La legge di bilancio 2025 delle mancette

Raphael Raduzzi

30/12/2024

La legge di bilancio 2025 verrà ricordata anche per aver istituzionalizzato il fondo mance: un fondo da 102 milioni per le marchette dei parlamentari.

La legge di bilancio 2025 delle mancette

Anche quest’anno, in extremis, il parlamento è riuscito ad approvare la legge di bilancio.

Con 112 voti a favore, 67 voti contrari e un astenuto, il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente la legge di bilancio per il 2025.

I cambiamenti rispetto al testo approvato più di un mese fa in consiglio dei ministri sono piuttosto insignificanti sul piano economico, segno delle ristrettezze di bilancio e della nuova traiettoria di austerità, ma meno insignificanti sul piano politico.

Gli aumenti risicati sulle pensioni minime (meno di 2 euro) o i sostegni alla natalità non subiscono variazioni. Positivo il segnale sulla tassazione del capital gain dato dalle criptovalute, che inizialmente doveva passare dal 26 al 42% per recuperare solo 16 milioni. Ora l’aumento sarà ‘solo’ al 33% a partire dal 2026. Rivista anche l’astrusa norma che obbligava qualsiasi società, ente, organismo o fondazione che riceva, anche in modo indiretto e sotto qualsiasi forma, un contributo di almeno 100.000 euro annui a integrare nei collegi sindacali o di revisione un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze. Ora il riferimento ai 100.000 euri annui di contributi sparisce e rimane un vago concetto di contributi ‘significativi’. Siamo pronti a scommettere che una norma così bizantina non entrerà mai veramente in vigore, per fortuna.

Altro tema degno di nota riguarda il già ridenominato fondo mance o, meglio, marchette. Già perché la legge di bilancio, secondo proprio la normativa che il nostro stato si è dato sul come redigerla (decreto legge 78/2009) vieta assolutamente ogni misura di carattere localistico o microsettoriale. E cos’ha ben pensato di istituire il governo? Al comma 898 si prevede un nuovo fondo di oltre 100 milioni nel prossimo tirenno finalizzato all’attuazione di misure in favore degli enti locali, alla realizzazione di interventi in materia sociale e socio-sanitaria assistenziale, di infrastrutture, di sport e di cultura da parte di associazioni, fondazioni ed enti operanti nel territorio, di recupero, conservazione e mantenimento del patrimonio storico, artistico e architettonico.

Che scritto in questa maniera non sembra neppure assurdo, ma nella realtà il governo ha lasciato ai parlamentari di maggioranza decidere di approvare degli atti di indirizzo per il valore di circa 100-150 mila euro a parlamentare. E così ci si ritrova una legge di bilancio, che contro le regole vigenti, stanzia 100mila euro a un’associazione che promuove il gelato artigianale, 50.000€ all’Accademia delle belle arti di Reggio Calabria per realizzare il “Monumento al carabiniere”, 30.000 euro per l’anno 2026 a favore dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, 150 mila euro al comune di Colle Brianza anche per la protezione del ciglio stradale. E si potrebbe continuare all’infinito la lista dei regali di Natale che i parlamentari della camera hanno fatto a chi ritenevano più meritevoli.

Ma oltre ad essere palesemente contro le normative di bilancio, 102 milioni di euro non potevano essere stanziati per incrementare di più di 2 miseri euro le pensioni minime, per dirne una?