i tipi di battaglie. Ci saranno battaglie, che avranno conseguenze, e credo che sia questa la cosa principale a cui guardare”. Le parole di Dalio arrivano in un momento in cui, è il caso di dire, Wall Street fa fatica a riprendersi dopo essere stata bombardata da una carica di sell: fenomeno che non preoccuperebbe al momento l’amministrazione USA che, anzi, secondo qualcuno avrebbe addirittura confezionato ad arte il recente crollo.

Motivo? Di mezzo ci sarebbe proprio il debito USA e la necessità di rifinanziarlo. Nel frattempo, a far sentire la sua voce è stato il segretario al Tesoro USA Scott Bessent che, in un intervento alla trasmissione “Squawk on the Street” della CNBC, ha affermato che “ siamo concentrati sull’economia reale ”.

Possiamo creare una situazione in cui ci siano guadagni di lungo termine sul mercato e guadagni di lungo termine per il popolo americano? Non sono preoccupato per un po’ di volatilità che si manifesta nell’arco di tre settimane”.

Insomma, nessuna urgenza per ora da parte dell’amministrazione Trump di soccorrere Wall Street. Che può benissimo andare a fondo: anche perché, in caso di avversione al rischio, gli investitori fanno acquisti di Treasury. E questo sì che va bene per Trump & Co, in quanto buy duraturi nel tempo farebbero scendere i rendimenti, permettendo agli USA di rifinanziare il proprio debito anche a costi più bassi.