La missione in Africa e in America Latina: così la Cina tesse la sua tela diplomatica

Federico Giuliani

28 Gennaio 2024 - 06:45

La Cina ha inviato il suo ministro degli Esteri, Wang Yi, in missione diplomatica in due delle regioni più strategiche del pianeta: Africa e America Latina.

La missione in Africa e in America Latina: così la Cina tesse la sua tela diplomatica

Prima l’Africa, poi l’America Latina. La Cina ha inviato il suo ministro degli Esteri, Wang Yi, in missione diplomatica in due delle regioni più strategiche del pianeta.

Dal 13 al 18 gennaio scorsi Wang ha fatto tappa nel continente africano visitando Egitto e Tunisia, quindi Togo e Costa d’Avorio, proseguendo una tradizione che va avanti da 34 anni e che vede i ministri degli Esteri cinesi recarsi in questa regione nel loro primo viaggio del nuovo anno. Brasile e Giamaica, a seguire, hanno chiuso la trasferta intercontinentale del fidato braccio destro di Xi Jinping.

Le nazioni visitate da Wang condividono tra loro un importante denominatore comune: sono tutti Paesi in via di sviluppo, oltre che ingranaggi integranti del cosiddetto Sud Globale. Egitto e Brasile fanno addirittura parte dei Brics, acronimo utilizzato per indicare il raggruppamento delle economie mondiali emergenti che comprende, oltre al Cairo e Brasilia, Russia, India, Cina, Sudafrica, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran.

Ma per quale ragione Pechino ha inviato il proprio ministro in missione proprio in Africa e America Latina? Tre sono le tematiche rilevanti da prendere in considerazione. Innanzitutto il Dragone intende consolidare le relazioni commerciali con i governi africani e latinoamericani, attori che possono contare su risorse strategiche – alimentari o energetiche - che interessano particolarmente alla leadership del Partito Comunista (ben felice di intavolare accordi e patti di ferro).

In secondo luogo il gigante asiatico necessita di rapporti diplomatici solidi con quanti più interlocutori possibile per scuotere l’ordine globale considerato eccessivamente a trazione occidentale, così come per isolare Taiwan in seno alla comunità internazionale. Infine, consolidare lo spazio di manovra in alcuni di questi luoghi consente alla Cina di ottenere potenziali vantaggi strategici da spendere nel confronto a distanza con gli Stati Uniti.

La missione diplomatica di Wang Yi in Africa

Il primo viaggio di Wang del 2024 è arrivato mentre la Cina si concentra sempre più a stringere i legami con i Paesi del Sud del mondo, cercando di rafforzare la propria influenza nelle regioni tradizionalmente dominate dagli Stati Uniti e dai loro partner. Dal Cairo, il ministro cinese ha poi criticato la coalizione guidata dagli Usa per aver“ aggiunto benzina sul fuoco delle tensioni” nel Mar Rosso e in Medio Oriente, chiedendo ancora una volta un cessate il fuoco immediato a Gaza nonché la formazione di un governo palestinese pienamente sovrano.

I leader di tutti e quattro i Paesi visitati hanno inoltre espresso il loro sostegno alla posizione della Cina sulla questione di Taiwan. Dal canto suo Pechino ha promesso di sostenerli nel salvaguardare la loro sovranità e indipendenza, e nell’esplorare un percorso di modernizzazione che si adatti alle varie condizioni nazionali.“ La Cina sarà sempre al fianco dell’Africa”, ha sintetizzato Wang.

Sottolineando che i Paesi africani dovrebbero godere di pari diritti nel sistema internazionale e avere giuste opportunità nello sviluppo globale, Wang ha affermato che la Cina difende l’uguaglianza tra tutti i Paesi indipendentemente dalle loro dimensioni e si oppone a qualsiasi egemonia e politica di potere. “Siamo pronti a lavorare con i nostri fratelli e sorelle africani per promuovere un mondo multipolare equo e ordinato e per inaugurare una globalizzazione economica universalmente benefica e inclusiva”, ha affermato il ministro.

La tappa in America Latina

Terminata la parentesi africana, e mentre il premier cinese Li Qiang era a Davos per partecipare al World Economic Forum, Wang ha continuato la sua missione volando in America Latina. Il quotidiano cinese Global Times ha giustificato questo viaggio come segnale di ulteriore rafforzamento della fiducia politica reciproca e della cooperazione pratica della Cina con i partner latinoamericani in vari campi, soprattutto nell’attuale contesto di crescenti rischi geopolitici.

La toccata e fuga di Wang in Brasile e Giamaica dovrebbe anche servire per gettare le fondamenta di piani e accordi per fin qui non meglio specificati incontri ad alto livello che potrebbero tenersi nel corso dell’anno. Come se non bastasse, l’anno 2024 segna il cinquantesimo anniversario dell’instaurazione di rapporti diplomatici tra Cina e Brasile e il quinto anniversario del partenariato strategico Cina-Giamaica.

Prima della partenza di Wang, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha affermato che Brasile e Giamaica sono importanti partner di cooperazione della Cina in America Latina e nei Caraibi. Ed è proprio su di loro, così come su altri governi locali, che Pechino farà affidamento per consolidare una rete diplomatica capace di incarnare le complesse esigenze di un mondo multipolare.

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