La tendenza sta solo accelerando. Solo nella prima metà del 2025, €273,2 miliardi sono confluiti nelle casse di Berlino, con un balzo del 5,5% rispetto all’anno precedente.
Di fronte a un rapido peggioramento delle prospettive di bilancio, il Ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil (SPD), ritiene di aver finalmente trovato una nuova fonte di entrate. Abolendo il tradizionale regime di “suddivisione fiscale del matrimonio” – un sistema che consentiva alle coppie di mettere in comune i redditi e ridurre il carico fiscale – spera di colmare i buchi di bilancio sempre più ampi. Questo segna il culmine preliminare di un dibattito sull’aumento delle tasse, concepito non tanto per risolvere la crisi fiscale tedesca quanto per alleviare i politici dalla pressione dell’attuazione di riforme strutturali.
In realtà questo sviluppo non sorprende. La SPD si batte da tempo per abolire la sopraccitata suddivisione fiscale. La misura è concepita come una risposta al deficit strutturale della Germania, che si prevede salirà oltre €170 miliardi entro il 2029, a condizione, naturalmente, che l’economia tedesca non sprofondi ulteriormente nella recessione.
Ci si deve chiedere se il recente dibattito pubblico sull’imposta di successione non sia stato altro che un test per valutare l’entità dell’onere fiscale che la popolazione tedesca è disposta a sostenere. Nel loro insieme entrambe le iniziative – l’aumento dell’imposta di successione e l’abolizione della suddivisione fiscale del matrimonio – sono perfettamente complementari agli occhi degli ideologi della SPD. Entrambe le misure colpiscono direttamente un modello familiare e generazionale considerato dal Ministro delle finanze “obsoleto” e ora destinato alla liquidazione fiscale. [...]
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