La fame di liquidità dell’AI riaccende il mercato delle obbligazioni convertibili. Ecco perché Wall Street le premia

Redazione Money Premium

17 Giugno 2026 - 16:55

Wall Street sta finanziando il futuro dell’intelligenza artificiale, creando un ecosistema che al momento premia sia gli emittenti sia gli investitori più attenti.

La fame di liquidità dell’AI riaccende il mercato delle obbligazioni convertibili. Ecco perché Wall Street le premia

Il frenetico bisogno di capitali generato dal boom dell’intelligenza artificiale sta investendo un angolo particolare del mercato obbligazionario, quello delle obbligazioni convertibili, spingendo i volumi di emissione a livelli che non si vedevano dall’inizio della pandemia da Covid-19.

Le aziende tecnologiche, dai giganti del cloud alle società emergenti specializzate in infrastrutture per l’AI, stanno sfruttando questo strumento ibrido – che combina la stabilità di un bond con l’opportunità di conversione in azioni – per finanziare investimenti massicci in data center, chip e capacità di calcolo, beneficiando di cedole bassissime o addirittura nulle grazie all’entusiasmo degli investitori per il settore.

Aumentano le emissioni di obbligazioni convertibili

Secondo i dati Dealogic, le società statunitensi quotate hanno emesso finora quest’anno circa 54 miliardi di dollari in obbligazioni convertibili, con un incremento del 43% rispetto allo stesso periodo del 2025 e il volume più alto dall’inizio della crisi pandemica. Altri report aggiornati, come quelli di Bank of America e Barclays, indicano che nei primi quattro mesi del 2026 l’emissione negli Stati Uniti ha raggiunto i 34 miliardi, più del doppio rispetto all’anno precedente, ponendo il mercato sulla traiettoria per superare il record del 2025, quando si superarono i 120 miliardi di dollari complessivi. Alcune stime più recenti parlano addirittura di 85,5 miliardi di dollari emessi nei primi sei mesi del 2026, con picchi mensili eccezionali come i 21,4 miliardi di giugno nonostante un numero ridotto di operazioni.

Un esempio emblematico è CoreWeave, società di cloud computing specializzata in GPU per l’addestramento di modelli AI, che ha recentemente collocato 4 miliardi di dollari in convertibili, dopo aver già emesso tranche significative nei mesi precedenti. Operazioni di questa portata non sono isolate: Oracle ha raccolto 5 miliardi, IREN Limited (società australiana di data center) 2,6 miliardi, NextEra Energy 2,3 miliardi e On Semiconductor 1,3 miliardi. Complessivamente, circa la metà delle emissioni del 2026 risulta legata in qualche modo all’AI, sia direttamente attraverso aziende tech sia indirettamente tramite utilities e fornitori di energia necessari per alimentare i data center.

Perché piacciono così tanto alle aziende AI?

Il fascino delle convertibili per le aziende AI risiede nella loro struttura ibrida. Si tratta di bond che pagano una cedola fissa, spesso molto bassa (fino allo 0% in diversi casi recenti), ma che incorporano un’opzione di conversione in azioni a un prezzo predeterminato. Questo permette alle società di raccogliere fondi a costi di finanziamento nettamente inferiori rispetto al debito tradizionale high-yield, che in un contesto di tassi ancora elevati può superare il 9%. CoreWeave, per esempio, ha emesso convertibili con cedola intorno all’1,75%, confrontati con bond senior tradizionali al 9,75%. Gli investitori accettano queste condizioni perché ottengono protezione nel caso di un calo del titolo – il rimborso del capitale – unita all’upside se le azioni salgono, caratteristica particolarmente attraente in un settore caratterizzato da alta volatilità e forti aspettative di crescita.

Dal lato della domanda, i fondi hedge, gli asset manager e gli specialisti di convertibili vedono in questi strumenti un modo per partecipare al rally dell’AI senza esporsi completamente al rischio azionario. Joe Wysocki di Calamos Investments ha sottolineato come le convertibili rappresentino “capitale di crescita per emittenti di crescita”, e l’AI offra l’opportunità di crescita più convincente del momento. I rendimenti del mercato convertibile americano hanno infatti sovraperformato l’S&P 500 in diversi periodi recenti, con picchi mensili superiori al 10% trainati proprio dai nomi legati all’intelligenza artificiale. Nel 2026, secondo snapshot di mercato, i convertibili AI hanno registrato performance superiori del 17-36% rispetto ai non-AI in determinati mesi, grazie alla dispersione settoriale creata dagli investimenti in infrastrutture.

Sarà un 2026 da record per le obbligazioni convertibilli

Questo fenomeno non è solo quantitativo ma anche qualitativo. Le aziende AI tipicamente presentano elevati fabbisogni di Capex, valutazioni elevate e flussi di cassa ancora incerti, caratteristiche ideali per le convertibili. Invece di diluire immediatamente il capitale azionario o indebitarsi a tassi proibitivi, possono posticipare la diluizione e mantenere bilanci più leggeri. Si aggiunge un’ondata di rifinanziamenti: molti bond convertibili emessi nel 2020-2021 durante il boom pandemico stanno giungendo a scadenza (tipicamente 5-6 anni), spingendo le società a emettere nuove tranche in un mercato favorevole.

Gli analisti di Goldman Sachs e Bank of America stimano che il 2026 potrebbe chiudere con emissioni superiori ai 120-140 miliardi di dollari, confermando un secondo anno record consecutivo. La componente AI, inclusi energia e utilities correlate, potrebbe arrivare al 50% del totale. Questo trend riflette una dinamica più ampia: l’enorme corsa globale agli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che richiede centinaia di miliardi tra chip, data center, energia e reti. Aziende come Alphabet, Alibaba e Super Micro Computer hanno contribuito con operazioni multi-miliardarie, mentre società più piccole sfruttano la volatilità azionaria per rendere appetibili anche emissioni a rischio maggiore.Tuttavia, non mancano elementi di cautela.

Il successo delle convertibili presuppone che il mercato continui a premiare le storie di crescita AI con multipli elevati. Se dovessero materializzarsi delusioni sulle tempistiche di monetizzazione o un raffreddamento degli investimenti tech, la componente azionaria incorporata potrebbe perdere valore rapidamente, trasformando questi bond in debito ordinario con cedole basse. La maggiore dispersione tra vincitori e vinti nel settore tech, tipica dell’AI, aumenta sia le opportunità sia i rischi per gli investitori attivi. Inoltre, l’accumulo di debito convertibile potrebbe in futuro generare pressioni dilutive sulle azioni se i prezzi di conversione venissero raggiunti.